Basta essere sinceri su di una questione.
Il rifiuto dell'immigrazione extraeuropea si afferma in ambiti popolari per ammissione stessa dei sostenitori dei grandi principi umanitari.
Il grande capitalismo mondiale invece -quello colto, illuminato, scettico, e avanzato (come ha ironizzato Ferrara riguardo a Gad Lerner)- promuove con commossa abbondanza di argomenti l'accoglienza senza se e senza ma delle masse migranti.
Al tempo stesso le medesime elites della Ragione e del Progresso non esprimono commozione quando si tratta di aborto e altre pratiche ben più sanguinose dei respingimenti, appellandosi alla forza legittimante di rigorose scelte pragmatiche ed utilitaristiche.
Ora si tratta di chiedersi se ci sia qualcosa da mettere in discussione o meno.
Se cioè il sentimentalismo di tanta sinistra umanitarista-categoria in cui includo anche il cattolicesimo secolarizzato- in tema di immigrazione non strida pesantemente con altri criteri ben più spietati che la stessa sinistra applica in tema di aborto o eutanasia.
Un cattolico ha il dovere della carità ma anche l'obbligo di sfrondare l'artificio dell'umanitarismo falso e interessato e denunciare meccanismi perversi.
Quanto meno un dubbio sull'ingranaggio complessivo è doveroso porselo.
Il problema dovrebbe -secondo me- riguardare anche certo cattolicesimo adulto ma rigorosamente subordinato a talune parole d'ordine fideisticamente laiciste.




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iaociao: