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Discussione: Ars vivendi

  1. #31
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    Predefinito Re: Ars vivendi

    Ovviamente non cosi' per il Tarso. Egli ha voluto dare una sua personalissima valenza circa l' immersione.. nella vasca / in quanto assolutamente necessaria per poter far parte del "Nuovo Israele" (ovvero la candida (?!) sposa del Messia/Cristo Pneumatico: la santa ekklesia.....
    Il Cristianesimo associa il Battesimo come un prodotto ideato da Giovanni: bastava solo questo, associato ad una buona condotta di vita, per avere il perdone dei peccati, senza la necessità dei riti sacrificali.
    Concettualmente tutto ciò viene ribadito dai testi sacri ebraici alla voce di Yokhannan ben Zakkai.
    Paolo di Tarso era ufficialmente una Spia del Sinedrio e già di per se doveva essere una persona che cambiava all' occorrenza nome,identità e pelle come I serpenti, pronto a mentire in qualsiasi momento per farla franca!
    Oltre a ciò ci sono molti studi che lo identifico con Simon Mago ( citato anche da Giuseppe Flavio), altri con Saul il fratello di Costobar, legato al re Agrippa II da vincoli di parentela e perchè no, ci sono anche elementi e discorsi nelle sue lettere, che troviamo nelle" lettere" di quel Simone il fabbricante di tende, divenuto Nasi dopo la terza rivolta Giudaica ( contemporaneo quindi di Aquila di Sinope e di quel Marcione di Sinope, che secondo alcuni, con il suo Vangelo e lettere "di Paolo", diede l'impulso alla costituzione del Canone.

  2. #32
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    Predefinito Re: Ars vivendi

    Complessivamente le lettere di Paolo sembrano che siano state scritte da 7 mani diverse, qualcuno invece sembra che abbia raccolto le biografie dei personaggi suddetti pensando che queste duverse persone, di nome.Simone, fossero nella realtà la stessa persona.

  3. #33
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    Predefinito Re: Ars vivendi

    Citazione Originariamente Scritto da liutgarda Visualizza Messaggio
    - Insomma, questo popolo eletto é sposa di Dio...... --


    Detto "popolo eletto" aveva come padre _ il divinVasaio / quello stesso che fungeva "anche" come divinGeloso / al pari di un marito che amava alla pazza gioia la sua mogliettina (seppur lo cornificava a gogo'..).

    Almeno cosi' per chi, per primo, prospetto' entrambe queste poetiche rappresentazioni.

    Ma non si tratta solo di etichette.. quanto piuttosto si voleva evidenziare la particolare "Relazione" che intercorre Tra:
    - l' iddiobiblico e la comunita' dei credenti.
    Pertanto detto iddio (ovviamente "esistente" per il devoto) si rapporta non solo quale:
    - sposo-celeste ma anche come babbo(Abba') + pastore....

    Orbene il Primo che azzardo' nel prospettare l' immagine di una relazione Come un rapporto amoroso (uomo-donna) fu il profeta Osea.. che visse al tempo di re Ozia (regno di Giuda) e Geroboamo (regno di Israele).

    Per alcuni "specialisti" la sua travagliata vita sarebbe solo un' allegoria _ mentre per altri sarebbe stata reale, e come tali elevato a valore simbolico..
    Inoltre non si è ancora concordi se trattasi invece di una "sola" moglie oppure due.. ma questo è alquanto secondario.
    L' importante è il significato di questa esposizione.

    Ora la sua burrascosa vicenda personale calzava a pennello con il rapporto Tra:
    - il divinGeloso e il suo popolo (famoso per la sua dura cervice _ perchè perdurante era la sua infedelta' al mitico Patto..)

    Egli sposo' una certa Gomer.. amante della vita e sempre disposta per "nuove esperienze". Purtuttavia (il cornuto) Osea era "sempre" follemente innamorato della mogliettina e sempre disposto al perdono...

    Il Libro di Osea dunque vuol evidenziare il persistente tradimento del popolo PRE-scelto (dallo stesso iddioEtnico) e che fungeva come la Sua mogliettina _ sempre vagante per altre Avventure...

    Ovviamente, in quanto Geloso, lo sposo celeste Non poteva tollerare questa infedelta' _ da qui i tremendi castighi inflitti alla troietta...
    Purtuttavia "egli" amava (e sempre amera' !) la sua mogliettina _ e dunque sempre disponibile al perdono.
    Una volta pentita.. il divin-magnanime le riservava la sua abituale incommensurabile Benevolenza..eccc..eccc...

    Questa metafora del Rapporto amoroso di Osea (ovvero:
    - amore : infedelta' / iddio : popolo / uomo : donna

    piacque assai ai suoi "colleghi" che, nei loro rispettivi Libri, RI-proposero la sua stessa metafora.. come i vari:
    - Geremia (capitoli 2 + 3) - Ezechiele Cap. 16 ) - Isaia (cap. 1) - Deutero-Isaia (cap.57)..ecc..

    - poteva mancare l' "amico" tarsiota ? Ovviamente no..
    MA l' architetto dottrinario presenta un' altro schema, un' altra motivazione rispetto all' "originario" Osea.
    Son presenti allora due versioni:

    - la prima nella sua (autentica) 2 Corinzi (cap. 11) ove il dottrinario fa intendere di essersi impegnato al massimo nel presentare l' ekklesia (la comunita' dei Nuovi credenti) quale vergine casta/illibata.. Allo sposo (il suo Messia/Cristo Pneumatico).


    - la seconda, Efesini capitolo 5 (e attribuita al Tarso) l' anonimo autore, per ben due volte, invece preferisce rimarcare l' estremo sacrificio del divinizzato "sposo" affinchè la sua amata mogliettina fosse purificata, santificata e comparisse davanti a "lui" come:

    - gloriosa, senza alcuna macchiolina, sempre giovanile, senza rughe, illibata/immacolata.. candida come la neve..cc..eccc....
    eccc....

    Detto autore prosegue, poi, piu' che altro per ribadire l' imperante maschilismo:
    - la donna-moglie sia - sottomessa - a Er macho / poichè il maschio è capo della donna (come il Messia/Cristo lo è per la sua mogliettina-ekklesia)... eccc...ecccc.....

    -

  4. #34
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    Predefinito Re: Ars vivendi

    Citazione Originariamente Scritto da liutgarda Visualizza Messaggio
    - Insomma, questo popolo eletto é Figlio di Dio ? --




    Sempre questo Osea.. prospetta - per Primo - la metafora del Babbo-celeste (capitolo 11) -

    Ovviamente si tratta pur sempre di un antropomorfismo _ piu' che altro per rendere il rapporto/la relazione piu' comprensibile...

    Il varie volte citato docente catto-cristiano R.Penna riporta che l' ebraismo "importo'" (Dal paganesimo) la metafora del divinBabbo.. seppur tra i figli non vigeva ancora quel sentimento di fratellanza fra Tutti gli uomini (seppur tutti figli degli dei).

    E questa è la peculiarita', rispetto al paganesimo, dell' ebraismo / forte era l' idea di fratellanza.. con tutti gli appartenenti al popolo eletto (.. sempre in teoria)-

    Da Osea dunque la metafora del divin-padre che si relaziona con il "suo" popolo _ a seguire gli altri autori.. come per esempio:
    - Geremia (capitoli 3 + 31) - Malachia (cap. 2) - 2 Sam. 7.14 (+ Cronache 17.13) - Deutero-Isaia (cap.63) - Prov. (cap. 3) - salmo (cap.2).....

    Nel cristianesimo.. i devoti pongono la loro fede Nel Krystos-divino e dunque credono fermamente quanto ribadisce il secondo articolo del "credo" / ovvero:
    - egli è l' Unico figlio (simbolo) -
    - egli è l' unigenito figlio.. (niceno-costantinopolitano)..ecc..eccc...

    Cio' fa si' che che il credente consideri universale la paternita' del divinAbba' sia nei confronti dell' assemblea (la comunita' dei credenti + il Nuovo Israele + il corpo mistico + sposa immacolata),

    sia verso "tutti" gli altri ( ovviamente esclusi chi non condivide-accetta "questa assoluta" verita' come:
    - comunisti, agnostici, laicisti, massoni..ecc..eccc... / che di tutto questo non danno importanza..)

    Conclude il catto-cristiano Penna _ SOLO il monoteismo islamico NON contempla alcuna paternita' divina.

    Infatti per questi il (loro) iddioabramitico Non ha generato Nessuno _ come dalle sure IV,171 - VI,100/101 --
    Cosi' come dei loro 99 nomi _ manca del tutto qualsiasi riferimento a "divin-padre" -


    Dunque l' artefice di questa rappresentazione di
    - divin-sposo + divinPadre -- lo si deve ad Osea......

    -

  5. #35
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    Predefinito Re: Ars vivendi

    Citazione Originariamente Scritto da toros Visualizza Messaggio
    Detto "popolo eletto" aveva come padre _ il divinVasaio / quello stesso che fungeva "anche" come divinGeloso / al pari di un marito che amava alla pazza gioia la sua mogliettina (seppur lo cornificava a gogo'..).

    Almeno cosi' per chi, per primo, prospetto' entrambe queste poetiche rappresentazioni.

    Ma non si tratta solo di etichette.. quanto piuttosto si voleva evidenziare la particolare "Relazione" che intercorre Tra:
    - l' iddiobiblico e la comunita' dei credenti.
    Pertanto detto iddio (ovviamente "esistente" per il devoto) si rapporta non solo quale:
    - sposo-celeste ma anche come babbo(Abba') + pastore....

    Orbene il Primo che azzardo' nel prospettare l' immagine di una relazione Come un rapporto amoroso (uomo-donna) fu il profeta Osea.. che visse al tempo di re Ozia (regno di Giuda) e Geroboamo (regno di Israele).

    Per alcuni "specialisti" la sua travagliata vita sarebbe solo un' allegoria _ mentre per altri sarebbe stata reale, e come tali elevato a valore simbolico..
    Inoltre non si è ancora concordi se trattasi invece di una "sola" moglie oppure due.. ma questo è alquanto secondario.
    L' importante è il significato di questa esposizione.

    Ora la sua burrascosa vicenda personale calzava a pennello con il rapporto Tra:
    - il divinGeloso e il suo popolo (famoso per la sua dura cervice _ perchè perdurante era la sua infedelta' al mitico Patto..)

    Egli sposo' una certa Gomer.. amante della vita e sempre disposta per "nuove esperienze". Purtuttavia (il cornuto) Osea era "sempre" follemente innamorato della mogliettina e sempre disposto al perdono...

    Il Libro di Osea dunque vuol evidenziare il persistente tradimento del popolo PRE-scelto (dallo stesso iddioEtnico) e che fungeva come la Sua mogliettina _ sempre vagante per altre Avventure...

    Ovviamente, in quanto Geloso, lo sposo celeste Non poteva tollerare questa infedelta' _ da qui i tremendi castighi inflitti alla troietta...
    Purtuttavia "egli" amava (e sempre amera' !) la sua mogliettina _ e dunque sempre disponibile al perdono.
    Una volta pentita.. il divin-magnanime le riservava la sua abituale incommensurabile Benevolenza..eccc..eccc...

    Questa metafora del Rapporto amoroso di Osea (ovvero:
    - amore : infedelta' / iddio : popolo / uomo : donna

    piacque assai ai suoi "colleghi" che, nei loro rispettivi Libri, RI-proposero la sua stessa metafora.. come i vari:
    - Geremia (capitoli 2 + 3) - Ezechiele Cap. 16 ) - Isaia (cap. 1) - Deutero-Isaia (cap.57)..ecc..

    - poteva mancare l' "amico" tarsiota ? Ovviamente no..
    MA l' architetto dottrinario presenta un' altro schema, un' altra motivazione rispetto all' "originario" Osea.
    Son presenti allora due versioni:

    - la prima nella sua (autentica) 2 Corinzi (cap. 11) ove il dottrinario fa intendere di essersi impegnato al massimo nel presentare l' ekklesia (la comunita' dei Nuovi credenti) quale vergine casta/illibata.. Allo sposo (il suo Messia/Cristo Pneumatico).


    - la seconda, Efesini capitolo 5 (e attribuita al Tarso) l' anonimo autore, per ben due volte, invece preferisce rimarcare l' estremo sacrificio del divinizzato "sposo" affinchè la sua amata mogliettina fosse purificata, santificata e comparisse davanti a "lui" come:

    - gloriosa, senza alcuna macchiolina, sempre giovanile, senza rughe, illibata/immacolata.. candida come la neve..cc..eccc....
    eccc....

    Detto autore prosegue, poi, piu' che altro per ribadire l' imperante maschilismo:
    - la donna-moglie sia - sottomessa - a Er macho / poichè il maschio è capo della donna (come il Messia/Cristo lo è per la sua mogliettina-ekklesia)... eccc...ecccc.....

    -
    Egregio Toros,

    grazie per la risposta. Pensavo a ciò che disse una volta il rabbino emerito di Roma,

    ora defunto purtroppo all'età di 100 anni meno 10 giorni, il 20 aprile del 15, il prof.

    rav Toaff, che storia é questa, che Dio ha un figlio, e noi non siamo tutti figli di Dio?

    In effetti la questione é confusa, se Cristo é il figlio di Dio siamo tutti figli di Dio e non

    vedeva nulla di nuovo. Quindi, disse, Dio è il Padre, il Popolo d'Istraele é il Figlio.

    Poi, come sappiamo, nell'AT é frequente questa metafora amorosa tra il Padre e il Suo

    Popolo che é la sua sposa infedele. E' sia Padre e sia Sposo.

    Ovviamente il Tarsiota si é agganciato a queste metafore e ecco che il Cristo é lo sposo e l'ekklesia,

    santa e immacolata ( mah, immacolata?quando mai é stata immacolata?) é la sua sposa diletta.Poi tutte le monache

    sono spose del Cristo e alcune hanno estasi profonde come santa Teresa d'Avila che dice di sentire la freccia sca-

    gliata da un Serafino fin nel profondo delle sue viscere ( ovvia metafora sessuale), e di andare in deliquio, codesta statua commissionata da certe

    monache non fu poi accettata e fu spostata in altra chiesa, i commenti dei visitatori erano tipo: ah se così sono le estasi dei

    mistici, io ne ho viste molte copie su questa terra, forse sono i divini amplessi di cui parlano molti santi. C'è un'altra statua famosa

    a Roma, una certa beata Ludovica ( non so il cognome) nella chiesa di San Francesco a Ripa in Trastevere, madre di 7 figli, raffigurata in una delle

    sue tante estasi mistiche, lei non parla della freccia scagliata dal Serafino nelle viscere, ma il senso é quello.

    Cercherò sui libri di storia un periodo in cui l'ekklesia sia stata santa e immacolata, chissà.

    Grazie per la spiegazione,

    buonanotte.

  6. #36
    libero
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    Predefinito Re: Ars vivendi

    Citazione Originariamente Scritto da toros Visualizza Messaggio
    (…) il dottrinario fa intendere di essersi impegnato al massimo nel presentare l' ekklesia (la comunita' dei Nuovi credenti) quale vergine casta/illibata.. Allo sposo (il suo Messia/Cristo Pneumatico).
    Credo sia una lettura superficiale della pneumatologia cristologica da affibbiare a San Paolo e alla sua "esperienza" spirituale.

    Quel presentare Cristo alla comunità, come dici, altro non è che l'affermazione di una forma nuova donata in Cristo e da Cristo, un nuovo grado dell'esistenza e della coscienza collettiva, spirituale poiché trascende le tragedie dell'essere umano e le ricompone teleologicamente.

    Col Guardini (ma anche con altri) potremmo cioè dire, alla luce delle lettere paoline, che l'uomo non è un animale che possa esser chiuso in sé stesso, ma un essere che esiste in modo da oltrepassare sé stesso.

    La mistica Paolina, se di mistica possiamo parlare, ci dice che l'uomo è in Cristo e Cristo è nell'uomo… una sorta di immanenza spirituale (non lo spirito separato dal corpo, bada bene), Cristo pone l'io umano nel rapporto col Tu divino, diversamente irraggiungibile e non intellegibile compiutamente...e attraverso questa relazione trinitaria, immanenza e trascendenza si compongono in unità.

    Insomma, io non ritengo che la mistica Paolina non sia escatologica poiché’ solo proiettata a un futuro "illibato e liberato" dalla resurrezione della carne, ma contenga una anticipazione in cui, un gusto superiore e nuovo, sia ed esperibile nella precarietà e nella miserie che connotano l’esistenza terrena (lacrime e sangue e peccato inevitabilmente da considerare) dell’uomo.
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  7. #37
    libero
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    Predefinito Re: Ars vivendi

    Corretto un paio di refusi...

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Credo sia una lettura superficiale della pneumatologia cristologica da affibbiare a San Paolo e alla sua "esperienza" spirituale.

    Quel presentare Cristo alla comunità, come dici, altro non è che l'affermazione di una forma nuova donata in Cristo e da Cristo, un nuovo grado dell'esistenza e della coscienza collettiva, spirituale poiché trascende le tragedie dell'essere umano e le ricompone teleologicamente.

    Col Guardini (ma anche con altri) potremmo cioè dire, alla luce delle lettere paoline, che l'uomo non è un animale che possa esser chiuso in sé stesso, ma un essere che esiste in modo da oltrepassare sé stesso.

    La mistica Paolina, se di mistica possiamo parlare, ci dice che l'uomo è in Cristo e Cristo è nell'uomo… una sorta di immanenza spirituale (non lo spirito separato dal corpo, bada bene)... Cristo pone l'io umano nel rapporto col Tu divino, diversamente irraggiungibile e non intellegibile compiutamente...e attraverso questa relazione trinitaria, immanenza e trascendenza si compongono in unità.

    Insomma, io non ritengo che la mistica Paolina sia escatologica poiché solo proiettata a un futuro "illibato e liberato" dalla resurrezione della carne, ma lo sia in quanto contiene un’anticipazione attuale, un gusto superiore e nuovo, sia esperibile e possibile nella precarietà e nelle miserie che connotano l’esistenza terrena (lacrime e sangue e peccato inevitabilmente da considerare) dell’uomo.
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  8. #38
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    Predefinito Re: Ars vivendi

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    -- Credo sia una lettura superficiale della pneumatologia cristologica da affibbiare a San Paolo e alla sua "esperienza" spirituale. --


    A dimostrazione come tanti sono i pareri e le interpretazioni (pro e/o contro) sui vari personaggi che hanno segnato la storia.. _ l' autore A.Wilson ha scritto un testo sul Tarso e che è decisamente contro-corrente.

    Nel suo Paolo _ l' uomo che ha fondato il cristianesimo / Rizzoli)
    egli riporta invece quanto detto personaggio sia stato piuttosto "compromesso e colluso" col mondo romano.. e pertanto NON cosi' "lineare e sublime" come si sforza di presentarlo (per ovvi interessi) il cristianesimo.

    Come ben si sa questo personaggio proveniva dal mondo pagano, quello che caratterizzera' (volente o nolente) la sua formazione culturale e che mettera' poi a frutto (!) negli anni a venire.. seppur ebreo della diaspora/ da vero "ellenista".

    Orbene per Wilson "quel" mondo pagano (odiato e denigrato dai supponenti/baldanzosi monoteisti) gli restera' comunque "nel suo intimo"..

    Infatti in lui albergava un contrasto stridente:

    - per un verso alquanto marcato era IL disprezzo per il paganesimo (quello stesso che "assorbi'" durante la sua permanenza giovanile) e dunque l' emergere dell' ottuso fondamentalismo (tipico del monoteismo: ebraico + cristiano + islamico) tanto che il tarsiota era annoverato come membro degli "zelanti" per la purezza della fede..

    - dall' altro.. un' irrefrenabile desiderio "missionario" mirato ad espandere quel (suo) giudaismo "chiuso-settario", dunque poterlo allargare proprio agli odiati e disprezzati Cani politeisti !

    Da qui la sua (personale) RI-visitazione dei sacri testi _ in senso universale / aperto a chiunque voglia riconoscere (e sottomettersi ! ) alla sua "vera" costituenda dottrina.

    Inoltre da tenere presente quel particolare turbolento periodo _ ove si respirava quel clima "apocalittico" _ ovvero la speranzosa comparsa quaggiu' del mitico Unto/Consacrato (inviato dal divinAbba') quel gran Liberatore che avrebbe cacciato l' indesiderato invasore politeista romano.

    Stessa tesi è quella dello studioso (ebreo) R. Calimani (autore de:
    - Paolo, l' ebreo che fondo' il cristianesimo / Mondadori
    (alquanto strano _ titoli quasi uguali...)

    Il Tarso (dopo il mitico Damasco) si attiva quale promotore-artefice instancabile di una nuova dottrina "escatologica" ( con la comparsa di un favoleggiante e divinizzato Soter...).
    Grave era dunque il rischio di una irreversibile scissione con la religione praticata e _ Mai (!) contestata-confutata dal Rabbi storico.
    Ma l' ambizione tarsiota era troppo grande per questo "falso umile" e auto-nominatosi apostolo.

    Del resto proprio il Tarso considerava spazzatura quel suo giudaismo _ a vantaggio della nuova entita' divinizzata.

    Dunque ai potenziali convertiti il Tarso presentava un messianesimo piu' comprensibile.. e soprattutto meno "pericoloso" agli occhi dei padroni romani _ rispetto a quello originale ebraico / molto settario, unico.. e soprattutto fanatico.

    L' autore di Atti avrebbe dunque redatto (.. sempre per Wilson) un testo "falso", non corrispondente alla realta'.
    Questo ex-portaborse del Tarso vuol far intendere che (dopo quel curioso concilio riguardante lo S-prepuzio per i nuovi convertiti..) abbia fantasticato circa la divisione dei ruoli missionari / ovvero :

    - ai discepoli del Rabbi spettava la conversione (del nuovo soggetto adorante) rivolta ai gia' monoteisti giudei,

    - al Tarso _ in quanto piu' privilegiato dei privilegiati.. l' arduo compito di affrontare i cani politeisti e convertirli alla Nuova fede (quella del divinfiglio..) -

    Come ben si sa forte era la polemica tra questo invasato e la chiesa di Gerusalemme _ guidata da Giacomo il Giusto.

    Ecco dunque _ ricorda Wilson.. nell' edificare/elaborare/costituire la (sua) dottrina _ emerge l' importanza degli anni giovanili del Tarso nella sua Cilicia ove egli attinse.. da quelle religioni / come per esempio quanto espresso nella sua autentica lettera 2 Corinzi (cap. 5):
    - "Rivestirsi In Krystos".

    Infatti gli iniziati al culto di Iside si esibivano davanti al popolo con i vestiti della della divinita' _ Questi si Ri-vestivano del do _ come fosse incorporato...

    Successivi elementi teologici affibiati al "risorto-Messia/Pneumatico _ risalgono addirittura ai culti presenti Ben prima della comparsa del Tarso _ come il famoso e conosciuto RI-torno in vita dei vari:
    - Attis, Osiride, Mitra..eccc...ecccc....


    Si domanda Wilson:
    - ma questo Tarso non ha invece stravolto l'ideale del Gesu' storico (il celeberrimo Regno) IN un pensiero extra-giudaico _ con favoleggianti teorie "pneumatologiche.. totalmente fuori dal mondo ? E questa la "profondita'" del Tarso ??

    Oppure è simile a quelle idee partorite dal tardivo autore di nome Giovanni _ tanto da meritarsi il titolo di autore spirituale....

    E ancora lo scomodo autore Wilson intento ad indagare.. non solo sul contenuto delle sue lettere (da ricordare sempre che fungono come pilastri fondanti per la nuova religione), quanto "sul" personaggio cosi' esaltato.. tanto da essere stato identificato come il (secondo) polmone _ tramite il quale Respira la santa ekklesia (l' altro è Pietro) --

    Come si vede un' opinione, un commento, un' interpretazione totalmente diversa (e alquanto negativa) su questo gigante del cristianesimo...

    -

  9. #39
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    Predefinito Re: Ars vivendi

    Citazione Originariamente Scritto da Baphomet Visualizza Messaggio
    Il Cristianesimo associa il Battesimo come un prodotto ideato da Giovanni: bastava solo questo, associato ad una buona condotta di vita, per avere il perdone dei peccati, senza la necessità dei riti sacrificali.

    Il senso di una religione è il Sacrificio.

    I sacrifici hanno fatto parte, fin dagli inizi della storia umana, della prima religione di Adamo e Abele, Noè e Abramo.

    Una religione senza sacrificio non è religio ma ethos d'uomini.

    Senza sacrificio alla divinità non ha più senso il sacrificio dell'uomo per l'uomo.

    E' la desolazione nel luogo santo. E' la desolazione nel cuore.
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


 

 
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