



Il fenotipo è evidentemrnte influenzato non solo dall'ambiente altrimenti il figlio di un nero che nasce in America sarebbe bianco esattamente come i bianchi che nascono in quell'ambiente. Se il figlio di un nero nasce nero in qualsiasi parte del mondo significa che il suo essere nero è determinato dalla genetica. Non certamente dall'ambiente!
Ripeto. Sicuramente ci sono aspetti che non sono in grado di cogliere e quindi rinnovo l'invito a chiarire questo aspetto
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Infatti io non ho quantificato proprio niente. Ho solo affermato l'ovvio ovvero che un nero è differente da un bianco in maniera immediatamente percepibile. Ninete di più niente di meno. Il peso che ognuno di noi attribuisce a questa "immediata percezione" é un fattore soggettivo. Per qualcuno l'immediata percezione della differenza è importante per altri non lo è. Quello che non si può fare è negare che la differenza esista perché corrisponde a negare la realtà.
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Dove ho scritto che sarebbe influenzato solo dall'ambiente ?
Faccio un altro esempio, a Limone del Garda, zona che è rimasta isolata per secoli in un remoto passato, hanno sviluppato una mutazione genetica che li preserva dalle malattie cardio-vascolari. Ovvio che se si analizzasse il DNA di un abitante di Limone (magari di qualche anno fa perché adesso ci sarà una notevole mescolanza) si nota quella mutazione e quindi è facile l'identificazione geografica.
La stessa cosa, ma in maniera molto meno semplice avviene per le popolazioni in generale. Ma il punto è, ripeto, cosa analizzi ?
Ipotizziamo, e ripeto non è esattamente così, che vi sia un gene che identifichi univocamente un individuo come africano o europeo o asiatico o nativo a americano o nativo australiano.
Bene, peccato che quello sia UN gene differente con il quale si può classificare, ma se guardiamo un altro gene, allora i gruppi diventano diversi, ipotizziamo una mutazione di un gene che difende dai tumori, se classifichiamo a seconda di tale gene i gruppi diventano: nordamerica+russia, sud-africa+scandinavia, giappone+australia.
Ancora, se analizziamo la mutazione Y allora i gruppi diventano: groenlandia+russia+australia, europa+sudamerica, ecc..
Ora la domanda è: perché interessa SOLO il gene che codifica i fenotipi visibili come pelle, capelli, forma del viso ? Perché questo gruppo sarebbe in qualche modo "privilegiato" o "diverso" rispetto a tutti gli altri gruppi che si possono creare analizzando geni diversi ? solo perché lo vediamo ad occhio nudo ?
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172




La razza è un concetto che riguarda solo le caratteristiche fisiche, ma che difficilmente si applica alla genetica, visto che possediamo tutti lo stesso corredo genetico (questo è quello che ci dice la scienza conclamata). Bisogna tener presente che il nostro è un corredo genetico non puro, ma che è formato da un insieme di genomi di diversa provenienza, anche extra terrestre.
Molti suprematisti usano questi concetti per avallare le loro ideologie razziste sulla suddivisione dei popoli cosiddetti superiori, con quelli inferiori. Questo fu usato in passato sia dai Sumeri, che da altre popolazioni meso semitiche o asio semitiche, fu usato dagli elleni cosi come dai latini, dagli egizi e dagli israeliti, dai sovietici ai nazisti, cosi come per i fascisti.
Altra questione è affermare che esiste un divario incolmabile tra nord - centro e sud Italia: in epoca romana, le popolazioni del centro sud Italia erano le prime ad affermare che la Gallia Cisalpina era cosa totalmente differente da loro, sia sul piano linguistico che su quello culturale ed etnico, solo che venne inglobata con il resto della penisola solamente perché era un terreno ricco e fertile, pronto per essere sfruttato a proprio piacimento dagli oppressori provenienti dal centro meridione.
Quando nel risorgimento ci fu la piemontizzazzione della penisola, voluta e finanziata dalla massoneria, nessuno avrebbe mai pensato che con il passar del tempo le cose si sarebbero ribaltate a favore proprio dei popoli centro meridionali; perché, nei fatti, la cisalpina, divenne nuovamente terra da sfruttare e da spolpare fino al midollo. Lo Stato centralizzato è da sempre filo meridionalista, e il settentrione fu terra da ricolonizzare attraverso il sistema statale, quello delle forze dell'ordine e quello del sistema coloniale delle organizzazioni di stampo mafioso. Poiché, attraverso il risorgimento, i centro meridionali iniziarono a colonizzare nuovamente la cisalpina. Persino adesso sanno benissimo che il nord non è Italia, ma non lo ammetteranno mai veramente, poiché per loro è un ricco territorio da sfruttare a proprio vantaggio: se loro sono Italia, la Cisalpina è l'Italia 2.0.
Tenendo presente che non me ne frega un cazzo del secessionismo padano lombardo veneto - piemontese, e sinceramente mi stanno sul cazzo un po' tutti gli italiani, sia quelli di stirpe teutonica, sia quelli di stirpe meso semitica.
Se i popoli meridiorientali sono più inclini all'inciviltà della criminalità di stampo mafioso, quelli settentrionali hanno una spiccata tendenza verso l'inciviltà razzista del suprematismo, dell'identitarismo, che culminano quasi sempre nel dispotismo nazifascista.


Gran parte dei traumi che tutt'oggi mi porto appresso e che condizionano in maniera negativa la mia vita, sono stati provocati proprio dall'inciviltà dei padani, sia di stirpe teutoniche che di stirpe gallo italica.
Il bello è che i settentrionali pensano di essere più civili dei meridionali, e usano il concetto di civiltà come una forma di superiorità, quando invece sono solamente due forme dispotiche di inciviltà che si differenziano tra di loro..


mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

