

The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.




The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.




Ho visto anch'io quel passaggio. Soffre di problema insormontabile, assume che la reciprocità sia un automatismo: discriminare = essere discriminati; non discriminare = non essere discriminati. Il che ovviamente non è come funziona il mondo reale. Da una parte, i rapporti di forza impari fanno si che la probabilità di essere discriminati e il costo della discriminazione vari in modo estremo tra le persone; non ha senso suggerire che il razzismo e "l'anti-rossismo" siano equivalenti come incidenza e conseguenze. Dall'altra, esattamente come chi attualmente discrimina può farlo ignorando la possibilità della reciprocità, così potrebbe fare chi attualmente viene discriminato se le parti dovessero invertirsi; non c'è mai alcuna certezza che la gentilezza verrà reciprocata, basta vedere il Sud Africa moderno. È lo stesso ragionamento fallace che fanno i vegani quando cercano di convincere a non mangiare carne suggerendo la possibilità che il carnivoro venga a sua volta mangiato da animali o alieni: non funziona perchè essere vegani oggi non garantisce che non si verrà mangiati domani. L'interesse personale non è essere gentili con tutti e sperare nella reciprocità, è essere abbastanza forti da non aver bisogno di fare affidamento sulla reciprocità in primo luogo.
89. Ateniesi: "Da parte nostra, non faremo ricorso a frasi sonanti; non diremo fino alla noia che è giusta la nostra posizione di predominio perché abbiamo debellato i Persiani e che ora marciamo contro di voi per rintuzzare offese ricevute: discorsi lunghi e che non fanno che suscitare diffidenze. Però riteniamo che nemmeno voi vi dobbiate illudere di convincerci coi dire che non vi siete schierati al nostro fianco perché eravate coloni di Sparta e che, infine, non ci avete fatto torto alcuno. Bisogna che da una parte e dall'altra si faccia risolutamente ciò che è nella possibilità di ciascuno e che risulta da un'esatta valutazione della realtà. Poiché voi sapete tanto bene quanto noi che, nei ragionamenti umani, si tiene conto della giustizia quando la necessità incombe con pari forze su ambo le parti; in caso diverso, i più forti esercitano il loro potere e i piú deboli vi si adattano".
90. Meli: "Orbene, a nostro giudizio almeno, l'utilità stessa (poiché di utilità si deve parlare, secondo il vostro invito, rinunciando in tal modo alla giustizia) richiede che non distruggiate quello che è un bene di cui tutti possono godere; ma quando qualcuno si trova nel pericolo, non gli sia negato ciò che gli spetta ed è giusto; e anche, per quanto deboli siano le sue ragioni, possa egli trarne qualche vantaggio, convincendone gli avversari. Questa politica sarà soprattutto utile per voi, poiché, in caso di insuccesso, servirete agli altri d'esempio per l'atroce castigo".
91. Ateniesi: "Non siamo preoccupati, anche se il nostro impero dovesse crollare, per la sua fine: poiché, per i vinti, non sono tanto pericolosi i popoli avvezzi al dominio sugli altri, come ad esempio, gli Spartani (d'alra parte, ora, noi non siamo in guerra con Sparta), quanto piuttosto fanno paura i sudditi, se mai, assalendo i loro dominatori, riescano a vincerli. Ma, se è per questo, ci si lasci pure al nostro rischio. Siamo ora qui, e ve lo dimostreremo, per consolidare il nostro impero e avanzeremo proposte atte a salvare la vostra città, poiché noi vogliamo estendere il nostro dominio su di voi senza correre rischi e nello stesso tempo salvarvi dalla rovina, per l'interesse di entrambe le parti". 92. Meli: "E come potremmo avere lo stesso interesse noi a divenire schiavi e voi ad essere padroni?".
93. Ateniesi: "Poiché voi avrete interesse a fare atto di sottomissione prima di subire i più gravi malanni e noi avremo il nostro guadagno a non distruggervi completamente".
94. Meli: "Sicché non accettereste che noi fossimo, in buona pace, amici anziché nemici, conservando intatta la nostra
neutralità?".
95. Ateniesi: "No, perché ci danneggia di più la vostra amicizia, che non l'ostilità aperta: quella, infatti, agli occhi dei nostri sudditi, sarebbe prova manifesta di debolezza, mentre il vostro odio sarebbe testimonianza della nostra potenza".
96. Meli: "E i vostri sudditi sono così ciechi nel valutare ciò che è giusto, da porre sullo stesso piano le città che non hanno con voi alcun legame e quelle che, per lo più vostre colonie, e alcune addirittura ribelli, sono state ridotte al dovere?".
97. Ateniesi: "Essi pensano che, tanto agli uni che agli altri, non mancano motivi plausibili per difendere la loro causa; ma ritengono che alcuni siano liberi perché sono forti e noi non li attacchiamo perché abbiamo paura. Sicché, senzacontare che il nostro dominio ne risulterà più vasto, la vostra sottomissione ci procurerà maggior sicurezza; tanto più se non si potrà dire che voi, isolani e meno potenti di altri, avete resistito vittoriosamente ai padroni del mare".
The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.


Che senso ha parlare di diritti dei popoli? I diritti li hanno i membri di una comunità, perchè questa glieli concede, per il resto vale la legge della jungla. Se i nigeriano possono e vogliono colonizzare l'Italia non hanno bisogno di nessun diritto, e l'assenza di questo non li fermerà.
The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.


Non è questa l'assunzione di base.
L'assunzione di base è molto più banale: se tutti non discriminassimo noi non saremo mai discriminati.
Che riconoscerai come essere un'affermazione sempre vera, visto che si tratta di una tautologia. Pertanto diffondere la cultura della non discriminazione aiuta tutti, compresi noi.
Non c'è certezza in nulla, ma l'incertezza non deve fermare la strada verso quello che potrebbe essere il bene per tutti.non c'è mai alcuna certezza che la gentilezza verrà reciprocata
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


Aladar...Un nero è fenotipicamente molto diverso da un bianco. Non è un inganno degli occhi!
Se i fenotipi sono distribuiti su di un gradiente allora due individui posti in punti lontani fra di loro nella scala sono ovviamente assai diversi. Così come due individui vicini sono spesso molto simili. Se io sono posto in una posizione in qualla scala e mio figlio e tutti i miei discendenti stanno più o meno nella stessa posizione allora significa che la mia posizione nella scala fenotipica è geneticamente determinata. Altri fattori genetici o meno determineranno altri "scostamenti fenotipici", ma la sostanza non cambia.
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- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !




Gli italiani meridionali erano considerati "non bianchi" non soltanto da pochi sparuti razzisti americani, ma assai spesso dalle stesse autorità statunitensi. Esempio eclatante è il caso del 1922 «Rollins versus Alabama», ovvero il caso di Jim Rollins, un uomo di colore dell'Alabama che, condannato in primo grado per «miscegenation» (mescolanza di razze) per aver avuto rapporti sessuali con una donna bianca, aveva fatto ricorso: «Ma non era bianca, era
italiana!». Tesi accolta dal giudice, che sancì nella sentenza che il
procuratore «non aveva potuto fornire la prova che la femmina in questione, Edith Labue, fosse bianca».
Ma anche senza scomodare il grado di percezione degli americani, basterebbe guardare in casa nostra. Ad esempio c'è lo studio di Giuseppe Sergi il quale sosteneva che l’Europa attuale era abitata da due specie differenti, la euroafricana e la euroasica.
Una frazione della specie eurafricana era costituita dalla stirpe mediterranea che, “dai caratteri fisici dominanti, esterni e interni, dimostrava che era come una zona di transizione tra l’africana al sud delle nazioni mediterranee, e l’europea al nord delle nazioni mediterranee d’Europa”. Oggi questi studi sono superati dalle scoperte in ambito genetico, ma dimostrano come morfologicamente gli italiani del sud, quelli che tu definisci "fenotipicamente mediterranei" sono molto più simili agli africani che si finlandesi.
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Ultima modifica di TheMeroving; 01-06-19 alle 23:54
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