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PUTIN FA LO SPLENDIDO COI VACCINI CHE NON HA - GRAZIE A UNA FURBA CAMPAGNA DI PROPAGANDA POLITICA LA RUSSIA STA OFFRENDO LO SPUTNIK A TUTTO IL MONDO, PECCATO PERÒ CHE IN PATRIA GLI INOCULATI SIANO SOLO 6 MILIONI, MENTRE MOSCA È PERSINO COSTRETTA A IMPORTARE DOSI DALL'ESTERO, PER ESEMPIO DALLA COREA DEL SUD - L'UNIONE EUROPEA NON SI FIDA E NON SI FIDANO MANCO I RUSSI: IL 60% DELLA POPOLAZIONE NON VUOLE LA PUNTURINA...
La Russia offre il suo Sputnik V a tutto il mondo e finora lo ha già esportato in parecchi Paesi, dal Venezuela a San Marino. Una campagna di propaganda politica ben orchestrata, sostengono Stati Uniti e diversi critici europei del Cremlino, visto che in patria le persone inoculate sono ancora pochissime e visto anche che per far fronte alle sue necessità Mosca è costretta a importare dosi dall'estero. Proprio così.
Lo Sputnik vola verso La Paz e viene offerto all'Unione Europea. Ma poi a Mosca le dosi arrivano, ad esempio, dalla Corea del Sud: «I vaccini sono Sputnik V sviluppati in Russia e prodotti dalla compagnia farmaceutica coreana Hankook Korus Pharm».
Altre dosi potranno provenire dall'India con la quale la Russia ha raggiunto importanti accordi di produzione. E anche quelle promesse a decine di Paesi in tutto il globo saranno quasi certamente inserite nelle fiale in stabilimenti esteri. Qualche giorno fa il Fondo russo che si occupa della commercializzazione del siero aveva promesso oltre 310 milioni di dosi.
Contemporaneamente sono state strette intese di produzione con parecchi Paesi, compresi alcuni europei: Italia, Spagna, Francia, Germania. Il maggior produttore al mondo sarà sicuramente l'India dove sono state siglate intese con la Virchow Biotech (200 milioni di dosi), la Stelis Biopharma (200 milioni) e la Gland Pharma (252 milioni).
Dalla Corea del Sud saranno complessivamente sfornate 150 milioni di dosi e 63 milioni arriveranno dalla cinese Shenzhen Yuanxing Gene-tech Co.
Uno dei maggiori problemi dello Sputnik è la mancanza di un via libera da parte dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) che ha iniziato il processo di controllo e revisione ma si sta muovendo con i piedi di piombo (anche troppo, per alcuni).
Ma la questione non è solo questa e le preoccupazioni espresse anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen appaiono più che giustificate: «Ci chiediamo come mai la Russia stia offrendo teoricamente milioni e milioni di dosi mentre non fa sufficienti progressi nel vaccinare la sua popolazione».
Effettivamente in patria le cose continuano ad andare a rilento, nonostante i ricorrenti annunci trionfalistici delle autorità. Vladimir Putin, che è stato immunizzato solo pochi giorni fa, ha fatto sapere che 4,3 milioni di persone hanno ricevuto entrambe le dosi (6,3 se si considera solo la prima iniezione). Numeri assai bassi visto che la popolazione russa è di 146 milioni e gli adulti (i vaccinabili) sono 110 milioni.
I piani sono di coinvolgere 68 milioni di persone entro luglio o agosto. Ma forse anche prima «se la produzione aumenterà e la campagna proseguirà», ha detto la vicepremier Tatiana Golokova. Ai ritmi attuali, sarà assai difficile.
https://www.dagospia.com/rubrica-3/p...gna-265511.htm
