
Originariamente Scritto da
Blue
Vi racconto una cosa un po' straziante e privata [mode idda on]...
Intorno ai 18 anni ho prestato servizio per qualche anno come volontaria presso la Croce Verde della cittadina dove abitavo allora.
Nel tempo libero facevo servizio sulle ambulanze, oppure trasporto malati, o assistenza domiciliare a persone inferme.
In quel periodo, un ragazzo che era stato il mio compagno di banco delle medie si è ammalato gravemente e la mamma ha chiesto alla nostra associazione un servizio di assistenza domiciliare per il figlio. Io ho chiesto di non andarci: a Pierangelo, così si chiamava, ero molto affezionata perché per tre anni eravamo sempre stati in banco insieme, anche se mi faceva un sacco di dispetti e a Carnevale, quando uscivamo da scuola, mi rincorreva con i serpentelli di plastica o con le bombolette puzzolenti per farmi spaventare o arrabbiare.
Per un po' sono riuscita ad evitarlo, perché Pierangelo stava morendo e lo sapevamo tutti, eccetto lui: aveva un tumore alle ghiandole linfatiche in fase terminale e non c'era più speranza. Aveva 18 anni, proprio come me, e pensavo che non avrei retto all'idea di vederlo così: gonfio, piagato, sofferente.
Ma, un giorno, il responsabile delle nostre squadre in Croce Verde mi ha imposto, senza possibilità di replica, di andare a fare assistenza e ho dovuto obbedire...
Da quel giorno, ho chiesto di andarci sempre.
Gli raccontavo di tutti i dispetti che mi aveva fatto e di come mi spaventavo o mi arrabbiavo quando eravamo bambini... e lui rideva e tornava il bambino delle medie che era in bamco con me.
Poi gli raccontavo che, appena fosse guarito, avremmo fatto questo e quello insieme.
Mi facevo raccontare le cose che più avrebbe voluto fare, quando sarebbe stato in grado di alzarsi di nuovo.
Queste, e tante altre cose...
Tutta una serie di pietose bugie, perché la mamma aveva scelto di non dire a suo figlio che era solo questione di poco.
In capo a qualche mese, Pierangelo è morto... e mai sono stata più contenta di essere bugiarda.