





se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky




non te ne faccio passare una, carina
l'annuziata ha scritto
Sindaci, giudici e libertà
Congratulazioni a Virginia, ai giudici e ai cittadini. La parola torna alla politica. Non vedo l'ora che Di Maio e Di Battista rispondano con libertà a quello che hanno promesso e non hanno fatto. E noi giornalisti "puttane" aspettiamo con impazienza la punizione
(Congratulazioni alla sindaca Virginia Raggi per la sua assoluzione. È sempre una ottima notizia per i cittadini sapere di essere governati da un politico impeccabile.
Congratulazioni anche ai giudici della Procura della Capitale perché la velocità e la equanimità del loro giudizio ha impedito di creare un nuovo percorso giudiziario di polemiche dentro questo paese che ne ha fin troppi. Una condanna avrebbe avviato una contesa politica inquinata dal più vecchio sospetto di ogni azione in Italia - l'uso della giustizia ad orologeria.
A Roma, insomma, oggi si è affermato un principio di giustezza (oltre che di giustizia) in base al quale gli amministratori si giudicano per quello che fanno.
Una buona notizia che libera un po' tutti.
Libera intanto Virginia Raggi. Senza il peso di questa inchiesta che ha certamente pesato sui suoi umori e sulle sue prospettive di vita politica, il sindaco oggi potrà dunque finalmente rispondere ai suoi cittadini, che, cocciuti loro, continuano a bestemmiare contro le buche, i disservizi, la pessima qualità di vita e la destabilizzazione strisciante della città. E per identico verso, la "liberazione" del Sindaco di Roma forse incoraggerà altri sindaci sotto assedio, come oggi nella città di Torino, o i tanti ministri che non hanno tenuto fede alle loro stesse promesse, a rispondere dei loro doveri e delle loro mancanze senza riversare su chi gliene chiede conto accuse di complotti, collusioni con le elite e il grande capitale. Borsette e cagnolini inclusi.
Congratulazioni, dunque, anche a tutti i cittadini che a oggi, forse, possono tornare a mugugnare come è diritto e ruolo dei cittadini fare.
Gli unici che perdono in questa partita, ahi noi, sono i soliti giornalisti. Corrotti pennivendoli, puttane, addirittura.
Luigi Di Maio che ormai d'abitudine perde ogni freno sia quando ha un successo che quando ha un insuccesso – per dire, sia quando annuncia di aver sconfitto la povertà dal balconcino di Palazzo Chigi, sia quando qualcuno scopre che la Lega gli ha tolto il reddito di cittadinanza dalla finanziaria spostandone l'attuazione all'anno prossimo - ha avuto un'altra crisi ed ha minacciato di fare immediatamente la legge sugli editori impuri. Per punire insomma i padroni dell'editoria che evidentemente frenano il movimento.
A parte che Di Maio dovrebbe piuttosto dirci se erano invenzioni le notizie sul caso Raggi. Non è stato considerato un reato, secondo i giudici, l'intervento a favore di Marra, ma non era una fake news, di sicuro. Ed era un fake anche la preoccupazione del quartiere generale pentastellato sulla condanna di Raggi? E le feroci critiche di incompetenza all'operato del sindaco romano non sono state formulate anche da esponenti dello stesso M5s?
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già, i giornalisti sono colpevoli di aver scritto delle accuse rivolte alla raggi, poi assolta. Non si fa. Si fa solo per i politici avversari.
Non solo, adesso si fa una bella legge punitiva per i giornali che dicono loro, quelli nemici, come in una dittatura.


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https://www.ilblogdellestelle.it/201...puttanati.html
Puttane e sputtanati
di Gianluigi Paragone, giornalista e senatore
Evidentemente spiazzati dall’assoluzione di Virginia Raggi e dalla impossibilità di chiudere il film che avevano già preparato nelle riunioni di redazione, il problema ora sono le parole di Luigi e di Alessandro sui giornalisti.
Su tutti, lancia in resta, spicca Mario Calabresi direttore di Repubblica, quel giornale che ci ha messo qualche giorno prima di dire ai suoi lettori che il ponte crollato a Genova era gestito dalla società della famiglia Benetton. Quel giornale che potrebbe raccontare per bene ai suoi lettori le vicende del sistema bancario italiano, MontePaschi in testa ma che forse non lo può fare perchè negli elenchi dei debitori ci sono i De Benedetti.
A proposito di Mps, è in corso il processo ad Alessandro Profumo: c’è qualcuno che ci spiega perché è sotto processo? I lettori dei nostri giornali (sempre meno, chissà perché) lo possono sapere? Forse no.
E vi dico io perché: perché le grandi firme del giornalismo italiano hanno consumato il loro transito dall’estrema sinistra (ah, quanti di loro militavano nelle file dei gruppi extraparlamentari...) ai salotti buoni del capitalismo italiano. Ai salotti, se va bene. Non sarebbe giusto svelare ai propri lettori che il commentatore PincoPallino prende soldi come relatore o moderatore ai dibattiti curati dalla banca X o dal fondo Y? Guarda caso sempre gli stessi. Perché non facciamo una bella lista di giornalisti furbini che partecipano a pagamento alle convention di grandi gruppi finanziari?
Sveliamolo allora il marchettificio che c’è nelle redazioni! E chiediamo anche quanto gli editori pagano alle firme d’oro per commentare argomenti di cui non sanno nulla, come ho dimostrato nel caso del Tav, o di cui non hanno capito nulla come dimostrano le figuracce memorabili da Trump a Brexit, dal referendum costituzionale al voto del 4 marzo scorso.
Il vero giornalismo d’inchiesta lo fanno giornalisti spesso anonimi cui non viene riconosciuto il giusto valore. E nemmeno la manleva, cosicché i cronisti d’inchiesta si ritrovano soli nelle loro battaglie (con Primo Di Nicola ed Elio Lannutti abbiamo depositato un ddl proprio sulle querele temerarie). Il vero giornalismo lo fanno i colleghi costretti ad aprire una partita iva per lavorare, ed essere pagati a 60/90 giorni come i fornitori: i giornalisti che oggi si indignano e che fanno le anime belle perché non svelano questa miseria del giornalismo italiano?
Allora sì, vi sfido, cari colleghi: nel giornalismo ci sono tante puttane e ancor più sputtanati.

