Forse. Ma le cose ormai sono accumulate. Da una parte sento un gran bisogno di non fare niente per far riposare la mia mente, da un’altra parte sento che se mi fermassi, mi sentirei in colpa. I sensi di colpa possono essere distruttivi. Sono come dei macigni.
Delle volte ho sbagliato, chi non sbaglia. Probabilmente, non avrei dovuto accettare il nuovo lavoro e di trasferirmi a casa di mia figlia. Avrei dovuto tornare a casa in agosto. Forse. Ma ho pensato che non ho lavoro in Italia, i soldi non cadono dal pero, eravamo ( siamo) in un periodo particolare per via del virus, poi economicamente ci conveniva condividere l’appartamento, vivere da sola non me lo posso permettermi, quindi ho deciso di restare. Non so se ho sbagliato. Forse si, dal momento che non sto bene. Ma forse non starei bene nemmeno in Italia, senza un lavoro in un paesello vuoto, insomma, si sa cosa si lascia, ma non si sa cosa si trova.
Sì, sapere che qualcuno lotti con te e per te ti dà una forza incredibile.
Sei riuscito a salvare la tua azienda?
No, non posso permettermelo, purtroppo. Staccherei solo se dovessi salvarmi. Però....adesso mi trovo in una specie di burnout. Faccio le cose, ma i risultati non ci sono e la cosa mi intristisce molto. Non faccio nulla di male: vado a lavorare e non ho vizi. Ma non va...Se penso che non sono in grado di cambiare ( migliorare) nulla, divento ancora più triste.





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