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Discussione: Il reo è nudo

  1. #11
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    Predefinito Re: Il reo è nudo

    Citazione Originariamente Scritto da Aymo Visualizza Messaggio
    Ma fatevi 'na vita sinistrati!
    Sempre a rompere con 'ste storie da giustizialisti paranoici a senso unico..
    Io sono da sempre "giustizialista" a 360°: se te di quelli che sono "garantisti" SOLO per la BANDA tua.

  2. #12
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    Predefinito Re: Il reo è nudo

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Io sono da sempre "giustizialista" a 360°: se te di quelli che sono "garantisti" SOLO per la BANDA tua.

    Ci sono processi che non si concludono mai perché dopo aver disegnato un bel teorema (utile alla propaganda di Repubblica e Il Fatto Quotidiano) il giudice creativo non riesce a trovare il BANDOLO - cioè le prove per il giudizio o per la condanna. Poco male: abolendo la prescrizione Repubblica e il Fatto Quotidiano possono perseguitare di illazioni l'avversario politico a vita, facendo a meno della condanna in giudizio. Ecco a che serve la riforma Bonafede.
    Lo stupido che sa di esserlo

  3. #13
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    Predefinito Re: Il reo è nudo

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    di Marco Travaglio
    Il Fatto Quotidiano

    Il pellegrinaggio ad Hammamet col contorno di pregiudicati e miracolati che insegnano la legalità e riscrivono la storia in tv, sui giornali, nei libri e perfino al cinema, mentre chi raccontò Tangentopoli tace e acconsente. Poi l’incredibile bombardamento trasversale contro la blocca-prescrizione, invocata da vent’anni da tutte le persone di buon senso e in buona fede a tutela delle vittime e ora osteggiata come mai nessuna legge, neppure quelle ad personam di B.. E ora, per tacere dei casi personali e del ritorno dei vitalizi, la pretesa della casta avvocatesca di imbavagliare e financo punire Piercamillo Davigo, reo di esprimere le sue idee documentate sulla giustizia, dunque inviso ai “liberali” alle vongole che vorrebbero addirittura levargli la parola all’inaugurazione dell’Anno giudiziario nella Milano dove per tanti anni onorò la Giustizia (come se l’Anno giudiziario lo inaugurassero gli avvocati). Sembrano fatti casuali, ma basta unire i puntini per vedere il disegno complessivo: la Nuova Restaurazione accompagnata da un terribile puzzo di fogna putrida che ricorda i tempi loschi della Bicamerale.

    Allora (1996-’98) si chiuse violentemente e rapidamente la stagione di Mani Pulite, infatti destra e sinistra inciuciarono per allungare i processi e mandarli in prescrizione. Questa volta si tratta di archiviare con la stessa violenza e rapidità la lunga parentesi “populista” e “giustizialista”, iniziata nel 2007 in piazza Maggiore a Bologna e in decine di altre collegate con centinaia di migliaia di “vaffa” ai pregiudicati in Parlamento e ai privilegi di casta. I poteri marci, riavutisi dalla grande paura del 2018, approfittano dell’implosione dei 5 Stelle (momentanea o definitiva, si vedrà) per rialzare la testa, affilare le zanne, allungare le grinfie, regolare i conti e dichiarare che la ricreazione è finita, come se l’ansia di pulizia che si è sfogata in questi anni nel voto “grillino” (ma anche in tanti movimenti “carsici” della sinistra apolide, dai Girotondi alle Sardine) fosse evaporata nelle urne europee e regionali. Nemmeno Conte, Di Maio e Bonafede sospettavano che toccare la prescrizione – in uno con la riforma del voto di scambio, l’aumento delle pene per gli evasori e la revisione delle concessioni autostradali – avrebbe scatenato una simile onda d’urto. La Bongiorno, santa patrona del potere reale (da Andreotti a B.& Fini a Salvini), li aveva avvertiti: “É una bomba atomica”. Aveva ragione, anche se lei la vedeva con gli occhi dei giapponesi come una tragedia, e noi con quelli degli Alleati come una liberazione. Il sistema dei poteri marci si regge su tre capisaldi: mafia, corruzione, evasione.

    E sull’impunità per tutti e tre, difficilissimi da scoprire e ancor di più da punire. Approfittando dell’ignoranza di Salvini, in tutt’altre faccende affaccendato fuorché in quelle di studiare e lavorare, e dell’incredulità del centrosinistra per il ritorno al governo, i 5Stelle li hanno resi più facili da scoprire e da punire con il nuovo reato di scambio politico-mafioso, la Spazzacorrotti, la blocca-prescrizione e le manette agli evasori. Così chi campa di voti mafiosi, tangenti ed evasioni è entrato nel panico. Tantopiù che la truffa delle concessioni autostradali, smascherata dal crollo del ponte Morandi e dalle altre porcherie emerse dalle indagini, ha messo in crisi il quarto caposaldo dei poteri marci: il capitalismo di rapina che fa soldi con i beni pubblici.

    Il re, anzi il reo, è nudo. E ora presenta il conto. I risultati li vedete ogni giorno sui media, con odi alla prescrizione, ditirambi per i Benetton, epicedi a Craxi morto per legittimare i ladri vivi e screditare chi risponde colpo su colpo facendo contro-informazione e contro-opinione: Davigo, Gratteri, Di Matteo e, nel nostro piccolo, il Fatto. Se riescono a mettere a tacere queste e poche altre voci, parleranno soltanto loro, a reti ed edicole unificate. Ogni amnistia richiede prima l’amnesia. Per tornare alle ruberie e ai privilegi dei bei tempi che furono, prima che la gente aprisse gli occhi e smettesse di votare i loro manutengoli, bisogna cancellare la memoria. E oggi isolare le voci stonate dal coro è molto più facile che ai tempi della Bicamerale e delle altre restaurazioni gattopardesche (la rielezione di Napolitano e il governo Berlusconi-Letta nel 2013 e il referendum Renzi nel 2016): il coro s’è allargato e chi potrebbe stonare è passato dall’altra parte o a miglior vita, o semplicemente si è ritirato per stanchezza e sfiducia. Noi no. Noi abbiamo un dovere verso i lettori e le vittime: come Marco Piagentini, che 11 anni fa perse la moglie e due figli nella strage di Viareggio e ora rischia di vedere ucciso anche il processo ai responsabili. Il suo appello a Sono le Venti (sul Nove) perché nessuno tocchi la legge Bonafede, a nome delle vittime delle stragi raccolte nel coordinamento “Noi non dimentichiamo”, è uno sprone ad andare avanti. E dovrebbe esserlo anche per le Sardine, se usciranno dall’agnosticismo sui temi della legalità; e per i 5Stelle, che stanno sperperando il patrimonio di fiducia e speranza di milioni di persone in misere guerricciole di portineria, incuranti della posta in gioco che va ben oltre le loro trascurabili persone. Noi del Fatto continueremo a ripetere che non si stava meglio quando si stava peggio; che Craxi era un corrotto latitante e un pessimo politico, come pure Andreotti, Forlani e tutto il resto della banda, di ieri e di oggi; che la prescrizione durante il processo è una vergogna che salva decine di migliaia di colpevoli e punisce decine di migliaia di vittime (i processi vanno sveltiti, ma senza prescrizione); che Davigo e gli altri magistrati preparati non solo possono, ma devono parlare in pubblico per smontare le fake news del partito dell’impunità; e che la Restaurazione non la vogliamo, né ora né mai.
    Sì ma chi è questo "B."??
    Non è la Bongiorno
    Non è la Bicamerale
    Non è Bologna
    Forse l'alter ego di Bonafede, cioè Batman?

  4. #14
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    Predefinito Re: Il reo è nudo

    Citazione Originariamente Scritto da Onofrio Visualizza Messaggio
    Sì ma chi è questo "B."??
    Non è la Bongiorno
    Non è la Bicamerale
    Non è Bologna
    Forse l'alter ego di Bonafede, cioè Batman?
    E' il Buttaniere.

    Dovresti saperlo: lo voti da una 25na d'anni.

  5. #15
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    Predefinito Re: Il reo è nudo

    Citazione Originariamente Scritto da Forrest Gump Visualizza Messaggio
    Ci sono processi che non si concludono mai perché dopo aver disegnato un bel teorema (utile alla propaganda di Repubblica e Il Fatto Quotidiano) il giudice creativo non riesce a trovare il BANDOLO - cioè le prove per il giudizio o per la condanna. Poco male: abolendo la prescrizione Repubblica e il Fatto Quotidiano possono perseguitare di illazioni l'avversario politico a vita, facendo a meno della condanna in giudizio. Ecco a che serve la riforma Bonafede.
    La tua firma è una garanzia.

  6. #16
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    Predefinito Re: Il reo è nudo

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    E' il Buttaniere.

    Dovresti saperlo: lo voti da una 25na d'anni.
    Cioè il personaggio interpretato da Civiletti nel film "Le Buttane"


    Nonono, qui c'è sotto qualcòsà di grosso e tu non lo vuoi dìre

  7. #17
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    Predefinito Re: Il reo è nudo

    Citazione Originariamente Scritto da Forrest Gump Visualizza Messaggio
    Ci sono processi che non si concludono mai perché dopo aver disegnato un bel teorema (utile alla propaganda di Repubblica e Il Fatto Quotidiano) il giudice creativo non riesce a trovare il BANDOLO - cioè le prove per il giudizio o per la condanna. Poco male: abolendo la prescrizione Repubblica e il Fatto Quotidiano possono perseguitare di illazioni l'avversario politico a vita, facendo a meno della condanna in giudizio. Ecco a che serve la riforma Bonafede.
    La riforma Bonafe vorrebbe provare a dare un po' di giustizia alle vittime ed ai loro parenti.

    Ma essendo in Italia sembra che a molti vada benssimi la prescrizione anche come casi di Viareggio con 43 morti e decini di feriti a vita.

    Uno dei tanti fatti che ci scordiamo continuamente, eventi in cui potremmo essere coinvolti tutti ed ogni giorno.

    Abbiamo gia dimenticato i morti sull'autobus ad Avellino e il ponte Morandi sta gia' scomparendo dalla memoria collettiva.

    Si deve sperare unicamente nella fortuna in Italia, ormai la giusitizia con i politici che abbiamo possiamo scordarcela.

    Si continua a difendere il PUTTANIERE SERIALE, gia' condannato in via definitiva, gia' prescritto con leggi fatta appasta per lui e che nello stesso tempo hanno aiutato centinaia di altri delinquenti.

    Capisco benesismo essere di centrodestra, votare il Re Cazzaro, ma ricordare ogni tanto quello che hanno fatto e votato non fa male.

    Ci vorrebbero molti piu' giornalisti come Travaglio, a qualcosa servirebbe sicuramente.

  8. #18
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    Predefinito Re: Il reo è nudo

    Il Cazzatavirus
    di Marco Travaglio
    1 FEBBRAIO 2020

    A metà dicembre quasi tutte le testate di ogni ordine e grado diffusero con sdegno la notizia che, in base al Rapporto Ocse Pisa 2018, appena uno studente italiano su 20 riesce a capire un testo di media complessità. Poi si scoprì che il Rapporto Ocse Pisa diceva tutt’altro: gli studenti in grado di capire un testo di media complessità sono 77 su 100, cioè non uno su 20, ma più di 3 su 4. Il fatto che quasi il 100 per 100 dei media italiani non avesse capito un testo di media complessità come il Rapporto Ocse Pisa dimostrò che il giornalista medio italiano è molto più ciuccio dello studente medio italiano. L’ho sperimentato domenica scorsa, quando la vicedirettrice del Tg La7 mi ha mandato “affanculo” per aver scritto che tutti i detenuti in custodia cautelare sono considerati “presunti innocenti” fino a sentenza definitiva di condanna, dunque “non c’è nulla di scandaloso se un ‘presunto innocente’ è in carcere: è la legge che lo prevede”. Mi aspettavo che qualche giurista o commentatore o giornalista che conosce la differenza fra carcere per custodia cautelare (durante le indagini o il processo) e per espiazione pena (dopo la condanna definitiva), se voleva intervenire anziché tacere per carità di patria, spiegasse alla signora che la mia era un’ovvietà descrittiva di un principio cardine del nostro ordinamento: la presunzione di non colpevolezza fino a condanna irrevocabile, fra l’altro sempre invocata dai garantisti veri o presunti. Invece tutti, ma proprio tutti quelli che sono intervenuti erano già irrimediabilmente contagiati dal Cazzatavirus: infatti hanno solidarizzato con l’insultatrice anziché con l’insultato.
    Nulla di nuovo sotto il sole. Due anni fa, quando scrissi che la legislatura 2013-2018, la peggiore della storia repubblicana per le porcate fatte da quel Parlamento, andava “sciolta nell’acido”. Apriti cielo! La batteria dei twittatori renziani si scatenò a dire che avevo offeso Lucia Annibali (mai citata né pensata mentre scrivevo della legislatura) e a inviarle solidarietà, abbracci e baci. Una scenetta da cabaret. E un modo come un altro per screditare me e il Fatto (i feroci forcaioli che non hanno pietà neppure per le donne sfregiate) e lanciare la candidatura della Annibali, che infatti di lì a poco planò a Montecitorio. Ma ora non c’è neppure un’espressione truculenta (“sciogliere nell’acido”) da processare al tribunale del politicamente corretto: c’è un principio costituzionale e garantista, quello della presunzione di non colpevolezza. Che, con doppio tuffo carpiato con avvitamento, viene trasformato in un rigurgito di giustizialismo, per mettere alla gogna chi l’ha citato.
    Mattia Feltri, collega tanto ignaro quanto attivo su questioni giudiziarie, scrive su La Stampa: “Per Bonafede non ci sono innocenti in carcere, e se ci sono, aggiungono i suoi bardi, non è uno scandalo, nonostante un detenuto su tre sia in attesa di giudizio”. Premesso che i “bardi” di Bonafede saremmo noi (ormai si polemizza senza neppure avere il coraggio di specificare con chi), vediamo quante scemenze contiene quella frase. 1) Bonafede non ha mai detto che non ci sono innocenti in carcere, ma che la sua riforma della prescrizione non manda in carcere nessun innocente (né colpevole). 2) Chi spiega cos’ha detto Bonafede non è un “bardo”: è, diversamente da Feltri jr., uno che capisce una frase di senso compiuto pronunciata in un dibattito tv non sui detenuti in attesa di giudizio, ma sulla blocca-prescrizione che incide zero sui detenuti in attesa di giudizio. 3) Io non ho mai scritto che “se ci sono innocenti in carcere non è uno scandalo”: ma che tutti quelli che finiscono in carcere prima della sentenza definitiva sono “presunti innocenti” (inclusi quelli che il reato l’hanno commesso eccome). E questo non è uno scandalo, ma è la prassi in tutto il mondo civile. Non l’ho deciso io: è scritto nella Costituzione e nel Codice di procedura.
    Resta un dilemma: essendo la mia frase, oltreché un’ovvietà, un brevissimo testo in lingua italiana di complessità medio-bassa, com’è possibile che tutti i colleghi che l’hanno commentato ne abbiano ribaltato il senso di 180 gradi? Delle tre l’una: o sono vittime del Cazzatavirus; o sono dei mascalzoni in malafede, che attribuiscono cose mai dette a chi vogliono screditare e mettere alla gogna; o sono dei somari in buona fede, rientranti in quel 23% di studenti così impreparati da non comprendere un testo scritto nella propria lingua. Lo stesso dilemma si è riproposto ieri, quando il presidente della Cassazione, Giovanni Mammone, ha ricordato due ovvietà. 1) Se in futuro, con la blocca-prescrizione, i processi non si prescriveranno più in appello né in Cassazione, le Corti d’appello e di Cassazione dovranno celebrarne di più (i 20-25 mila all’anno che finora si estinguevano con la prescrizione non bloccata). 2) La blocca-prescrizione già produrrà un’“auspicabile riduzione delle pendenze in appello derivante dall’attesa diminuzione delle impugnazioni meramente dilatorie”; ma occorrono anche altre “misure legislative in grado di accelerare il processo, in quanto ferma è la convinzione che sia la conformazione stessa del giudizio penale a dilatare oltremodo i tempi processuali”. Proprio ciò che propone Bonafede con la riforma del processo penale, bocciata a suo tempo da Salvini e ora incredibilmente congelata da Pd e Iv. Queste parole sono state subito spacciate dai siti dei giornaloni per un “attacco” e un “allarme” contro la blocca-prescrizione: quasi che il presidente della Cassazione si dolesse perché 25 mila processi d’appello all’anno non si prescriveranno più. Ora però questi somari (o mascalzoni) dovrebbero essere coerenti fino in fondo e proporre la loro soluzione finale e risolutiva per accelerare i processi: prescriverli tutti.

  9. #19
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    Predefinito Re: Il reo è nudo

    La Costituzione all'articolo 27, sancisce che "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato".
    Se è vero che il fine della pena non dovrebbe essere quello della punizione del colpevole, ma molto di più quello della sua rieducazione allora è anche vero che dopo anni e anni dal giorno del reato (perché è il reato - a parte quelli che prevedono l'ergastolo - che va, o non va, in prescrizione e non il processo) lo scopo di punire il colpevole non ha più alcun senso mentre la volontà di reinserirlo diventa addirittura paradossale. Sempre che alla fine di reo si tratti, qualcuno mi spiega come si "rieducano" i colpevoli dopo quattro, sette, otto, dieci anni?
    E poi, immaginiamo un sicuro innocente: un'attesa così lunga della condanna o dell'assoluzione ( "Chi dice che egli è dura cosa l'aspettare, dice il vero" N. Machiavelli) rientra nel concetto di "trattamento umanitario"?
    Inoltre, in Italia gran parte dei reati (il 70%, oltre 100.000 l'anno) va in prescrizione in fase di indagine preliminare (e non per rinvii dovuti alle azioni degli avvocati).
    Certo una cosa è incredibile e cioè che per ritenere immediatamente utili e necessari provvedimenti e leggi che sveltiscano i processi si debba ricorrere all'abolizione della prescrizione del reato.

  10. #20
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    Predefinito Re: Il reo è nudo

    Citazione Originariamente Scritto da vanni fucci Visualizza Messaggio
    La Costituzione all'articolo 27, sancisce che "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato".
    Se è vero che il fine della pena non dovrebbe essere quello della punizione del colpevole, ma molto di più quello della sua rieducazione allora è anche vero che dopo anni e anni dal giorno del reato (perché è il reato - a parte quelli che prevedono l'ergastolo - che va, o non va, in prescrizione e non il processo) lo scopo di punire il colpevole non ha più alcun senso mentre la volontà di reinserirlo diventa addirittura paradossale. Sempre che alla fine di reo si tratti, qualcuno mi spiega come si "rieducano" i colpevoli dopo quattro, sette, otto, dieci anni?
    E poi, immaginiamo un sicuro innocente: un'attesa così lunga della condanna o dell'assoluzione ( "Chi dice che egli è dura cosa l'aspettare, dice il vero" N. Machiavelli) rientra nel concetto di "trattamento umanitario"?
    Inoltre, in Italia gran parte dei reati (il 70%, oltre 100.000 l'anno) va in prescrizione in fase di indagine preliminare (e non per rinvii dovuti alle azioni degli avvocati).
    Certo una cosa è incredibile e cioè che per ritenere immediatamente utili e necessari provvedimenti e leggi che sveltiscano i processi si debba ricorrere all'abolizione della prescrizione del reato.
    Vanno in prescrizione nelle fasi preliminari in quanto, noi unici al mondo, facciamo partire i termini di prescrizione dalla data in cui il reato viene COMMESSO; e non, come dappertutto, dalla data in cui viene SCOPERTO.
    Adeguare questo criterio sarebbe, si, la vera riforma "epocale".
    Se a questo poi ci aggiungi che la "Ex-Cirielli", la quale DIMEZZA i termini, è ancora in vigore avrai che molti reati risultano prescritti prima ancora del rinvio a giudizio: in specie quelli dei colletti bianchi.

 

 
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