Il circo del nonsense dei mercati finanziari diventa ogni giorno più incomprensibile e sorprendente. E' normale che sia così. Il pianificatore centrale, eufemisticamente denominato Banca Centrale, che gestisce il denaro creato dal nulla e i tassi di interesse, e a cascata quel complessissimo processo che è il sistema economico, ha distorto ogni sorta di prezzo del mercato dei capitali.
I prezzi trasmettono informazione, e prezzi distorti trasmettono informazione distorta. Prezzi e informazione distorta creano quella gran confusione che regna sovrana su tutti i mercati finanziari. L'economia reale invece ristagna, cercando di riaggiustare e riassorbire gli scompensi. Un lavoro mastodontico oramai ridotto a una impossibile lotta contro il tempo.
Il tempo è quasi scaduto. I banchieri centrali sono in trappola. Hanno trasformato i mercati finanziari in un casinò, e il casinò è diventato un casino totale che crea sempre nuovi e maggiori scompensi.
Però qualcosa si riesce a capire. Le grandi linee di quanto sta succedendo sono sempre illuminate dalla luce della teoria.
Vediamo quindi per grandi linee cosa sta succedendo.
I mercati azionari sono in un trading range abbastanza ristretto di circa un 10%, che tuttavia viene percorso molto velocemente dall'alto in basso e dal basso in alto. In 15 giorni si passa da 2500 di eurostoxx a 2800, e viceversa. In sei mesi abbiamo fatto sei giri.
Sembra di vedere un branco di bufali impazziti che cambiano direzione repentinamente da una parte all'altra, rimanendo sempre in una area circoscritta.
Cosa li muove? Cosa stanno seguendo? Presto o tardi dovranno prendere una direzione decisa per spingersi fuori da questa zona di congestione nella quale oramai stanno sempre più stretti. Quale sarà il target? 3100 o 2200?
A muoverli sono tante micce, tutte collegate a una polveriera. L'esplosione decreterà la fine di un sistema monetario corrotto, malato, decrepito, oramai prossimo a compiere cento anni.
Ogni tanto qualche miccia si accende e terrorizza i bufali. Quando invece si riesce a buttare acqua sulla miccia, l'esplosione viene rimandata, e i bufali si sentono liberi di correre verso nord. Verso prezzi più alti. L'industria della finanza prospera su prezzi più alti. Anche lo Stato prospera su prezzi più alti.
Lo svilimento del denaro è garanzia di prezzi sempre più alti. A condizione che tale svilimento rimanga ben sotto controllo. Una impresa sempre più difficile.
Cerchiamo però di capire le conseguenze più immediate di questo incasinato casinò. L'ultima miccia che si era accesa era quella della Grecia, che a sua volta aveva acceso quella della Spagna, del Portogallo, Irlanda, Italia. L'intervento delle banche centrali ha spento tutte le micce. Un ottimo lavoro. Senza dubbio.
Il problema è che come si spegne una miccia, nel giro di poco tempo se ne accende un'altra.
Le micce che brillano in questi giorni coinvolgono il mercato dei cambi. Oro, franco svizzero e yen. Tutti sui massimi contro dollaro. Alcuni sui massimi anche contro Euro. Lo strano è che, nonostante tutte queste micce accese, i bufali abbiano deciso di correre ugualmente verso nord. La loro scelta, non è così stupida come potrebbe sembrare. Lo capiremo poco più avanti.
Il crash del cambio euro franco svizzero, evidenziato nel grafico postato oggi, parla chiaro. E' un crash che come pioggia torrenziale scioglie e toglie il trucco al maiale, ovvero quel cosmetico messo dalle banche centrali sulle labbra dei PIIGS. Hanno provato a spacciare i maiali per belle donne, ma l'euro svizzero parla chiaro. Maiali restano.
Ragionamento analogo per il trucco messo sulle labbra del maiale americano. Il cambio dollaro yen, vicino ai minimi di tutti i tempi, ci dice che sempre di trucco si tratta. La contraddizione tra borse che salgono e micce accese si risolve considerando che le borse americane ed europee come conseguenza di una svalutazione controllata. Quella giapponese, non a caso, rimane al palo vittima della rivalutazione.
Nel gioco a svalutare di più, si apprezza la valuta meno inflazionata. Sarebbe meglio chiamarla guerra. Guerra a chi svaluta di più. I morti però, a differenza della guerra tradizionale, si fanno tutti in casa propria. Chi uccide meglio il proprio denaro riesce a dar l'impressione di prosperare. In realtà si sta suicidando meglio del nemico. Questa è la conseguenza assurda legata ai cambi flessibili tra valute cartacee gestite da un pianificatore centrale.
Che devono fare i gestori di enormi capitali che non sanno quale via di fuga trovare alla distruzione del denaro perpetrata dalla banche centrali? Non gli resta che comprare quelle valute rappresentative del denaro distrutto a ritmi meno veloci. E insieme ad esse le aziende il cui valore è espresso nelle valute rappresentative del denaro distrutto a ritmi più veloci. Da cui l'apparente risoluzione del paradosso a cui stiamo assistendo in questi giorni.
Del resto, tutto l'oro e l'argento non bastano a salvare un decimo di quella montagna di numeri digitali che non sanno dove andare a parare. In assenza di alternative, meglio provare a saltare dalla padella alla brace, non fosse altro che per prendere tempo.
La domanda tuttavia è: riusciranno i supereroi a spegnere le micce sui mercati dei cambi? Se ci riusciranno i bufali proseguiranno la loro corsa verso nord. 3100, anche 3200 di eurostoxx. Ma se non ci riusciranno i bufali torneranno ancora una volta indietro, stavolta per fermarsi in zona 2200.
Tuttavia spegnere le micce dei cambi non risolverà il problema. Potrebbe funzionare per un trimestre o due, ma presto se ne accenderanno delle altre. Ce ne sono tantissime in attesa della scintilla giusta. Presto o tardi una di esse arriverà alla polveriera prima che il supereroe di turno riesca a spegnerla.
E allora sarà Sboooom. Cioè Crack up Boom.
L'esplosione finale segnerà la polverizzazione di almeno il 70-80% della ricchezza finanziaria mondiale, artificialmente sostenuta, ma in realtà priva di alcun valore. Ricchezza che da una parte rappresenta risparmi male allocati, e che dall'altra rappresenta risparmi non esistenti, ovvero creati dal nulla. Entrambi sono destinati a un drastico ridimensionamento capace di sconvolgere la struttura sociale dei paesi occidentali.
Questo è il conto da pagare per avere affidato a un pianificatore centrale la gestione del bene economico più importante di tutti, il denaro. Un errore che sta per compiere 100 anni. Un errore compreso ancora oggi da meno di una persona su centomila, di cui una sola su cento è un economista.
SCRITTO DA FRANCESCO CARBONE
MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010 00:04
Annaffiando le Micce Accese




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