





Quando chicchessia si riempie la bocca coi doveri, sta quasi sempre pensando per lo più ai doveri degli altri, dando per scontato di aver assolto i propri.
Alle prediche chiassose preferisco di gran lunga gli esempi silenziosi.
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Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.
Al mondo esistono solo due razze: gli uomini per bene e gli stronzi. Questi ultimi cercano quasi sempre di passare per i primi.


Io, invece, ci vedo più chi il suo dovere lo fa accollandosi sacrifici e rinunce, ed è inviperito a vedere gente nullafacente o quasi per libera scelta personale, cioè per comodità, che si ingegna a vivere scroccando su chi fa sacrifici e rinunce.
Cioè uno si chiede: ma perchè io mi devo spaccare la schiena ed in pensione ci andrò malandato con le ernie sulle vertebre e pagare una tassazione esorbitante che andrà a mantenere chi fa una vita comoda e non cerca nemmeno qualcosa intorno a lui per rendersi utile a qualcuno ?
Ecco, questo è un bel problema. Perchè per tanti la vita è dolorosa, ed il lavoro è causa di dolore.
Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.


ma questi sono tecnicismi.
cominciamo a mettere in galera con una catena al collo gli evasori, poi si parla di come fare gli accertamenti.
invece i doveri sono sempre quelli degli altri.
(ovviamente la faccenda degli evasori in galera con la catena al collo e i ratti che ti mordono le chiappe non vale per me che pago tutto perchè ho le trattenute alla fonte...bha!!!!)


Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.
Al mondo esistono solo due razze: gli uomini per bene e gli stronzi. Questi ultimi cercano quasi sempre di passare per i primi.




a me viene in mente qualche governatore leghista che voleva fare i concorsi pubblici solo per i residenti da lungo tempo in regione. perchè dire che non volevano i terroni suonava un po' male.
anche Salvini una volta ce l'aveva con le MAESTRE con l'accento meridionale, poi ha cambiato idea.
il fatto che il Capitano è sulla breccia da una trentina d'anni e di sue dichiarazioni nel corso del tempo ne ho sentite qui in lombardia così tante che bisognerebbe fare un bello specchietto di 3500 pagine almeno con il "prima" e il "dopo".


Questa discussione, come altre sullo stesso tenore che mi è capitato di leggere, è un'ostentazione di ignoranza che ha assai pochi rivali.
Questo perché chi parla di doveri, come obblighi imposti dalla legge, dimentica un fatto importante.
In una nazione democratica ogni legge deve sottostare a dei principi superiori che impongono che essa non violi i diritti delle persone.
Non a caso esiste una Corte Costituzionale ed una Corte Europea per i diritti dell'uomo; nessuna istituzione che parli di rispetto dei doveri, perché questi dipendono dall'impianto legislativo di una nazione e sono comunque subordinati al rispetto dei diritti delle persone.
Se così non fosse non sarebbe difficile immaginare delle restrizioni al diritto di voto, per esempio, verso persone che non hanno fatto il servizio militare; oppure veder limitato l'accesso a cariche pubbliche sulla base reddituale: "se non paghi almeno un tot di tasse ogni anno non puoi essere eletto in parlamento", ecc.
Dire che parlare di diritti equivale ad essere, cito la stupidaggine scritta dall'autore del thread "donnette isteriche" che ripetono "diritto a questo e a quest'altro...", significa essere delle persone profondamente ignoranti in materia.
L'Europa ed ogni nazione che voglia dirsi civile, prevede che ogni attività, legge e iniziativa, debba avvenire nel rispetto dei diritti della persona.
Perché sia chiaro: rispettare i diritti è un dovere.
L'udienza è tolta.


E a me viene in mente un concorso a cui ho partecipato prima metà anni 90, in un paese del Lazio all'epoca giunta rossa di lunga data (praticamente dalla fine della guerra), concorso per un posto di guardiaparco, alle dipendenze della Regione, ma gestito dal Comune.
Consegnate la carte, verificato con l'impiegato che fosse tutto in regola, prima di accomiatarmi ho avuto l'ardire di chiedere quanti candidati eravamo e che chances ci potevano essere, considerato che la materia la conoscevo.
Il tipo (che mi conosceva di vista) mi ha guardato negli occhi e mi detto papale papale: Ma tu non sei di ****** ...(il nome del paese). Al che ho capito che le mie chances erano zero e che il posto probabilmente era già stato assegnato per contrattazione all'interno del partito e che il concorso era pura formalità.
(Il concorso l'ha vinto una persona che, oltre ad essere di quel paese, dava i panini allo stand delle feste dell'Unità).
Però sarà stato un caso che in un paese a giunta rossa, un ente che opera a fianco di una cooperativa, seleziona un candidato locale che da i panini alla festa dell'Unità.
Mica saranno stati leghisti anche loro ?
Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.