

Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)




Monsieur sei tu che - siccome sei in difficoltà - non rispondi nel merito e ti aggrappi a citazioni con la pretesa di dimostrare chissà cosa.
La tua obiezione non ha senso: io ho postato un passo del Siracide, parola di Dio, che dice molto di più di tante discussioni sul razzismo e l'immigrazione.
Il povero va aiutato? Sì, certo, dobbiamo fare il bene del povero.
Il bene del povero 'migrante', ammesso che sia veramente povero come dicevamo prima, è sradicarsi dalla sua terra natia per venire chissà dove, privandosi della sua identità, andando a confondersi nel grande melting pot occidentale privo di qualsiasi valore di riferimento ed in preda al nichilismo più di totale?
Se sì, allora mi sa che hai un concetto molto strano di bene e male.
Ma tant'è.






Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


Saggia decisione, ma ricordo che per revisionare le politiche migratorie in senso umanitario (dal vostro punto di vista) o distruttivo (dal nostro) occorre assumere nelle proprie mani il potere di decidere quello che si debba o non si debba fare.
Più che una distaccata distanza occorrerà quindi un faticoso sforzo (diciamo: un intenso impegno civile) per convincere i propri connazionali a prendersi personalmente carico delle miserie dei dannati della terra (o meglio della loro porzione più intraprendente).




Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)