È passato tanto tempo dall'apertura di questa discussione, scritta da parte mia in linguaggio non sempre facilmente accessibile in tutto e poi continuata pure con alquanta stravaganza per cercare di evitare interessamenti indebiti.
Il turismo per mare, intrinsecamente pericoloso, non è stato vietato; si continua a soprassedere sulla reale non assicurabilità dei mezzi di spostamento destinati in origine per esso (e invece si continua a non ammettere la non necessità assicurativa dei mezzi adatti per fare vero motociclismo).
Ancora mi sono imbattuto in pubblicità di "crociere" per mare che fingono certezze inesistenti (e non risulta che abbiano smesso di confondere nelle carte di circolazione i motocicli coi ciclomotori) e ancora sono in atto minacce e imprese contro la libertà di espressione, contro chi fa notare cosa non dovrebbe essere consentito (e cosa invece consentito). Ad essere attiva è anche la malasanità introdotta nello Stato ((con grave mia limitazione anche attuale)).
Spero che questo messaggio non cada nel vuoto.
MAURO PASTORE





