
Originariamente Scritto da
Giò
Non c'è nessuna arbitrarietà: tutto dipende dal grado di parentela biologico. Se ci si sposa fra cugini di primo grado si avranno più possibilità di generare malattie ereditarie che se ci si sposa fra cugini di secondo, terzo, quarto grado e così via. Ma questo non significa che se ci si sposa esclusivamente tra persone della stessa razza o anche solo della stessa nazionalità allora le malattie genetiche siano più probabili. Tant'è che il meticcio rischia di ereditare sia le tare genetiche della razza di appartenenza del padre che quelle della razza a cui appartiene la madre. Non è un caso che nel corso dei secoli ci si è più mescolati fra popoli della stessa razza che tra popoli di razza diversa. D'altronde, la scienza che tanto idolatrate spiega il perché:
Altruismo sì, ma solo con i propri simili
I ricercatori hanno sviluppato un modello di teoria dei giochi evoluzionistica ed effettuato migliaia di simulazioni utilizzando un ambiente che riproduce le condizioni presenti nel tardo Pleistocene e nella prima parte dell’Olocene
Due tipi di comportamento – l’altruismo e l’ostilità verso gli appartenenti ad altri gruppi – potrebbero essersi evoluti insieme, secondo uno studio il cui resoconto è pubblicato ora sull’ultimo numero della rivista “Science”.
Secondo le definizioni etologiche, l’individuo altruista è colui che aiuta gli altri anche se ciò costituisce, almeno in parte, un rischio. Diverso è invece il comportamento xenofobo di chi si dimostra ostile verso gli individui di altre etnie. Entrambi sono diffusi nella specie umana.Un problema, dal punto di vista evoluzionistico, emerge per il fatto che questi due comportamenti, presi singolarmente, non sembrano poter dare un vantaggio in termini di sopravvivenza, anzi al contrario. Ma una mescolanza dei due, una sorta di “altruismo ristretto”, cioè rivolto solo ai membri del proprio gruppo, consente al gruppo di prosperare.
Jung-Kyoo Choi, della National University di Daegu, in Corea del Sud, e Samuel Bowles del Santa Fe Institute di Santa Fe, New Mexico, hanno utilizzato un modello di teoria dei giochi evoluzionistica ed effettuato migliaia di simulazioni ricostruendo un ambiente che riproduce le condizioni presenti nel tardo Pleistocene e nella prima parte dell’Olocene.
Gli individui “simulati”, divisi in 20 gruppi, potevano possedere due geni con due alleli ciascuno: xenofobi o tolleranti, e altruisti o no. La simulazione ha mostrato che i gruppi che conseguivano un maggiore successo erano proprio quelli dotati geneticamente di altruismo ristretto, cioè del gene xenofobo e di quello altruista, suggerendo la possibile coevoluzione di questi due tratti comportamentali. L’altruismo ristretto si è diffuso, in definitiva, poiché i gruppi con molti
individui con questa tendenza vincevano le guerre e ripopolavano i siti delle popolazioni sconfitte. (fc)
Altruismo sì, ma solo con i propri simili - Le Scienze
E parliamo de "Le Scienze", rivista pubblicata in Italia dal gruppo GEDI (lo stesso che pubblica "L'Espresso", tanto per intenderci). Non de "La Difesa della razza" o del "Voelkischer Beobatcher".