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Gli immigrati hanno un tasso di criminalità molto più elevato di quello degli italiani come è come mostrato nella sezione IX/Cap.5/da pag 354 del
Rapporto sulla Criminalità in Italia (2007).
Nel 2006 gli immigrati pur essendo solo il 5% dei residenti regolari in Italia (pag 357) più un numero di clandestini quantificabile nell'1% della popolazione (
570.000 stimati dalla UE), costituivano:
il 32% dei denunciati per omicidio, il 31% dei denunciati per tentato omicidio, il 27% dei denunciati per lesioni dolose, il 39% dei denunciati per violenze sessuali, il 29% dei denunciati per furto con strappo, il 68% dei denunciati per furto con destrezza, il 51% dei denunciati per furto in abitazione, il 33% dei denunciati per rapine in esercizi commerciali, il 45% dei denunciati per rapine sulla pubblica via, il 19% dei denunciati per estorsioni, il 29% dei denunciati per truffe e frodi informatiche.
La forte sproporzione tra la percentuale di immigrati sulla popolazione residente (anche sommando regolari + clandestini) e la percentuale di crimini commessi sul totale, è evidente e non puo essere negata eccetto da chi è in malafede.
Le percentuali sono inoltre riferite su scala nazionale ma la stragrande maggioranza degli immigrati si trova al Centro-Nord (oltre l'80%) dove la criminalità italiana è più bassa che al Sud: quindi è plausibile che al Nord la sproporzione sia ancora più elevata, specialmente in Lombardia che è la regione a massima densità di immigrati.
La Lega ha ragione a puntare il dito sui clandestini visto che al paragrafo 5.2 (pag 357) il rapporto spiega come la stragrande maggioranza della criminalità immigrata sia dovuta a loro.
Tuttavia se si alza lo sguardo dalla nostra Italia e si guarda ai paesi come Francia, Gran Bretagna, Germania, ecc... che si sono aperti all'immigrazione extraeuropea decenni prima di noi, allora si può vedere come adesso si trovano a che fare con ghetti, fanatismo religioso, rivolte, criminalità di strada dilagante
alimentati dai figli/nipoti (nati sul posto) degli immigrati extra-europei regolari che vennero importati come manodopera durante gli anni del boom industriale: se non si è in malafede questo dovrebbe far pensare e preoccupare su cosa sarà l'Italia, soprattutto il Nord-Italia, tra trent'anni.