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    Predefinito La Bce si prepara a fare a meno di Berlino

    La Banca Centrale Europea si sta preparando a fare a meno della Germania. La notizia sorprendente riportata dalla Reuters in realtà non dovrebbe stupire visto che l’ipotesi di una Bce senza Bundesbank è stata messa per iscritto dalla Corte Costituzionale tedesca il 5 maggio scorso, e da allora mai pubblicamente allontanata dalle autorità di Berlino. Lo scontro istituzionale aperto dai giudici di Karlsruhe con la bocciatura del programma di acquisto di titoli lanciato da Mario Draghi nel 2015 non ha precedenti e rischia ora di trascinare l’Eurozona in una crisi d’identità nel pieno di un’altra crisi, quella economica, devastante. Le vulnerabilità dell’euro rischiano così di sommarsi agli effetti della pandemia, facendo tornare nuovamente lo spettro della spirale del debito sovrano. E’ l’Eurotower stessa a lanciare l’allarme nella semestrale Financial Stability Review: “Se le misure prese a livello nazionale o europeo fossero giudicate insufficienti per preservare la sostenibilità del debito in alcuni Paesi”, si legge nel documento, “la valutazione del rischio di ridenominazione sui mercati potrebbe tornare ad aumentare”. In altre parole la crescita del debito pubblico potrebbe riattivare gli attacchi speculativi sui titoli italiani. Per ora, si autoriconosce l’Eurotower, gli acquisti attraverso il programma pandemico da 750 miliardi lanciato a marzo da Christine Lagarde hanno stabilizzato i mercati. Ma ora, anche alla vigilia di un possibile incremento del Pepp, potrebbero non bastare.

    Nel bel mezzo della crisi economica, c’è poi la corte costituzionale tedesca di Karlsruhe. Breve sunto: il 5 maggio scorso ha definito “sproporzionato” il Qe di Draghi, dando un ultimatum di tre mesi all’Eurotower per giustificare, attraverso “una nuova decisione del Consiglio Direttivo”, il suo operato. Altrimenti, la Bundesbank dovrà chiamarsi fuori dai programmi di acquisto titoli della Bce. Problema: la Bce non può rispondere ufficialmente - e Lagarde lo ha già chiarito - ai giudici tedeschi perché, da istituzione Ue indipendente qual è, risponde solo all’Europarlamento e opera sotto la sola giurisdizione della Corte di Giustizia europea, che peraltro ha già sentenziato sulla legalità delle sue politiche monetarie. Se lo facesse, altri giudici nazionali potrebbero decidere in dissenso dalla Corte del Lussemburgo, con implicazioni micidiali per la credibilità delle istituzioni comunitarie.

    In Germania non si sa come uscire dal pasticcio. Ieri la Commissione Affari Ue del Bundestag (il Parlamento) ha audito un esercito di economisti e giuristi per aiutare Angela Merkel a venire fuori dal “triplice dilemma”: rispettare l’autonomia della Bce, la giurisdizione del Lussemburgo e la sentenza costituzionale di Karlsruhe. Non è stata riscontrata nessuna soluzione formalmente inattaccabile. Per questo, come riporta la Reuters, la Bce con appositi piani di emergenza si sta preparando al peggio: l’ipotesi - sempre meno peregrina - di una Banca Centrale che continui i suoi acquisti di titoli dell’Eurozona senza Bundesbank.

    Nello scenario peggiore, la Bce avvierebbe un’azione legale senza precedenti nei confronti della banca centrale tedesca, il suo principale azionista, per riportarla nel programma, hanno spiegato le fonti citate da Reuters, che hanno parlato a condizione di anonimato. Tuttavia le stesse fonti si dicono convinte che la sfida giudiziaria del tribunale di Karlsruhe sarà risolta dalla stessa Bundesbank.

    Il personale della Bce e le banche centrali nazionali della zona euro si starebbero preparando per quella che una fonte ha definito uno scenario “incredibile”: quello in cui il tribunale vieta alla Bundesbank di prendere parte agli acquisti. In tal caso, secondo le fonti, la Bce, o meno probabilmente le altre banche centrali della zona euro, assumerebbe la quota della Bundesbank nel Programma di acquisto del settore pubblico (Pspp) e acquisterebbe obbligazioni tedesche. Le stesse fonti hanno sottolineato che questi piani non sono ancora stati messi a punto o discussi ufficialmente dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea. Sia i portavoce della Bce sia quelli della Bundesbank hanno rifiutato di fare commenti in proposito.

    Mentre Berlino discetta nelle aule di giustizia e parlamentari su come restare nella Bce, Francoforte avverte sui rischi crescenti legati all’epidemia. Il Covid ha “ampliato le vulnerabilità pregresse del settore finanziario, delle società e degli Stati”. E ha messo in guardia sullo stato del sistema bancario che, nonostante sia meglio capitalizzato, “rischia di affrontare perdite significative della redditività” facendo venir meno il suo supporto alla crescita. Il Governatore francese e membro del Direttivo Francois Villeroy de Galhau ha affermato che la Bce è pronta ad approvare ulteriori stimoli, forse già con la riunione del prossimo 4 giugno. Ha poi difeso i meriti del Pepp, il programma con cui Lagarde ha allentato una serie di vincoli auto-imposti, lasciando intendere la possibilità di prolungare la deviazione dal limite delle quote di partecipazione al capitale Bce: “Aggrapparsi alle capital key per determinare gli importi di acquisto di ciascun Paese sarebbe un vincolo senza pretese che minerebbe l’efficacia dei nostri sforzi di intervento”. Tradotto, è un occhio strizzato all’Italia, che sta beneficiando più di tutti delle deviazioni negli acquisti dell’Eurotower, e al tempo stesso un guanto di sfida alla Germania, da sempre contraria alle politiche non convenzionali della Bce.

    La sentenza di Karlsruhe ne è l’ennesima prova. I piani di emergenza fatti trapelare da Francoforte hanno come effetto indiretto quello di fare pressione sulle autorità tedesche per risolvere quanto prima, e nelle “mura domestiche”, il pasticcio creato dai giudici. Dal canto suo, la Corte Costituzionale nazionale si aspetta una risposta formale da parte della Bce che giustifichi adeguatamente “la proporzionalità” del suo operato. Ma come emerso anche ieri alle audizioni del Bundestag di alcuni dei massimi esperti della materia, appare inverosimile che il massimo organo giurisdizionale della Germania possa accontentarsi di spiegazioni non aderenti alle prescrizioni del suo verdetto o di comunicazioni informali. Ci si interroga in sostanza su come ottenere una risposta dalla Bce che possa andar bene all’Alta Corte federale, ignorando tuttavia che la sola aspettativa - o peggio ancora la pretesa - di tale risposta integra un atto di sfiducia devastante per la credibilità delle istituzioni europee.
    https://www.huffingtonpost.it/entry/...b67474a6c2230e
    NO ALL'INVIO DI ARMI IN UCRAINA!!!

  2. #2
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    Predefinito Re: La Bce si prepara a fare a meno di Berlino

    Io non ci credo. La BCE è una banca tedesca comunque, cosa fanno, si spostano a bruxelles quindi? Secondo me è più facile che l'uè si sciolga.
    È un vanto essere ignorati da utenti di livello 0.

    Agli euradical snob antifà che danno del lei per sottolineare la distanza dal ceto del popolino rispondo con un voi (come usava quando c'era LVI) così imparano. Gradassi avvisati mezzi salvati.

  3. #3
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    Predefinito Re: La Bce si prepara a fare a meno di Berlino

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    La Banca Centrale Europea si sta preparando a fare a meno della Germania. La notizia sorprendente riportata dalla Reuters in realtà non dovrebbe stupire visto che l’ipotesi di una Bce senza Bundesbank è stata messa per iscritto dalla Corte Costituzionale tedesca il 5 maggio scorso, e da allora mai pubblicamente allontanata dalle autorità di Berlino. Lo scontro istituzionale aperto dai giudici di Karlsruhe con la bocciatura del programma di acquisto di titoli lanciato da Mario Draghi nel 2015 non ha precedenti e rischia ora di trascinare l’Eurozona in una crisi d’identità nel pieno di un’altra crisi, quella economica, devastante. Le vulnerabilità dell’euro rischiano così di sommarsi agli effetti della pandemia, facendo tornare nuovamente lo spettro della spirale del debito sovrano. E’ l’Eurotower stessa a lanciare l’allarme nella semestrale Financial Stability Review: “Se le misure prese a livello nazionale o europeo fossero giudicate insufficienti per preservare la sostenibilità del debito in alcuni Paesi”, si legge nel documento, “la valutazione del rischio di ridenominazione sui mercati potrebbe tornare ad aumentare”. In altre parole la crescita del debito pubblico potrebbe riattivare gli attacchi speculativi sui titoli italiani. Per ora, si autoriconosce l’Eurotower, gli acquisti attraverso il programma pandemico da 750 miliardi lanciato a marzo da Christine Lagarde hanno stabilizzato i mercati. Ma ora, anche alla vigilia di un possibile incremento del Pepp, potrebbero non bastare.

    Nel bel mezzo della crisi economica, c’è poi la corte costituzionale tedesca di Karlsruhe. Breve sunto: il 5 maggio scorso ha definito “sproporzionato” il Qe di Draghi, dando un ultimatum di tre mesi all’Eurotower per giustificare, attraverso “una nuova decisione del Consiglio Direttivo”, il suo operato. Altrimenti, la Bundesbank dovrà chiamarsi fuori dai programmi di acquisto titoli della Bce. Problema: la Bce non può rispondere ufficialmente - e Lagarde lo ha già chiarito - ai giudici tedeschi perché, da istituzione Ue indipendente qual è, risponde solo all’Europarlamento e opera sotto la sola giurisdizione della Corte di Giustizia europea, che peraltro ha già sentenziato sulla legalità delle sue politiche monetarie. Se lo facesse, altri giudici nazionali potrebbero decidere in dissenso dalla Corte del Lussemburgo, con implicazioni micidiali per la credibilità delle istituzioni comunitarie.

    In Germania non si sa come uscire dal pasticcio. Ieri la Commissione Affari Ue del Bundestag (il Parlamento) ha audito un esercito di economisti e giuristi per aiutare Angela Merkel a venire fuori dal “triplice dilemma”: rispettare l’autonomia della Bce, la giurisdizione del Lussemburgo e la sentenza costituzionale di Karlsruhe. Non è stata riscontrata nessuna soluzione formalmente inattaccabile. Per questo, come riporta la Reuters, la Bce con appositi piani di emergenza si sta preparando al peggio: l’ipotesi - sempre meno peregrina - di una Banca Centrale che continui i suoi acquisti di titoli dell’Eurozona senza Bundesbank.

    Nello scenario peggiore, la Bce avvierebbe un’azione legale senza precedenti nei confronti della banca centrale tedesca, il suo principale azionista, per riportarla nel programma, hanno spiegato le fonti citate da Reuters, che hanno parlato a condizione di anonimato. Tuttavia le stesse fonti si dicono convinte che la sfida giudiziaria del tribunale di Karlsruhe sarà risolta dalla stessa Bundesbank.

    Il personale della Bce e le banche centrali nazionali della zona euro si starebbero preparando per quella che una fonte ha definito uno scenario “incredibile”: quello in cui il tribunale vieta alla Bundesbank di prendere parte agli acquisti. In tal caso, secondo le fonti, la Bce, o meno probabilmente le altre banche centrali della zona euro, assumerebbe la quota della Bundesbank nel Programma di acquisto del settore pubblico (Pspp) e acquisterebbe obbligazioni tedesche. Le stesse fonti hanno sottolineato che questi piani non sono ancora stati messi a punto o discussi ufficialmente dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea. Sia i portavoce della Bce sia quelli della Bundesbank hanno rifiutato di fare commenti in proposito.

    Mentre Berlino discetta nelle aule di giustizia e parlamentari su come restare nella Bce, Francoforte avverte sui rischi crescenti legati all’epidemia. Il Covid ha “ampliato le vulnerabilità pregresse del settore finanziario, delle società e degli Stati”. E ha messo in guardia sullo stato del sistema bancario che, nonostante sia meglio capitalizzato, “rischia di affrontare perdite significative della redditività” facendo venir meno il suo supporto alla crescita. Il Governatore francese e membro del Direttivo Francois Villeroy de Galhau ha affermato che la Bce è pronta ad approvare ulteriori stimoli, forse già con la riunione del prossimo 4 giugno. Ha poi difeso i meriti del Pepp, il programma con cui Lagarde ha allentato una serie di vincoli auto-imposti, lasciando intendere la possibilità di prolungare la deviazione dal limite delle quote di partecipazione al capitale Bce: “Aggrapparsi alle capital key per determinare gli importi di acquisto di ciascun Paese sarebbe un vincolo senza pretese che minerebbe l’efficacia dei nostri sforzi di intervento”. Tradotto, è un occhio strizzato all’Italia, che sta beneficiando più di tutti delle deviazioni negli acquisti dell’Eurotower, e al tempo stesso un guanto di sfida alla Germania, da sempre contraria alle politiche non convenzionali della Bce.

    La sentenza di Karlsruhe ne è l’ennesima prova. I piani di emergenza fatti trapelare da Francoforte hanno come effetto indiretto quello di fare pressione sulle autorità tedesche per risolvere quanto prima, e nelle “mura domestiche”, il pasticcio creato dai giudici. Dal canto suo, la Corte Costituzionale nazionale si aspetta una risposta formale da parte della Bce che giustifichi adeguatamente “la proporzionalità” del suo operato. Ma come emerso anche ieri alle audizioni del Bundestag di alcuni dei massimi esperti della materia, appare inverosimile che il massimo organo giurisdizionale della Germania possa accontentarsi di spiegazioni non aderenti alle prescrizioni del suo verdetto o di comunicazioni informali. Ci si interroga in sostanza su come ottenere una risposta dalla Bce che possa andar bene all’Alta Corte federale, ignorando tuttavia che la sola aspettativa - o peggio ancora la pretesa - di tale risposta integra un atto di sfiducia devastante per la credibilità delle istituzioni europee.
    https://www.huffingtonpost.it/entry/...b67474a6c2230e


    I TEDESCHI prepotenti come sempre !!! la colpa è dei nostri collaborazionisti bisogna oramai prendere atto della realtà e trovare vie di fuga

    LA UE è finita .. subito uscire dall'euro e riprendersi ogni tipo di sovranità anche le dogane…..

  4. #4
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    Predefinito Re: La Bce si prepara a fare a meno di Berlino

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    La Banca Centrale Europea si sta preparando a fare a meno della Germania. La notizia sorprendente riportata dalla Reuters in realtà non dovrebbe stupire visto che l’ipotesi di una Bce senza Bundesbank è stata messa per iscritto dalla Corte Costituzionale tedesca il 5 maggio scorso, e da allora mai pubblicamente allontanata dalle autorità di Berlino. Lo scontro istituzionale aperto dai giudici di Karlsruhe con la bocciatura del programma di acquisto di titoli lanciato da Mario Draghi nel 2015 non ha precedenti e rischia ora di trascinare l’Eurozona in una crisi d’identità nel pieno di un’altra crisi, quella economica, devastante. Le vulnerabilità dell’euro rischiano così di sommarsi agli effetti della pandemia, facendo tornare nuovamente lo spettro della spirale del debito sovrano. E’ l’Eurotower stessa a lanciare l’allarme nella semestrale Financial Stability Review: “Se le misure prese a livello nazionale o europeo fossero giudicate insufficienti per preservare la sostenibilità del debito in alcuni Paesi”, si legge nel documento, “la valutazione del rischio di ridenominazione sui mercati potrebbe tornare ad aumentare”. In altre parole la crescita del debito pubblico potrebbe riattivare gli attacchi speculativi sui titoli italiani. Per ora, si autoriconosce l’Eurotower, gli acquisti attraverso il programma pandemico da 750 miliardi lanciato a marzo da Christine Lagarde hanno stabilizzato i mercati. Ma ora, anche alla vigilia di un possibile incremento del Pepp, potrebbero non bastare.

    Nel bel mezzo della crisi economica, c’è poi la corte costituzionale tedesca di Karlsruhe. Breve sunto: il 5 maggio scorso ha definito “sproporzionato” il Qe di Draghi, dando un ultimatum di tre mesi all’Eurotower per giustificare, attraverso “una nuova decisione del Consiglio Direttivo”, il suo operato. Altrimenti, la Bundesbank dovrà chiamarsi fuori dai programmi di acquisto titoli della Bce. Problema: la Bce non può rispondere ufficialmente - e Lagarde lo ha già chiarito - ai giudici tedeschi perché, da istituzione Ue indipendente qual è, risponde solo all’Europarlamento e opera sotto la sola giurisdizione della Corte di Giustizia europea, che peraltro ha già sentenziato sulla legalità delle sue politiche monetarie. Se lo facesse, altri giudici nazionali potrebbero decidere in dissenso dalla Corte del Lussemburgo, con implicazioni micidiali per la credibilità delle istituzioni comunitarie.

    In Germania non si sa come uscire dal pasticcio. Ieri la Commissione Affari Ue del Bundestag (il Parlamento) ha audito un esercito di economisti e giuristi per aiutare Angela Merkel a venire fuori dal “triplice dilemma”: rispettare l’autonomia della Bce, la giurisdizione del Lussemburgo e la sentenza costituzionale di Karlsruhe. Non è stata riscontrata nessuna soluzione formalmente inattaccabile. Per questo, come riporta la Reuters, la Bce con appositi piani di emergenza si sta preparando al peggio: l’ipotesi - sempre meno peregrina - di una Banca Centrale che continui i suoi acquisti di titoli dell’Eurozona senza Bundesbank.

    Nello scenario peggiore, la Bce avvierebbe un’azione legale senza precedenti nei confronti della banca centrale tedesca, il suo principale azionista, per riportarla nel programma, hanno spiegato le fonti citate da Reuters, che hanno parlato a condizione di anonimato. Tuttavia le stesse fonti si dicono convinte che la sfida giudiziaria del tribunale di Karlsruhe sarà risolta dalla stessa Bundesbank.

    Il personale della Bce e le banche centrali nazionali della zona euro si starebbero preparando per quella che una fonte ha definito uno scenario “incredibile”: quello in cui il tribunale vieta alla Bundesbank di prendere parte agli acquisti. In tal caso, secondo le fonti, la Bce, o meno probabilmente le altre banche centrali della zona euro, assumerebbe la quota della Bundesbank nel Programma di acquisto del settore pubblico (Pspp) e acquisterebbe obbligazioni tedesche. Le stesse fonti hanno sottolineato che questi piani non sono ancora stati messi a punto o discussi ufficialmente dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea. Sia i portavoce della Bce sia quelli della Bundesbank hanno rifiutato di fare commenti in proposito.

    Mentre Berlino discetta nelle aule di giustizia e parlamentari su come restare nella Bce, Francoforte avverte sui rischi crescenti legati all’epidemia. Il Covid ha “ampliato le vulnerabilità pregresse del settore finanziario, delle società e degli Stati”. E ha messo in guardia sullo stato del sistema bancario che, nonostante sia meglio capitalizzato, “rischia di affrontare perdite significative della redditività” facendo venir meno il suo supporto alla crescita. Il Governatore francese e membro del Direttivo Francois Villeroy de Galhau ha affermato che la Bce è pronta ad approvare ulteriori stimoli, forse già con la riunione del prossimo 4 giugno. Ha poi difeso i meriti del Pepp, il programma con cui Lagarde ha allentato una serie di vincoli auto-imposti, lasciando intendere la possibilità di prolungare la deviazione dal limite delle quote di partecipazione al capitale Bce: “Aggrapparsi alle capital key per determinare gli importi di acquisto di ciascun Paese sarebbe un vincolo senza pretese che minerebbe l’efficacia dei nostri sforzi di intervento”. Tradotto, è un occhio strizzato all’Italia, che sta beneficiando più di tutti delle deviazioni negli acquisti dell’Eurotower, e al tempo stesso un guanto di sfida alla Germania, da sempre contraria alle politiche non convenzionali della Bce.

    La sentenza di Karlsruhe ne è l’ennesima prova. I piani di emergenza fatti trapelare da Francoforte hanno come effetto indiretto quello di fare pressione sulle autorità tedesche per risolvere quanto prima, e nelle “mura domestiche”, il pasticcio creato dai giudici. Dal canto suo, la Corte Costituzionale nazionale si aspetta una risposta formale da parte della Bce che giustifichi adeguatamente “la proporzionalità” del suo operato. Ma come emerso anche ieri alle audizioni del Bundestag di alcuni dei massimi esperti della materia, appare inverosimile che il massimo organo giurisdizionale della Germania possa accontentarsi di spiegazioni non aderenti alle prescrizioni del suo verdetto o di comunicazioni informali. Ci si interroga in sostanza su come ottenere una risposta dalla Bce che possa andar bene all’Alta Corte federale, ignorando tuttavia che la sola aspettativa - o peggio ancora la pretesa - di tale risposta integra un atto di sfiducia devastante per la credibilità delle istituzioni europee.
    https://www.huffingtonpost.it/entry/...b67474a6c2230e
    Grazie a Leviathan che ha messo disposizione questo articolo che peraltro proviene da una azienda di informazione che io ho sempre ritenuto affiliata ai poteri forti. Vedendo "da loro" scritte simili cose appare evidente che il problema è immenso, ovvero la BCE è occultamente tedesca.. ma se vuol salvare l unità europea pur gestendola da criminali, e si seguono le regole UE, ora, per la prima volta il governo tedesco ne avrebbe perdite e non guadagni... ed ecco che si tirano immediatamente i freni... La Germania dovrebbe scegliere tra solidarietà (sapendo che il disastro economico lo ha creato scientemente l UE) oppure rivoltarsi e guardare al proprio interesse economico.

    Gentili politici italiani.. a trazione Massone-PD e nuovi schiavi UE Grullini... avete visto l' esempio dei tedeschi su come si fa nonappena non conviene? Si tirano i freni!!! Se non conviene all' Italia, smettetela di abbassare pantaloni e mutande esponendovi a pubblico ludibrio perchè si vede bene che non avete alcun attributo virile visibile politicamente parlando!

    ... Del resto neanche Garibaldi con i suoi mille quasi combatte perchè nel sud Italia, agli esponenti dei poteri ed eserciti locali si promise posti di spicco nel futuro parlamento italiano... ora il Presidente del Consiglio Conte figura da pagliaccio senza poteri al consiglio dell Unione Europea, un organo senza poteri di legiferare e figura a giullare anche all Eurogruppo.. un istituzione che non legifera e svolge solo riunioni informali con poteri pari a ZERO!
    Io mi sono occupato di scrivere, di raccontare con rispetto ed attenzione ai dati certi, un pò di storia d' Italia.. Il mio Blog: Come e perchè uscire dall'Unione Europea e dall Euro

  5. #5
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    Predefinito Re: La Bce si prepara a fare a meno di Berlino

    Citazione Originariamente Scritto da Halfshadow Visualizza Messaggio
    Io non ci credo. La BCE è una banca tedesca comunque, cosa fanno, si spostano a bruxelles quindi? Secondo me è più facile che l'uè si sciolga.
    Beh, se i tedeschi abbandonano la nave, la BCE affonda come il baraccone che è.

  6. #6
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    Predefinito Re: La Bce si prepara a fare a meno di Berlino

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    Beh, se i tedeschi abbandonano la nave, la BCE affonda come il baraccone che è.
    Ovvio, appunto per questo ho detto che è più facile che si sciolga, ma l'uè senza la g€rminia non ci può essere perché non ci credo che spostino la BCE altrove. XD
    È un vanto essere ignorati da utenti di livello 0.

    Agli euradical snob antifà che danno del lei per sottolineare la distanza dal ceto del popolino rispondo con un voi (come usava quando c'era LVI) così imparano. Gradassi avvisati mezzi salvati.

  7. #7
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    Predefinito Re: La Bce si prepara a fare a meno di Berlino

    Detta in parole povere: i tedeschi si sono incartati.

  8. #8
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    Predefinito Re: La Bce si prepara a fare a meno di Berlino

    Magari l'euro rimane e la Germania torna ad avere una moneta propria...

  9. #9
    Lo spirito del '22
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    Predefinito Re: La Bce si prepara a fare a meno di Berlino

    Citazione Originariamente Scritto da Milanista Visualizza Messaggio
    Magari l'euro rimane e la Germania torna ad avere una moneta propria...
    Se la Germania si sfila, l'euro crolla come un castello di carte.

  10. #10
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    Predefinito Re: La Bce si prepara a fare a meno di Berlino

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    Se la Germania si sfila, l'euro crolla come un castello di carte.
    la germania si sfila solo se le conviene e sempre a danno di qualcuno

    ogni loro mossa ha sempre seguito questa filosofia
    in europa c'è chi paga e chi prende....


    http://www.europarl.europa.eu/news/i...i-stati-membri

 

 
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