
Originariamente Scritto da
Kraut
Il buonismo compassionevole è l’ostinazione nel cercare nel criminale un barlume di bontà, nella speranza che esista anche la più piccola possibilità di redenzione. Questa è la componente “catto”. La componente “comunista” è quella che tende a trovare sempre una giustificazione, spesso ideologica, al comportamento sociale negativo del criminale.
Ti fo qualche esempio:
Affermare che tutti i neri siano stupidi e incapaci è vero razzismo ed è una cacata. Ci sono neri dal QI preistorico e neri molto bene intelligenti e abili, generalizzare non ha senso.
Buonismo compassionevole è quando, di fronte a un criminale incallito, si cercano mille giustificazioni per tentare di recuperarlo: poverino! Ha subito traumi/è cresciuto in un ambiente disagiato/gli hanno messo un fucile in mano a 7 anni!
Una comunità che voglia mantenersi sana, non dovrebbe cedere di fronte al buonismo compassionevole. Se uno è un criminale incallito, non importa se la causa sia genetica o ambientale. Dal punto di vista della salute della comunità, il criminale incallito deve essere allontanato, anche se ci fosse una minima possibilità di redenzione. Costerebbe troppo. Una comunità che si voglia mantenere sana non deve lasciare spazio ai sentimentalismi verso gli estranei.
Se ci fai caso, il malumore italico nei confronti degli immigrati, non è dovuto a vero razzismo generalizzato, ma al fatto che i catto-comunisti cerchino sempre una giustificazione per imporre alla comunità il tentativo di redenzione dei criminali di importazione. La reazione, come purtroppo spesso succede, esplode drammaticamente quando la corda si spezza.
Cioè, l’africano intelligente e bene educato sia il benvenuto. L’africano avanzo di galera, o comunque la cui integrazione sarebbe molto difficile e costosa, a causa della differenza del modo di vivere, dovrebbe essere lasciato fuori, anche nei casi che legalmente farebbero scattare la protezione umanitaria.
Mi ricordo di un film poliziottesco degli anni 70, non ricordo però il titolo, dove Maurizio Merli, il commissario, arrestò due baby borseggiatori napoletani. L’assistente sociale, fidanzata del commissario, impietosita dai loro racconti, convinse il giudice a lasciarli andare, invece di mandarli al riformatorio, e si raccomandò con una carezza che non lo facessero più. Appena liberi, fecero subitò un altro scippo, ma morirono ammazzati. Merli, incazzatissimo, le diede della stronza, che se non fosse stato per il suo pietismo quei due ragazzini non sarebbero morti.
Il buonismo compassionevole è deleterio.