



1) Gli studi sulla genetica umana hanno sempre avuto scopi medici. Supporre che si possano istituire politiche sociali su base razziale è altamente pericoloso perché inevitabilmente conduce a scelte che sono esclusivamente discriminatorie.
2) Fammi un esempio di una "politica inclusiva" che coinvolga Gino il quale in quanto negro risulta essere intellettivamente inferiore rispetto ai bianchi. Gino ha un QI che nella curva di distribuzione lo pone in posizione alta rispetto alla media dei negri e in posizione media rispetto alla media dei bianchi dei bianchi. Che ne facciamo di Gino? Lo inseriamo in qualche corso di recupero? Oppure cosa?
Inviato dal mio SM-G965F utilizzando Tapatalk
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Non necessariamente. Peraltro, gli studi di antropologia fisica a cosa credi che servissero, se non a classificare e a distinguere le varie razze e i fenotipi? Comunque, queste sono tue considerazioni politiche che lasciano il tempo che trovano e mi fa strano che uno contrario come te ai reati d'opinione pretenda di censurare la scienza per motivi di rispetto del politicamente corretto. Se venisse fuori che c'è sicuramente una componente genetica che influenza gli esiti dei test del QI delle persone appartenenti alla razza negroide, se ne potrebbe concludere tanto una forma di tutela maggiore quanto una discriminatoria, a sua volta implicando un ventaglio vasto di possibilità.
Torno a ripeterti che fare l'equazione QI = intelligenza è inappropriato. E sinceramente non ho capito che cosa tu voglia dire nel tuo esempio.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


1) Se ti riferisci agli studi del diciannovesimo secolo si vede infatti verso quale china hanno condotto! Io non ho alcuna necessità di censurare la scienza. Ritengo soltanto che la scienza, soprattutto quella medica, debba avere lo scopo di migliorare la vita degli uomini. Se invece la peggiora mi interrogo semplicemente sull'opportunità di alcune ricerche. Poi ognuno compia ricerche nei campi che preferisce. Quando poi avrà scoperto che i negri sono geneticamente meno intelligenti avrà soltanto portato acqua al mulino dei razzisti alla BlackSheep quando affermano che siccome i negri sono meno intelligenti allora non vanno assunti nei posti di lavoro.
2) Stavo solo cercando di figurarmi quali potrebbero essere queste politiche di inclusione su base razziale. A questo punto visto che sei tu a parlarne fammi tu l'esempio!
Inviato dal mio SM-G965F utilizzando Tapatalk
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Quindi studiare la forma dei crani ha portato alla Shoah? E' questo il tuo discorso? Spero di no, francamente.
Guarda che non c'è bisogno di dire o sapere che i negri sono meno intelligenti dei bianchi per non volerli o non assumerli. Per secoli, i negri sono stati soggetti ai bianchi senza che ci fosse bisogno dell'antropologia fisica, della genetica o dei test sul QI.
Per esempio, se avessero ragione gli "ereditaristi" ed effettivamente gli esiti dei test del QI fossero influenzati per il 50% dall'eredità genetica e per il 50% dall'ambiente in cui il soggetto nasce, cresce e vive, un governo potrebbe attuare una serie di politiche volte a favorire le condizioni economiche e sociali dei negri in modo che il loro livello di QI sia il meno basso possibile e che una condizione di partenza più favorevole in termini materiali attenui o annulli lo svantaggio genetico iniziale.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


1) il "saggio sulla ineguaglianza delle razze" di Joseph Arthur de Gobineau è del diciannovesimo secolo se non sbaglio. Ma ci sono anche Carl Vogt, Herbert Hope Risley, Ernst Haeckel. Sempre risalente al diciannovesimo secolo è il poligenismo con la sua strutturazione gerarchica delle razze. Sono tutte teorie alla cui base si pongono i primi esperimenti di istituzionalizzazione del razzismo in ambito coloniale che poi a loro volta costituiscono i prodromi delle legislazioni razziali del ventesimo secolo.
La conoscenza del mondo è sempre positiva, ma stabilire un ordine gerarchico su base genetico fra specie di fiori non ha lo stesso impatto sociale che stabilire un ordine gerarchico su base genetico fra categorie di persone mentre l'impatto sulla conoscenza generale del mondo è il medesimo. Ecco perché il rapporto costi benefici non è lo stesso.
2) una ragione in più per ritenere questi studi più dannosi che utili
3) ci sono mille buoni motivi per favorire la condizione sociale di partenza di qualsiasi uomo senza scomodare il bisogno di aumentare il suo quoziente intellettivo! Direi che l'esempio è proprio non dirimente. Ne hai altri?
Inviato dal mio SM-G965F utilizzando Tapatalk
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Non so se tu abbia letto o meno il "Saggio" di de Gobineau, ma pur essendo un testo innegabilmente razzista è ben lungi dal prefigurare alcuna politica di sterminio o di oppressione delle altre razze. Anzi, di fondo, de Gobineau ritiene che la decadenza dei popoli sia praticamente inarrestabile, quindi non parla certamente dell'esistenza di una razza pura destinata a dominare sulle altre. La colonizzazione dei territori extraeuropei da parte degli europei ha preceduto di gran lunga qualsiasi speculazione sulla razza in termini filosofici o scientifici. Se vuoi puoi pure cercare di sostenere che il razzismo positivista ottocentesco ha tentato una "razionalizzazione" sul piano scientifico dello status quo, ma è evidente che, così facendo, il discorso cambia e di parecchio.
Premesso che ogni gerarchia fra esseri umani non può che essere relativa (il più intelligente non è detto che sia anche il più forte o il più sagace, per fare un esempio banale), la gerarchia fra razze l'hanno stabilita nel tempo i fatti della storia - sia nel bene che nel male -, non gli studi sui crani o sui geni. Se poi a tale stato di fatto viene trovata una spiegazione anche genetica, sarà solo la verità, che va riconosciuta per quello che è, non occultata. Sarà il livello di moralità degli esseri umani e di chi regge le sorti della società a determinare un approccio anziché un altro di fronte a questo fatto. Ma tanto tu non credi nella morale né nella sua oggettività, quindi il problema nemmeno dovresti portelo
E quindi che vuoi fare? Esporre al pubblico ludibrio chi prova a fare studi in tal senso? Ah già, questo capita proprio ai giorni nostri!
Il mio esempio è molto pertinente e se non l'hai notato temo che non ne abbia compresa la portata che avrebbe.
Sicuramente ci possono essere mille motivi, ma quello che ho indicato potrebbe essere un motivo per favorire più o meno sistematicamente, sotto il profilo legale, l'accesso al lavoro e all'istruzione dei negri. Cioè un sistema che in America viene detto di "discriminazione positiva". Non sto dicendo che sia giusto, dico che sarebbe un possibile risvolto.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


1) de gobineau così come gli altri scienziati che ho citato prefigurano una gerarchia qualitativa fra le razze sulla base di studi scientifici. La scienza si limita a fornire strumenti per la conoscenza della realtà, ma non fornisce mai indicazioni su come intervenire sulla realtà e quindi è chiaro che nessuna teoria razzista ha mai propugnato tesi "sterminssioniste". Il problema come tu intuisci si pone quando la scienza viene usata per fornire un corredo razionale a scelte politiche o sociali che sono già in essere o sono in procinto di esserlo. Quindi chiedersi quale impatto esse possono avere sulla vita delle persone e se tale impatto è commisurato ai benefici che la conoscenza in sé determina, ha del tutto senso.
2) Non condivido la tua riflessione circa la gerarchia fra le razze che a tuo dire sarebbe in essere nei fatti, perché quello che osserviamo è una gerarchia fra popolazioni di razze diverse ma ancora non è dato sapere quale sia la relazione fra quella gerarchia e la razza. E se come tu riconosci le differenze qualitative fra gli esseri umani non si esaurisce con il QI gli studi in oggetto non ci forniranno indicazioni utili circa la natura di quel rapporto gerarchico.
3) perodnslmene no. Mi limito a registrarne il bilancio negativo fra costi e benefici.
4) Francamente non vedo come tu oggi possa lamentare l'assenza di sufficienti "profili legali" necessari al miglioramento delle condizioni di vita dei negri anche in assenza di motivazioni legate al QI.
La "discriminazione razziale positiva" può essere benissimo attivata semplicmente analizzando su base statistica le differenze sociali fra bianchi e negri.
A questo punto però mi piacerebbe leggere un altro esempio. O si tratta solo di questo?
Inviato dal mio SM-G965F utilizzando Tapatalk
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !