





Di poco intelligente c'è solo questa tua risposta: puoi far di meglio, anzitutto discutere quella tesi. Si tratta di un giudizio analitico? sintetico? vero-falso? insensato? Sei sicuro di avere cognizioni robuste a proposito di ciò che critichi? Attendo risposte (intelligenti, questa volta).
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Un aiutino preliminare: si tratta della prima formulazione (storicamente realizzata) del pdnc. Dire che l'essere è e il nulla non è è lo stesso che negare che l'essere sia e non sia, cioè che impossibile est idem simul esse et non esse, ossia (ancora) è impossibile che al medesimo ineriscano gli opposti sotto il medesimo rispetto. Riusciresti a distinguere causalità e casualità, teorie e ipotesi, scienza e metafisica senza tale principio? No evidentemente, ma d'altra parte tu non trovi intelligente sostenere quell'affermazione, quindi non trovi sensato distinguere quel che ne segue! Come perdersi in un bicchier d'acqua![]()
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Indubbiamente ma la ripetizione di tautologie necessariamente vere non condiziona le percezioni empiriche quanto l'applicazione pratica di mere ipotesi (ad esempio l'indimostrabile principio di causalità) che però applicate mutano il nostro repertorio di sensazioni. Ad esempio io so che nulla può essere restituito al nulla perché ciò che è può soltanto essere, ma la severiniana "violenza" mi consente di interrompere qui e ora la percezione di chi mi sta antipatico.
Ultima modifica di Troll; 29-04-11 alle 21:09






Non oso nemmeno addentrarmi nel problema del rapporto fra l'essere che non potrebbe non essere e gli enti che percepiamo, ad ogni modo si può ragionevolmente dire che ci sono situazioni in cui li percepiamo e altre situazioni in cui non li percepiamo. Le ipotesi scientifiche (o anche non scientifiche) funzionano o non funzionano in quell'ambito lì.
Ultima modifica di Troll; 29-04-11 alle 21:34


Il mio problema con i filosofi e' che abusano troppo allegramente con le forme verbali del verbo "essere", che per me non significa quasi nulla.
Dire X e' Y equivale a dire che l'oggetto X possiede la proprieta' Y (piu precisamente che io gliela sto attribuendo).
Mi piacerebbe sentire la versione della famosa frase senza far uso di quel verbo..

