ma “pecunia non olet” non significa che per il danaro si possa fare ogni azione anche disonesta e malvagia ma che il danaro conserva il suo valore (positivo o negativo) qualunque sia la sua origine che mi pare cosa vera e indubitabile: Posso usare per il bene il danaro che deriva da azioni malvage e usare male quello che deriva da azioni virtuose





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l problema è che non sempre è facile distinguere fra l'uso attivita ( non tassabile) e quello commerciale (tassabili) Ad esempio ricordo molti anni fa di esser stato ospite due volte a Roma in strutture religiose : la prima non pagai niente ma in effetti feci in offerta e un’altra invece era un albergo con (modeste) tariffe. I fondi vengono naturalmente dalle offerte dai fedeli ( anche dal 5/1000 ) Vi sono molti abusi come diceva Dante (anche se ora in misura molto inferiore) e molti del clero vivono troppo lussuosamente come lamentava anche il papa . Tutto questo non mette in dubbio pero il fatto che la chiesa nel passato gestiva tutta la assistenza e che ora continua arrivando dove lo stato non arriva (ricordavo la fila di Milano)