Che lambientalismo ed il surriscaldamento globale siano baggianate é ovvio. Perché dovremmo, noi in una zona così protetta e chiusa e temperata come il mediterraneo preoccuparci di quel che accade in zone estreme del pianeta? Ghiacciai islandesi che si sciolgono, foreste svedesi he prendono fuoco (quando mai nel mediterraneo centrale ci sono stati incendi che hanno costretto ad evaquazioni di popolazione), isole del Pacifico destinate a sparire e zone del sud est asiatico progressivamente sommerse dal mare, paesi africani sub sahariana che si desertificano dei terreni.
Si é perso il senso della geografia e dei rischi possibili. Direi che proprio chi si trova in pericolo dovrebbe rinunciare alla propria industrializzazione e modernizzazione per salvare le proprie terre. Perché mettersi in accordo? Si trattava di razze selvagge rimaste tali per molto tempo perché il loro ambiente era troppo estremo, noi viviamo in questa cornucopia chiamata Italia. Che si dannino le belve, a noi la mozzarella. Che poi non si capisce che rischio corre un paese che produce circa 487 formaggi sopra ai 246 francesi.
Come si fa a non capire che chi vive in ambienti estremi come sperdute isole del Pacifico, lande fredde del nord o le secche terre dell'Africa? Se i negri vogliono mangiare ritornino alla civiltà dei loro avi. Dopotutto si tratta di uno stile di vita quello odierno derivato dai nostri antenati, noi abbiamo esportato il nostro diritto ed il nostro stile di vita ai selvaggi d'Europa e loro lo hanno esportato ai selvaggi degli altri continenti.
Sicuramente c'è una correlazione tra diritto, stile di vita e qualità della terra (dell'ambiente [e della razza]). Questo anche perché il diritto di una stirpe non può sancire principi non soddisfabili da un particolare ambiente. Semplicemente la civiltà non é adatta alle stirpi le cui terre sono incapaci di produrre così tanti formaggi, quanto costa produrre il latte, immaginatevelo, ed avere una produzione così vasta e diversificata cosa indica se non ricchezza?




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