

Allo stesso modo il relativista etico normativo non penso sia disposto ad accettare fino in fondo tutte le implicazioni che questo comporta (si sta comunque parlando di una dottrina morale più o meno attraente, ma forse neanche troppo).
Ma questo è un altro discorso


Beh l'origine genetica riguarda quello che non è culturale, cioè gli eventuali istinti innati non riconducibili alle condizionalità storiche e sociali (non è detto che siano uguali per tutti, gli uomini non sono geneticamente uguali). Però la formulazione di concetti etici è sempre qualcosa di culturale.
Ultima modifica di Gordon Gekko; 21-09-10 alle 21:16


Ah beh ma lui può aderire a tutti i valori che vuole, non è che si contraddica se ha delle opinioni o preferenze. Solo che è un po' scemo dire "ogni popolo ha la sua cultura" e poi stupirsi se la cultura occidentale prevede la sopraffazione delle altre. Allora farà bene a impegnarsi nel trasformare la cultura occidentale, ma il fatto che ogni popolo abbia la sua cultura non comporta nulla se non che ci sono popoli innocui e altri che invece si impongono sugli altri.
Sì sì ma sono d'accordo, ci aggiungevo solo il differenziale di efficacia.
Ultima modifica di Gordon Gekko; 21-09-10 alle 21:21


Se una cultura dispone di uno spazio in cui può esercitare sovranità, allora all'interno di quello spazio fa quel che gli pare in maniera sovrana, cioè arbitraria.
Però ogni azione che decide arbitrariamente di mettere in atto avrà delle conseguenze. Studiando queste conseguenze a lungo termine potremo stabilire che alcuni atti arbitrari avranno migliorato l'esistenza degli appartenenti a quella cultura. Altri invece avranno peggiorato l'esistenza di chi aderisce a quella cultura o addirittura messo in pericolo l'esistenza della cultura stessa.
Da questo potremo dedurre quali decisioni erano oggettivamente buone e quali cattive.
Può essere arbitraria l'azione iniziale, ma la sequenza di conseguenze che ne deriva non dipende dall'intenzione con cui è stata compiuta quell'azione. Dipende invece da leggi esatte, matematiche, prevedibili in anticipo se studiate a sufficienza.
La debolezza del relativismo morale sta nel credere che ogni azione sia separata dal resto della realtà e quindi non generi conseguenze.
Da cui l'individualismo e il rifiuto della società organica.


E' il motivo per cui Hauser rifiuta l'idea di un'origine biologica, prprio perchè la nostra dotazione genetica differisce, ma di fornte alla domanda "E' giusto uccidere?" ovunque e chiunque ti risponderà no, salvo nei casi in cui la storia abbia parzialmente modificato questi criteri generali (lui le chiama aree di variabilità culturale, o una roba simile).


Purtroppo però l'analisi storica non ha nulla da dire sul futuro, primo perché senza una teoria attraverso la quale interpretare i fatti essi sono destinati a rimanere sterili dati (quindi il problema che si pone è "come" interpretare i fatti e sappiamo che Marx, per dirne uno, su questo ha costruito un castello di baggianate), secondo perché le variabili imprevedibili dell'agire umano sono oggettivamente troppo numerose.


Ultima modifica di Gordon Gekko; 21-09-10 alle 21:40


In questi termini il diritto coincide più o meno con il successo, con tutte le implicazioni hegelo-darwiniane del caso. Per fare un esempio che non ti dovrebbe appassionare lo sterminio dei nativi assicura la prosperità dei coloni protestanti.
In questo caso l'individualismo sarebbe destinato a soccombere, eppure sono tutti lì a condannare la cultura individualistica dominante.
Ultima modifica di Gordon Gekko; 21-09-10 alle 21:39
Ma quando si dice che non si possono inferire norme da fatti non significa che nessuno può più comunicare o che tutto è frammentario e separato. Certamente questo può generare angoscia.
Rimane poi valida la constatazione per cui la totalità dei sistemi morali non sono retti da leggi naturali, benchè coinvolgano strutture sociali e culturali.
Tantomeno credo sia automatico comprendere il funzionamento di una società solamente conoscendo la somma delle cause e degli effetti (anche perchè solo gli individui agiscono, non la società o la cultura).
Se un deposito di grano crolla uccidendo chi sta sotto la causa può essere che le termiti si siano mangiate i pali di supporto, ma alla domanda perchè quella struttura sia crollata proprio in quel preciso istante si può anche credere che la causa sia l'opera di una qualche stregoneria. A livello descrittivo il fatto è lo stesso, ma lavariabilità delle culture porterà ad una differente comprensione a seconda della popolazione a cui si fa riferimento. Cioè vi può anche essere accordo intersoggettivo sui fatti (il granaio è crollato schiacciando chi si trovava di sotto), ma la giustificazione e il giudizio sui fatti scaturisce dai valori o principi morali fondamentali da cui tali opinioni dipendono.