

L'antifascismo è terrorismo! Mettilo anche tu in firma!Il Presidente degli Stati Uniti d'America ha ragione!


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Si, ma siamo ad uno stadio evolutivo che ci porta all'empatia ma anche al riconoscimento del simile. E mi pare ovvio che le due cose siano indissolubilmente legate (solitamente un essere umano prova empatia per cerchi concentrici che coinvolgono i suoi sentimenti positivi in maniera sempre meno intensa, fino ad azzerarsi, a partire dalle persone più simili che sono i familiari).
Potresti renderti conto che l'evoluzione ci ha portati a vivere razzialmente (razza in senso cumulativo, si può diventare empatici [o anche solo favorevoli nelle azioni] nei confronti di un'altra razza [intesa come popolo altro] questo in favore di una razza più interna messa in pericolo, come la propria classe sociale [ordine sociale] o i propri parenti, più o meno come si possono voltare le spalle ai propri parenti in favore di sé stessi se costoro ci diventano contrari). In breve nonostante le leggi moderne non siamo meno razzisti di prima, strati diversi di popolazione in conflitto di classe (e razza) fra di loro possono smettere di sostenere la necessità di tutelarsi tutti assieme come "razza popolare" per scegliere di utilizzare elementi razziali esterni nella lotta.
Es. : immaginiamo due ipotetiche classi sociali italiane, una la chiamiamo classe alta e l'altra classe bassa, la classe alta e la classe bassa sono in conflitto e sono costrette l'una contro l'altra ad un ambiente che li pone a sfruttare lo stesso territorio per sopravvivere, ora perché non utilizzare e favorire remote razze più esterne contro la più vicina razza interna che ti è nemica?
Un esempio: i negri sono lontani e vivono in Africa, e probabilmente giammai ci saranno così tanti negri in Europa come qualche spaventato vuole immaginare che ci siano. Cosa accade? Che la razza/classe bassa sviluppa teorie di internazionalismo lavorativo, mentre la razza/classe alta sviluppa forme di sostituzione della manodopera attraverso delocalizzazioni, globalizzazione ed industrializzazione del terzo mondo. Ti rendi conto che sto descrivendo la Guerra fredda? In cui classe/razza alta e classe/razza bassa si contenevano il favore delle razze appena liberate dal giogo colonialista attraverso la lotta tra Nato e Patto di Varsavia per la conquista delle nuove nazioni? In ogni caso comprenderai che il principio della razza non si esaurisce mai, semplicemente si effettuano calcoli di risoluzione degli obiettivi. Cerca di comprendere quello che ho scritto e forse ti renderai conto della realtà del mondo in cui vivi.
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quando parlavo dell'"empatia come portato evolutivo" parlavo della *natura*, in riferimento all'uomo "naturalmente inclinato alla condivisione"; ora il fatto che l'uomo "naturalmente inclinato alla condivisione" abbia prodotto la distribuzione della risorse denunciata con grandi schiamazzi[ dalle stesse persone che linkano paper sulla natura empatica dell'uomo si spiega soltanto con l'evoluzione storica e la sua "varietà insita nei prodotti culturali" che a tuo dire "è effetto della storia e non della natura"
non sono io che devo negare l'esistenza di emozioni di solidarietà di gruppo (e chi la nega? è il presupposto dei tribalismi), sono quelli come te che devono spiegarsi il fatto che "oggi 10 mila donne e uomini saranno condannati a morte dalla mancanza di accesso a cure sanitarie e 262 milioni di bambine e bambini non potranno andare a scuola" nonostante l'uomo sia naturalmente improntato alla condivisione (e dato che non lo si vuole spiegare con una biologia acquisitiva e predatoria lo si può spiegare soltanto con un'evoluzione storica che si sarebbe allontanata dal buon selvaggio originario non alienato inclinato al dono e al potlatch)


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


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il problema è definire "raziocinio".
Più che di razionalità, in questo discorso, io parlerei di capacità di manipolare la materia per procurarsi un vantaggio che l'uomo non ha in quanto essere "non naturale".
L'uomo non ha zanne, non ha pelliccia, non ha mimetismo ecc. ecc. quindi deve vestirsi, scaldarsi, armarsi ecc.
L'uomo è inscindibile dalla capacità tecnica, cioè dalla "cultura" intesa come abilità di utilizzare la natura per creare "artifici" utili alla sua sopravvivenza: il linguaggio o una zappa sono tutti cultura.
Non esiste l'uomo che vive nudo nella foresta catturando prede per istinto e con le mani nude.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


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La varietà della natura è chiaramente frutto della storia, il punto è che questa varietà è tutto meno che infinita. Le culture grossomodo sono tutte simili, non ce ne sono di così strane da essere completamente incomprensibili per un esterno. Ed è in queste similitudini, nei culturali universali, che si vede la natura umana.
The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.


Ovvio che l'empatia sia frutto dell'evoluzione. Ma a) anche fare il proprio bene produce endorfine, quindi anche l'egoismo è frutto dell'evoluzione; e b) fare il bene degli altri produce endorfine in relazione al rapporto con gli altri, quindi l'empatia frutto dell'evoluzione non è universale ma parrocchiale. Hobbes e Rousseau avevano entrambi torto perchè davano per scontato che la natura umana fosse semplice (egoista vs altruista), mentre la relatà è che è un mix complesso di strategie contingenti (altruista con alcuni, in determinate circostanze; egoista con altri, in circostanze diverse).
The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.