
Originariamente Scritto da
mary ann
Ho fatto il corso OSS. C’erano sia immigrati che italiani. Il problema degli italiani era che molti non sono risusciti a passare il test di ammissione. Mi spiace dirlo, ma è così.
Poi ti devo dire anche un’altra cosa. Si tratta di un lavoro difficile e pensante. I giovani non lo vogliono fare ( sto generalizzando), bisogna fare i turni e non è un lavoro “pulito”.
Io in una casa di riposo non ci andrei, forse nel caso se non avessi nulla da mangiare oppure in una piccolina. I vecchietti non vengono seguiti bene, perché per una cinquantina di ospiti - quasi tutti allettati - ci sono 4 o 5 operatori che devono lavarli tutti, darli colazione, rifare i letti. Troppo lavoro. Non è possibile farlo bene e con cuore, perché non c’è tempo, quindi si corre come matti. Un operatore diventa una macchina da lavoro, non ha tempo per dedicare all’ospite ( una battuta, una carezza, sentire cosa ha da dire ecc), quindi anche un ospite diventa un oggetto da pulire e poi lascarlo li. Non è una bella cosa.
Per un anno e mezzo ho lavorato in una struttura sanitaria, lì era bello. Gli ospiti, tutti giovani o quasi, erano pochi, mentre gli operatori erano tanti, secondo la gravità del reparto. Potevamo parlare con loro, passeggiare, disegnare, andare a fare un giro con la macchina nel parco, a mangiare il gelato, nella serra o nell’orto.
Detto ciò, se il futuro mi dovesse costringere a prendere certe decisioni, preferirei fare badante che l’OSS in una casa di riposo.