

Ultima modifica di AgnusDei; 15-10-10 alle 19:35
"Non c'è amore più grande di chi dona la vita per gli amici" (Gv 15,13)


Del suicidio si è già discusso in altro thread, perchè ripetersi?
La pessima fine appartiene a chi si suicida per incapacità di sopportare la malasorte che lo attanaglia. Trasporterà la sua condizione interiore nei piani sottili, senza possibilità di consolazione: poichè QUI in terra c'è sempre la possibilità di una pastiglia, di una cura, di una soluzione...nell'aldilà no, non si dà inizio a nulla e si gravita nella medesima condizione in atto al momento della morte. Ne vale la pena? Fa' un po' tu....
I perdoni e le punizioni non c'entrano nulla: vi sono nude realtà da affrontare, leggi cosmiche da accettare. Conoscere è saper scegliere.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Non sapevo dell'altro 3d in cui si è affrontato lo stesso tema.
Cosa dovrebbe indurmi a considerare quanto mi scrivi qualcosa di più di semplici congetture ? Sarebbe interessante conoscere eventuali prove oggettive a sostegno delle tue tesi.
Esistono forme di depressione per le quali non esistono pastiglie, cure o soluzioni. Un conto è togliersi la vita perchè disoccupato (ed anche in questo caso la disperazione gioca brutti scherzi), un conto è togliersela perchè si patiscono sofferenze atroci a causa di una malattia mentale.
"Non c'è amore più grande di chi dona la vita per gli amici" (Gv 15,13)