
Originariamente Scritto da
cireno
Il primo paradosso del tempo è inerente alla consapevolezza che ognuno ha da vivere un tempo che precedeva la sua nascita e che continuerà dopo la sua morte. Questa consapevolezza del finito e dell’infinito vale per il singolo e per la società e i suoi componenti.
Nella società occidentale hanno rilevante importanza i partiti politici. Stasera voglio soffermarmi sul fenomeno Cinque Stelle.
Fenomeno perché solitamente un partito politico rappresenta un’idea se non addirittura un’ideologia, un’idea su come contribuire allo sviluppo della società. E qui si illuminano le prime lampade: come vedi lo sviluppo della società, mettendoti dalla parte di chi “costruisce la ricchezza” quindi degli imprenditori o dalla parte del popolo. Sembra una decisione drastica, perché le azioni che potrai fare in favore dell’impresa sono per loro natura differenti da quelle che potresti fare per il popolo. Da qui nasce la collocazione di un partito, a destra o a sinistra, escludendo la destra fascista e la sinistra radicale che, nelle nostre democrazie hanno poco spazio. E qui sorge la domanda sui Cinque Stelle: sono di destra o di sinistra?
L’interrogativo non ha risposta. Siamo oltre le ideologie, rispondono quelli del Movimento. Ma questa risposta non è una risposta ma un motivo di confusione, perché non si potrà essere oltre le ideologie quando si dovranno prendere decisioni di carattere sociale.
E allora, cosa significa questo Movimento? Poco, richiama infatti solo voti di frustrati, di delusi.
E così assistiamo a un Di Battista che suggerisce all’Italia di allearsi con la Cina e ad altri suoi compagni di partito che dicono di privilegiare quella con gli Usa. Assistiamo a un Paragone che vuole l’alleanza con Salvini e a altri che preferiscono il PD. E’ chiaro che il Movimento deve prendere una strada chiara, che così non può continuare.
I Cinque Stelle quindi hanno oggi davanti un problema da risolvere: l’adolescenza è finita ora il Movimento sta entrando nella maturità: chi vuole essere? Questa è la domanda a cui devono rispondere i suoi associati. Essere come vuole Di Battista o come vuole la Lombardi, come vorrebbe Paragone o come vuole Crimi.
Questa posizione del NON VOLER avere un’idea netta e chiara non è più possibile. Si “congressino” e si chiariscano. Ma facciano alla svelta