Assolutamente. C'è un'ipocrisia imperialista vomitevole.
Chi si scopre 'sovranista' quando di mezzo c'è la Cina o la Russia per poi entusiasticamente svendere/appaltare beni pubblici a tedeschi, arabi o americani è in tutta evidenza un pagliaccio.
E chi ha fatto di tutto per limitare l'intervento pubblico nell'economia, con l'ovvia conseguenza di un'enorme perdita di competenze vista l'infima qualità della classe padronale italica, per poi ridursi a pietire tecnologie di avanguardia da aziende statali estere è direttamente un coglione.
Però rimane il fatto che la necessità è quella di un nuovo protagonismo economico dello Stato. Non quella di limitarsi a cambiare stazione appaltante.





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