Carlo Cattaneo (Milano, 1801 - Lugano, 1869)
di Gaetano Salvemini – Introduzione del volume “Le più belle pagine di Carlo Cattaneo” scelte da Salvemini, Milano, Treves, 1922, pp. I-XXXI.
I primi studi[1]
Gli antenati di Carlo Cattaneo, dalla Valle Brembana, nel Bergamasco, scendevano ogni anno con le mandre a svernare nella pianura di Milano. Qui erano diventati fittabili. Sulla fine del secolo XVIII, una parte della parentela s’era inurbata da tempo nella capitale. E in Milano nacque, il 15 giugno 1801, Carlo Cattaneo. Il quale ebbe sempre la fierezza della origine “cittadina”, come si diceva allora, o “borghese”, come diremmo noi oggi; e dalla esperienza agricola dei parenti e dalla osservazioni personali della prima puerizia, passata nelle pianure di Casorate e di Pizzabrosa, contrasse quel senso delle realtà rurali e quell’interesse per i problemi dell’agricoltura, che fanno di lui uno dei nostri più intelligenti e più originali scrittori di economia agraria.
Un parente della famiglia, Gaetano Cattaneo, fu uomo assai colto; promosse a Milano, negli anni del regime napoleonico, la fondazione del Museo numismatico; ebbe l’amicizia di Monti, di Goethe, di Manzoni. E alle relazioni di questo congiunto, Carlo Cattaneo, dové probabilmente di aver potuto frequentare, durante l’adolescenza, nelle villeggiature della Brianza, molti uomini colti e famosi di quel tempo. Ma il padre di Cattaneo, orefice, aggravato da numerosa figliolanza, non dové esser mai in condizioni agiate. La crisi economica, poi, che succedette per alcuni anni allo sfacelo dell’Impero napoleonico, rese più aspre le difficoltà familiari.
Sulla fine del 1820, il giovane Cattaneo, “trovandosi per sopravvenute angustie di famiglia impotente a proseguire la già tanto avanzata carriera degli studi”, rinunziò a frequentare l’Università di Pavia; ed entrò insegnante di grammatica latina, che corrisponderebbe al ginnasio inferiore, in una scuola comunale di Milano. Nel 1824 fu promosso alle classi di umanità, che sarebbero oggi il ginnasio superiore. Furono “anni di patimento e di avvilimento”, in una scuola tenuta in un locale a piano terreno, non cantinato, privo di fuoco, di recente costruzione, dove la temperatura scendeva d’inverno a dodici gradi sotto zero.
Mentre si guadagnava così la vita, preparava gli esami giuridici universitari, frequentando a Milano la scuola privata di Gian Domenico Romagnosi; e nell’agosto del 1824 conseguiva la laurea di avvocato presso l’Università di Pavia. Ma non esercitò mai la professione, dominato com’era dalla passione degli studi.
L’insegnamento del Romagnosi ebbe una grande influenza su tutta la vita spirituale del Cattaneo. Molte fra le idee centrali del Cattaneo sono lo sviluppo di quelle del Romagnosi. E del vecchio maestro il Cattaneo fu amico devoto, e lo assisté nelle ultime ore (1835), e ne difese più volte con energia e passione la memoria.
Fino ai trentadue anni, non sembra che Cattaneo abbia pubblicato altro che la traduzione, adatta alle scuole italiane, di due testi scolastici tedeschi. Nel 1832 cominciò a collaborare agli Annali universali di statistica, fondati dal Romagnosi nove anni prima; e continuò fino al 1836 con articoli e note statistiche e bibliografiche, spesso anonime.
Al 1835 appartengono le Interdizioni israelitiche. In esse l’autore sostiene che tutte le leggi fatte nei secoli passati per vietare agli israeliti il possesso della terra, l’adito a molte professioni liberali, la libera abitazione, la costruzione di propri templi, l’uso di vesti eguali a quelle dei cristiani, ecc. hanno artificiosamente contributo ad accrescere la ricchezza mobiliare della razza perseguitata; per togliere a questa ogni condizione di superiorità economica sulle popolazioni, con le quali vive mescolata, non vi ha che un mezzo: sottometterla senza eccezioni alle medesime leggi civili. È questo il primo lavoro, in cui l’ingegno di Cattaneo si riveli con tutte le sue magnifiche doti di varia dottrina, vigorosa originalità, splendore di forma.
Frattanto le condizioni economiche della famiglia si erano migliorate. E sulla fine del 1835, Cattaneo, malandato in salute, poté abbandonare l’insegnamento con un piccola pensione.
(...)
[1] Le sigle OEI e SPE indicano rispettivamente i sette volumi delle Opere scelte e inedite raccolte da A. Bertani, ed. Le Monnier, (1881-92), e i tre volumi degli Scritti politici ed Epistolario, raccolti da G. Rosa e J. White Mario, ed. Barbèra (1892-1901).




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