



Questo lo so e sono d’accordo, infatti la faccio lo stesso (tranne che le bottiglie invece che conferirle le vendo già lavate ed asciugate).
Ma trovo ingiusto che la gente debba lavorare e non solo non essere pagata per il suo lavoro e le materie prime che conferisce, ma dover invece addirittura pagare.


Discorso giusto in parte. Devi considerare che il servizio di ritiro della spazzatura ha comunque un costo per il comune. Non so negli altri posti ma nel mio paese da quando si fa la raccolta porta a porta la TARI si è più che dimezzata. Un bonus economico sarebbe invece giusto se fossi tu a portare nei centri di smistamento il prodotto già diviso.
"Voi non avete fermato il vento gli fate solo perdere tempo"
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Osservazione da feroce estremista di Destra...
In questo settore noi siamo stati all'avanguardia nel mondo fin dal 1939, ma poi abbiamo via via adeguato leggi e regolamenti per recupero, smaltimento, riciclaggio etc. Chi non è del mestiere nemmeno di rende conto della complessità di muovere un banale cassone di RSU.
Se i Popoli Zozzoni (che nemmeno sono Società Industriali) facessero la metà di quello che facciamo noi non ci sarebbero le nuvole marroni sull'asia o le isole di plastica nel Pacifico.
Non siamo noi che inquiniamo il pianeta, sono loro.
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Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.


Eccomi!
Scusate il ritardo nelle risposte ma sono stato un tantino impegnato a lavoro.
Allora....la disanima di Grifo (che non so perchè mi ricordavo che si occupasse anche di discariche) è sicuramente corretta.
Meno quella di Bandierarossa.
Mi spiego....tu che sei l'utilizzatore finale del bene (prendiamo il caso della bottiglia di birra in vetro) hai in mano un "bene". Per legge, il TUA (D.lgs. 152/2006) questo diventa rifiuto quando decidi di disfartene. Ergo da quel momento prende vita tutto quello che sta a valle delle leggi sulla gestione del rifiuto, il cui recupero e riciclo è una dei processi previsti.
Perchè il tuo "bene" possa essere considerato non un rifiuto, ma una Materia prima secondaria (....e tutte le definizioni che nel tempo ha preso) questa deve sottostare a dei precisi canoni previsti dall'art. 184 bis di sotto riportato. Deve soddisfare TUTTI quei punti, altrimenti è e resta rifiuto.
1. E' un sottoprodotto e non un rifiuto ai sensi dell'articolo 183,
comma 1, lettera a), qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa tutte
le seguenti condizioni:
a) la sostanza o l'oggetto e' originato da un processo di
produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo
primario non e' la produzione di tale sostanza od oggetto;
b) e' certo che la sostanza o l'oggetto sara' utilizzato, nel
corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di
utilizzazione, da parte del produttore o di terzi;
c) la sostanza o l'oggetto puo' essere utilizzato direttamente
senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica
industriale;
d) l'ulteriore utilizzo e' legale, ossia la sostanza o
l'oggetto soddisfa, per l'utilizzo specifico, tutti i requisiti
pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e
dell'ambiente e non portera' a impatti complessivi negativi
sull'ambiente o la salute umana.
Le attività che tu poni in essere sulla tua bottiglia di birra oramai svuotata, cioè il tuo lavaggio e risciacquo, sono considerate delle attività che vanno in contrasto con la lettera c), visto che effettui una pratica di gestione del rifiuto, come il lavaggio e l'eventuale sanificazione, che non rientrano in quelle pratiche.
In pratica tu non potresti RIVENDERE la tua bottiglia, sebbene lavata, ad un terzo soggetto che la utilizza per riempirla e rimetterla nel ciclo di vendita. Perchè TU non sei un soggetto qualificato ad effettuare una gestione di rifiuto, e che pertanto NON garantisci la sicurezza che il tuo lavaggio sia fatto a norma. In pratica potresti usare degli elementi chimici dannosi, che potrebbero essere rischiosi per la salute di chi quella bottiglia utilizzerà successivamente per metterci altra birra.
Pertanto la tua attività di pulizia del bene, sebbene sia lodevole, non toglie che il soggetto che RECUPERA il vetro nelle campane, dovrà effettuarne la cernita, togliergli qualsiasi altra sostanza (carta, etc). Aggiungo che le bottiglie in vetro NON vengono riutilizzate così come sono per essere riempite nuovamente, ma sono portate nuovamente in fornace per essere nuovamente forgiate come nuove bottiglie.
La plastica...idem (solo che il processo è più costoso e non tutta la plastica è recuperabile). La carta...idem!
Quindi i costi che ci sono non sono tanto per la separazione che fai tu, ma tutto il processo di recupero e ricostruzione della materia prima seconda...che avrà sicuramente un valore, ma che è sicuramente minore del valore della materia prima appena "colta". Inoltre ci devi mettere i costi di recupero e trasporto (non li porti mica te nell'impianto di recupero....li metti in un cassonetto).
Quindi...il tuo PICCOLO lavoro di separazione della spazzatura non è altro che un AIUTO al sistema, che permette di bypassare un primo processo, costoso e spesso NON fattibile a posteriori, per la separazione delle categorie di rifiuto omogenee.
Per quanto riguarda i ricavi della malavita....di indagini nel tempo ne ho fatte in prima persona o partecipato in attività di terzi per attività delegate. I guadagni della malavita nella gestione dei rifiuti, specialmente i pericolosi, sono enormi.
"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi


Se una legge dicesse che le mele cadute dagli alberi non sono materia prima per la produzione della marmellata ma sono rifiuti, per cui chi viene a prenderle invece di pagartele se le può far pagare... bene, tale legge sarebbe incapace di alterare la realtà, in quanto tali mele resterebbero la materia prima con cui chi te le viene a prendere fa la marmellata.


Quindi le patate non sono materia prima per fare gli gnocchi, in quanto:
c) la sostanza o l'oggetto puo' essere utilizzato direttamente
senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica
industriale;
Ed invece bisogna pulirle dalla terra
Mi di dirà: ma è una normale pratica industriale!
E che, macerare la carta che conferisco per ottenere cellulosa non è normale pratica industriale?
Fondere le bottiglie per ottenere lastre di vetro non è normale pratica industriale?
E così via.


E no...vedo che non hai compreso. Il bene diventa rifiuto se INTENDI DISFARTENE, altrimenti resta bene. La patata è un bene e resta tale in tutta la sua lavorazione, fino agli gnocchi. La buccia della patata invece è un rifiuto se la butti nel secchio, mentre diventa materia prima secondaria se la usi per farci la vodka.
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