



Ed "oltre" ...
L’ultradestra europea celebra la sua comunione davanti al Duomo di Milano. Piove. Acquasanta. I fedeli sovranisti provenienti da tutta la Brianza scalpitano davanti all’altare. La liturgia è sobria. Si parte con una carrellata di prelati sovranisti provenienti da chissà dove. Nessuno li caga. L’attesa è tutta per Lui, un Don Matteo in stato di grazia e reduce da mesi di pellegrinaggio in giro per il Belpaese. Quando finalmente appare si scatenano gli osanna. Eccolo prendere il microfono circondato da chierichetti leghisti ancora in libertà. Eccolo lanciare la sua omelia solenne. La cantilena è quella delle grandi occasioni. Severa e ripetitiva. Quasi un rimprovero. Al mondo intero. Don Matteo punta molto in alto citando ben tre papi uno in fila all’altro. San Giovanni Paolo II perché è il suo compleanno e per altre cose a casaccio. Benedetto XVI per la bega delle radici giudaico-cristiane e qualcos’altro di contorno. E perfino sua Santità Papa Francesco che si becca un rimbrotto per le sue preoccupazioni sui morti in mare. A Don Matteo non piace questo Papa buonista ma gli piacciono i voti di quelli che vanno in chiesa tutte le domeniche. Una bella grana. Don Matteo è sostanzialmente eretico e così nel cuore della diocesi milanese rilancia la sua religione personale, quella sovranista del bigottismo peccatore. Egoismo sì, ma con un sorriso da selfie stampato sul musone. Fratellanza sì, ma ognuno per i fatti propri. Pace e serenità sì, ma col mitra in mano. Perché noi siamo figli di Dio ma poi ci sono anche cugini e conoscenti. Piove acquasanta in Piazza Duomo. Il Padreterno gradisce. Don Matteo cita il cardinale africano Robert Sarah: “bisogna fare di tutto perché tutti gli uomini restino nel paese in cui sono nati”. Eccolo il caposaldo del Vangelo dell’ultradestra. Il pianeta è pieno zeppo di pericoli immani e l’unica salvezza è chiudersi dentro a doppia mandata. Già, il pianeta gira troppo in fretta e va fermato. Regole, ordine, disciplina il tutto grazie al comando ferreo di uomini ispirati dal Cielo. Come Loro. I prelati d’ultradestra applaudono con la bava alla bocca. Il sermone s’accende. Don Matteo s’infervora nel suo abito talare. Camicia bianca e pancia gonfia alla renzie. Predica un Europa unita in cui gli stati membri siano liberi di fare quel cazzo che gli pare. Predica un Europa dei popoli separati da fili spinati e ronde di confine. Don Matteo cita Winston Churchill suo pari politico e pure Leonardo da Vinci e Galileo suoi pari di genio. Poi passa ai Santi. Suoi futuri colleghi in Paradiso. Don Matteo si appella all’intercessione di tutti e sei i patroni d’Europa. San Benedetto da Norcia e Santa Caterina da Siena perché prima sempre gli italiani. Poi passa a Santa Brigida di Svezia, ai Santi Cirillo e Metodio e a Santa Teresa Benedetta della Croce. Il cielo si fa plumbeo e tuona impetuoso. Perché volere è potere. E Lui lo fa per i suoi figli. E Lui non mollerà mai. E Lui ci crede che tornare indietro alle fregole nazionaliste sia l’unica soluzione. La funzione volge solennemente al termine. Prima della benedizione urbi et orbi Don Matteo sfodera il rosario e lo agita in cielo. Le guglie del Duomo tremano. Don Matteo invoca nientepopodimeno che il Sacro Cuore Immacolato di Maria. Nelle prime file i fedeli s’inginocchiano in estasi. I chierichetti leghisti ancora in libertà grondano lacrime. Che sia votato Don Matteo. E che sempre sia votato. In nome di Bossi, di Maroni e dello spirito di Siri. Amen.
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Sono lieto che abbiamo dato il nostro contributo alla Lega per andare verso il Sovranismo. "Prima gli italiani" ieri campeggiava sul palco, e Simone parlò come un Tribuno dell'antica Roma che arringa il Popolo dai Rostri, nella piazza che vide l'ingresso di Mazzini che veniva a dirigere la Repubblica Romana del 1849, a scrivere sotto gli occhi dell'Europa la prima Costituzione degli Uomini Liberi d'Europa. Non "concessa" da Papi e da Re!
Da tutta Italia allora accorsero a combattere l'ultima battaglia degli sconfitti del 1848, dal Trentino alla Sicilia, e i Bersaglieri Lombardi, ragazzi di venti anni, scrissero pagine di Gloria sul Gianicolo: le strade del luogo più Sacro sono intitolate a loro.
E poichè al Gianicolo accorsero anche combattenti europei a rivedere ieri sul palco i sovranisti di tutta Europa è stato evocativo e continuativo delle battaglie del 1849.
Il Papa che ci fa i predicozzi buonisti? Dal Gianicolo tutti i giorni alle 12 si spara una cannonata, che la tradizione popolare vuole diretta verso Castel Sant'Angelo, la "fortezza del Papa" dove ebbero l'ardire di richiudere Galileo Galilei, dove volevano rinchiudere la mente umana come oggi col Pensiero Unico. Ma mica ci riuscirono.
Avanti così, fino alla Vittoria.
Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.


Quattro gatti, in pratica a due persone per metro quadro circa 12000.
(dal populista)
(salvini su fb)
(il giornale)
Ce n'erano di piu' a quella contro il razzismo, sfigati.




Credo che hai ragione, erroneamente devo aver preso il palco delle elezioni 2018. L'avevo trovato su Repubblica.
Comunque se ti cerchi il video della diretta facebook ci sono sempre oltre 30.000 persone collegate a vedere la diretta. Ce la vediamo fra 8 giorni.
Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.








MIGA MakeItalyGreatAgain (Fai l'Italia Grande Ancora)
che Palamara, Ciuffetti, la Gretina e la Presidentessa di Arcuri siano di lezione: QUESTA VOLTA NIENTE PRIGIONIERI(a parte Maduro)