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Discussione: Aleister Crowley

  1. #11
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    Predefinito Riferimento: Aleister Crowley

    Citazione Originariamente Scritto da Arthur Machen Visualizza Messaggio
    E' vero, nel grande calderone "neo spiritualista" moderno è uno dei pochi che davvero "andò oltre"... Evola ne ebbe sempre un buon ricordo e una stima non indifferente.
    Tratto da "Riferimenti critici al tradizionalismo evoliano" (I)
    di Matteo Galimberti

    [...] "Aleister Crowley e la tentazione della politica" (1999) di Marco Pasi è uno studio riguardante principalmente la figura dell’occultista inglese, ma viene preso in considerazione anche Evola, a proposito del rapporto che lega Crowley al tradizionalismo. Si rinnova in Pasi la comparazione tra Guénon e il tradizionalista italiano, in quanto sono divergenti le opinioni che entrambi ebbero riguardo Crowley. Guénon lo ritenne un agente della “controiniziazione”, un avversario della Tradizione, analogamente alla Società Teosofica di Madame Blavatsky. Inoltre non diede credibilità alcuna ai presunti poteri che l’artista inglese vantava di possedere: Crowley viene descritto come un personaggio ben poco raccomandabile. Ma è soprattutto un venditore di fumo e un imbroglione, più che il rappresentante di un qualunque potere occulto.

    Decisamente più favorevole la posizione assunta da Evola. Dimostra di rispettare l’occultismo crowleyano, di attribuirvi un certo valore: Evola prosegue poi a descrivere, con evidente cognizione di causa, la legge di Thelema e i suoi principi, e propone un accostamento tra la magia di Crowley e il tantrismo… secondo Evola, nell’opera di Crowley è facile scorgere degli elementi della dottrina tradizionale. Siamo evidentemente molto distanti dalle valutazioni di Guénon. Evola si mostra decisamente interessato alla dottrina crowleyana… a Evola di Crowley interessa soprattutto il lato magico-operativo… l’elemento controiniziatico e ciarlatanesco che Guénon voleva vedere nell’occultista inglese, con Evola sembra dissolversi.

    Pasi, con la sua opera, si propone di superare l’impostazione dello stesso Jesi; si pone come obiettivo la valorizzazione di quegli intellettuali non considerati per il loro valore intrinseco, bensì oggetto di pregiudizi e di critiche non supportate da elementi validi: non è più tempo, oggi, di tracciare demarcazioni nette e invalicabili, come quelle che poneva per esempio Furio Jesi nella sua nota raccolta di studi sulla cultura di destra. Oggi l’equazione destra ═ irrazionale ═ esoterismo non sembra più proponibile.

    Attraverso l’analisi della figura di Crowley è possibile cogliere alcune analogie con Evola. Entrambi ebbero un rapporto privilegiato con l’alpinismo, determinato dal fatto che per loro tale disciplina non costituiva un’attività sportiva fine a se stessa, ma una pratica di iniziazione, grazie alla quale era possibile confrontarsi con i propri limiti e accostarsi ad una realtà soprannaturale. L’esigenza di soddisfare la loro vocazione esoterica era all’origine dell’importanza attribuita alla montagna: cimentarsi con essa significava condurre un’esperienza trascendente. Sia Crowley che Evola nutrirono un forte interesse per le religioni orientali, specialmente per il buddismo, in cui ravvisavano una sapienza antica e autentica, non ancora corrotta dalla modernità, mentre avversavano il cristianesimo, ritenuto uno dei mali più gravi del modernismo, portatore di valori antitetici a quelli tradizionali e sostenitore di una concezione lineare e progressista delle vicende umane. Identico è il disprezzo manifestato da ambedue verso la democrazia, sia come sistema di governo, sia come modello di società, una struttura sociale che appiana le gerarchie e le disuguaglianze e scoraggia forme iniziatiche di sapere e pratiche occulte. Il regime democratico diffida di visioni aristocratiche ed elitarie del mondo, quali erano quelle di cui si facevano portavoce tanto Crowley quanto Evola. Sia Thelema, il credo esoterico fondato dal mago inglese, sia l’uomo differenziato evoliano basano la loro azione sulla volontà e su un approccio vitalistico alle vicende umane: la volontà costituisce il principio ispiratore di ogni atto, l’unica legge alla quale sottostare. Entrambi i personaggi analizzati trovarono nell’arte un mezzo adeguato ed incisivo per denunciare i limiti della realtà contemporanea e per rappresentare un contesto alternativo a quello che intendevano respingere. Tuttavia è possibile rilevare delle differenze tra i due artisti. Per la visione del mondo crowleyana il fattore fondamentale è la magia, per quella evoliana è la Tradizione: si può affermare che la magia sta a Crowley come la Tradizione sta ad Evola. Per il primo la rivelazione che sostiene di possedere deve essere trasmessa all’intera umanità, ha il carattere di una missione; per il secondo, invece, è sufficiente preservare la spiritualità degli uomini differenziati, in quanto la diffusione della Tradizione viene da sé, attraverso l’azione illuminante degli eletti: due diversi modi di intendere l’elitarismo della propria esperienza. Un’altra diversità è riscontrabile nella posizione tenuta nei riguardi del comunismo: una velata ammirazione da parte di Crowley, in riferimento alla forte componente anticristiana espressa dall’ideologia comunista e una decisa condanna da parte di Evola, in virtù dell’ateismo professato da tale regime. Ciò significa che mentre per l’occultista britannico bastava combattere il cristianesimo (come sostiene Giorgio Galli): Crowley riteneva necessario e prioritario affrontare e sconfiggere la tradizione religiosa più forte dell’Occidente, vale a dire il cristianesimo, per permettere a Thelema di imporsi. Per il pensatore romano la lotta andava estesa pure all’ateismo, per favorire il ritorno di una religione pagana e tradizionale.
    Pasi contribuisce alla riabilitazione di Evola e al superamento di analisi pregiudizievoli, come quella condotta da Jesi. In "Pensare la tecnica. Un secolo di incomprensioni" (2000) Michela Nacci medita su quello che reputa il tema dominante delle riflessioni del Novecento, ovvero la tecnica, spesso fraintesa e demonizzata dagli studiosi tradizionalisti: questa demonizzazione non dipende tanto dall’aver considerato la tecnica come un fenomeno unitario, bensì dall’avervi guardato senza mettere in discussione i pregiudizi umanistici ereditati dalla tradizione… i pensatori che hanno demonizzato la tecnica… si sono per lo più richiamati alla tradizione metafisica, e all’idea di umanità da essa tramandata, come se si trattasse di una patrimonio indiscutibile.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 22-03-10 alle 01:51

  2. #12
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    Antonio D'Alonzo

    Stralcio dall'articolo "L'Occultismo moderno tra Eliphas Lévi ed Aleister Crowley"

    da Nuovi Orizzonti Europei



    A differenza di molti altri esoteristi e occultisti, la vita stessa di Edward Alexander Crowley si confonde con l'opera. Nato a Leaminton da una famiglia di birrai molto devota (Crowley però millantava una discendenza illustre da un ceppo nobile), finì presto in un collegio religioso, e si può ironizzare sul curioso fenomeno per cui sovente proprio i giovani che crescono in ambienti familiari morbosamente osservanti, diventino, nella maturità, acerrimi nemici del cristianesimo (un altro tipico esempio di questo fenomeno di contrapposizione radicale e trasgressiva al mileu familiare è quello di Nietzsche, non a caso figlio di un pastore protestante). Il giovane Crowley si appassiona presto all'alpinismo, ma il suo stile di scalata è ritenuto dai più esperti piuttosto bizzarro. L'attrazione verso le vette, richiama ovviamente le conquiste spirituali: non possiamo ignorare che il simbolo della Montagna Cosmica è l'archetipo di qualsiasi cima o sommità. La Montagna Cosmica non è altro che un Axis Mundi, che collega la Terra al Cielo. Conquistare la vetta significa essere vicini al Centro del Mondo, ossia dimorare presso gli dei. La scalata quindi raffigura l'ascensione spirituale, e ci si potrebbe domandare come sia possibile che un occultista marcatamente satanista come Crowley abbia avuto queste predilezione per le vette. Ma il punto è che non esiste una regola dottrinale assoluta per cui il satanista deve rifuggire le cime delle montagne e prediligere, ad esempio, le profondità e gli abissi della Terra. Infatti, gli stessi abissi possono simboleggiare l'unio mystica, a riprova del fatto che l'inconscio lavora in maniera abbastanza misteriosa, e che la predilezione primordiale per un simbolo anziché che per un altro non significa alcunché.

    Crowley s'interessava anche alla poesia e scrisse una sorta di poemetto nel 1898, Aceldema. Come rileva John Symonds nella sua autobiografia crowleyana, il poemetto è abbastanza insulso. Ma c'è una strofa molto significativa in cui il giovane Crowley rivela un precoce gusto per quella che potremmo definire un'ascesi spinta agli estremi limiti della penitenza e dell'automortificazione, o viceversa delle fantasie rivelatrici della presenza di spiccate pulsioni sadomaso:

    Ogni degradazione e ogni infamia
    Tu subirai.
    Come in un sogno orrendo
    Vorrei porre la testa sotto il fango
    E gli escrementi delle donne indegne;
    Che ti calpesteranno finché tu
    Inalerai fumi mortali.

    Davvero si trova in questo passo di Aceldema il rimando alle suggestioni e agli incubi lovercraftiani, ma anche tanto materiale didattico per le future rockstars, sedicenti sataniste, che calcano i palchi ai nostri giorni. Da questo momento il giovane Crowley trova la sua Via: egli decide, infatti, che diventerà un mago.

    Ispirandosi al celebre passo dell'Apocalisse assume il nome di “La Grande Bestia”. Nel 1898 il giovane entra a far parte della Golden Dawn, introdotto da un chimico inglese, un certo Julian Baker. […] Crowley lascia la Golden Dawn prima del suo definitivo tramonto e inizia a viaggiare e ad accumulare esperienze iniziatiche. Si reca in Messico, dove compie dei riti d'evocazione del Serpente Piumato. Poi viaggia nel continente asiatico, dall'Indonesia al Giappone. A Madras è iniziato al tantrismo, o meglio ancora, ad una delle sue ramificazione degenerate. A Parigi, incontra Rilke, e si sposa con Rose Kelly, la sorella di un suo discepolo. Crowley descrive il suo matrimonio con Rose come "un'ininterrotta orgia sessuale", finché quest'ultima non impazzisce, dopo aver lasciato una figlia il cui nome richiamava quello della dea Lilith. Ovviamente, Crowley, da buon egotista, rifiutava quasi tutti i rapporti interpersonali, e il suo gusto parossistico verso l'esibizionismo paradossale, lo spingeva a scegliere soprannomi come "il vagabondo della Desolazione". Durante uno dei suoi soggiorni al Cairo sembra che una medium gli abbia ingiunto di fondare un nuovo ordine l'Astrum Argentinum, fondato sulla magia sexualis, che però Crowley conosceva già ampiamente dai tempi della sua frequentazione in India dei seguaci della Via della Mano Sinistra. Nel 1920, interrogando l'Yi King, Crowley si persuade che per realizzare la Grande Opera, non esiste un posto più adatto di Cefalù. Là sorgerà la sacra abbazia di Thelema ("Inferno della Cortigiana, luogo segreto dell'irrefrenabile fuoco della Lussuria e del tormento eterno dell'Amore"). Il tempio dei thelemiti era ad un solo piano, ed aveva una sola sala principale (Sancta Sanctorum). Sul pavimento era disegnato il pentagramma inscritto in un cerchio. Nel mezzo del pentagramma era collocato un altare esagonale. Sull'altare era depositato il Liber Legis. Ad Est sorgeva un trono dedicato alla Bestia ed un braciere ardente. Ad Ovest s'ergeva il trono della Donna Scarlatta. Dipinte sulle pareti del tempio, facevano mostra di sé alcuni ritratti di Crowley, unite a varie raffigurazione orgiastiche.



    Si arriva poi ad uno strano ed enigmatico intreccio, ossia quello con Hitler. Non è mai stato del tutto chiaro quali siano veramente stati i rapporti tra i due. In un primo tempo, sembra che il Führer fosse vagamente turbato e suggestionato dalla Grande Bestia. Non si deve dimenticare quali fossero le radici occulte del nazismo: le SS erano un corpo d'élite iniziatico che si rifaceva ad elementi indù, germanico-nordici, e romanici (più che ellenici). Si pensa che cercassero la Thule e i Superiori invisibili, quindi è naturale che Hitler cercasse un contatto con Crowley, assimilato dalle SS ad una sorta di superuomo. Da parte sua, anche il mago inglese doveva sentire l'influsso degli elementi misteriosofici e mistici in generale del Reich. Probabilmente, per un certo tempo Crowley fantasticò anche sulla possibilità di esercitare un'influenza su Hitler. Poi si sa come sono gli inglesi: maghi neri o no, alla fine il nazionalismo dei figli d'Albione trionfa su tutto. Crowley comincia, presumibilmente, a fare la spia per il suo paese, e sembra che persino Churchill si sia rivolto a lui per ottenere la vittoria, rifiutandosi tuttavia di ascoltare fino in fondo i suoi suggerimenti.

    Facendo un passo indietro, nel frattempo, nel 1923 Crowley era stato espulso dal territorio italiano, per ordine di Mussolini, il quale aveva iniziato a perseguitare tutte le associazioni segrete ed iniziatiche italiane. Thelema venne chiusa e Crowley ricominciò a vagabondare, e a circondarsi di donne. Dopo essere stato internato per un breve periodo, Crowley ormai eroinomane e folle (probabilmente come conseguenza ed effetto differito di un viaggio intrapreso qualche anno prima nel deserto algerino, per evocare uno spirito del male: Crowley ed il suo compagno d'avventura furono ritrovati mezzi morti) si crede un vampiro. Riuscirà lo stesso a morire naturalmente, alla non trascurabile età di 73 anni.



    continua...

  3. #13
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    […] Anche per Crowley, come negli altri autori dell'occultismo, non troviamo una dottrina, un corpus ben definito di insegnamenti, ma piuttosto una miscellanea di elementi eterogenei, di credenze appartenenti a scuole variegate e marginalmente equiparabili. Si può omogeneizzare il caleidoscopio disciplinare della scuola thelemita sotto il nome di magia sexualis, ma a ben vedere al di là del medium orgiastico come strumento estatico per realizzare il superamento della coscienza ordinaria, il prodotto finale non sta in piedi. Vediamo perché:

    1) Crowley sincretizza nella sua dottrina, elementi estrapolati dalle discipline indiane (come il Tantra, e la sua deformazione della Via della Mano Sinistra), dai culti misterici dell'antica Grecia (come i riti dionisiaci ed orfici), e dal satanismo medioevale (il Sabba). Come abbiamo già detto, al di là della sessualità orgiastica, sono poche le affinità tra tutte queste pratiche. Ad esempio nel Tantra e nella Via della Mano Sinistra non si praticano rituali d'evocazione, al contrario che nel Satanismo dove il fine ultimo è di materializzare i demoni. Nei riti dionisiaci un altro potente medium estatico è la danza vorticosa e frenetica, che non si ritrova certamente nelle asana tantraliche. Inoltre nel Tantra, l'energia kundalinica viene controllata, incanalata, indirizzata, mentre nelle altre pratiche dionisiache e sabbatiche si cerca l'estasi furiosa che dissolva la coscienza nei flutti sensoriali. Ma anche i riti dionisiaci differiscono dai sabba diabolici. Questi ultimi si presentano come una parodia blasfema e manichea dei riti cristiani, mentre nei primi si tratta piuttosto di affermare, dire di si all'eccesso vitale, non di mettere in scena una dicotomia manichea (Cristo - Anticristo; Dio -Satana). Il satanismo ha bisogno per la sua stessa ragion d'essere del Dio buono e provvidente: guai, se quest'ultimo fosse contemporaneamente il principio del bene e del male, della felicità e della sofferenza.

    2) La famosa legge thelemica "Fai ciò che Vuoi sarà tutta la Legge", non può essere applicata unilateralmente alle pratiche di magia sexualis, perché se interpretata letteralmente deve lasciare libera la coscienza di seguire il proprio daimon, la propria vocazione particolaristica, e non costringere il sé in rituali che si pretende di etichettare come "liberatori". Questo soggettivismo volontaristico ("Fa ciò che Vuoi"), per la verità in Occidente non era nuovo nemmeno ai tempi di Crowley: se ne trovano echi in Sade, Fichte, Nietzsche. Quest'ultimo, però è meno grossolanamente materialista della Bestia: "Niente è vietato. Tutto è permesso". In altre parole, per Nietzsche, non vi sono negazioni, al di fuori della propria volontà "Volere libera". Mentre al contrario la scuola crowleyana dà per scontato che coattivamente si debba volere il negativo: la regressione orgiastica alla sublimazione della passione, il delitto e l'oltraggio all'etica e all'ordine, la dissoluzione estatica all'ascesi, ecc.

    Infatti, il seguito della legge crowleyana parla di Amore, "Amore è la Legge, amore sotto il dominio della volontà". Anche volendo sorvolare sulla riduzione coatta, molto freudiana, dell'amore alla libido, ci si potrebbe chiedere come è possibile conciliare la prima parte dell'enunciato, "Fai ciò che Vuoi sarà tutta la Legge", con la seconda, "amore sotto il dominio della volontà". Perché se la mia volontà deve diventare legge, devo essere libero di porre sotto il dominio della volontà, anziché l'amore orgiastico, la penitenza e la rinuncia monastica, ad esempio. In realtà Crowley dà per scontato che la liberazione delle pulsioni libidiche sia il vero fine dell'essere nel Mondo: come ho detto sopra, ricade all'interno di un orizzonte culturale superato, quello del freudismo (Jung darà tutt'altra connotazione alla libido). Crowley- ancor più degli altri seguaci della philosophia occulta, come Lévi e Papus- risente pesantemente della tentazione sincretista, caratteristica dell'Occultismo moderno. Infatti, il suo sincretismo non è tanto speculativo o culturale, quanto pragmatico: egli è talmente preso dalla frenesia che mette-in-pratica qualunque rituale gli capiti sottomano, o di cui abbia un qualche vago sentore. Crowley è al contempo il discendente dell'homo faber classico e l'antesignano del tecnocrate moderno. In lui, la volontà-di-fare subissa il ripiegamento spirituale nella contemplazione. Con nessun altro come con lui, si può costatare come l'occultismo sia un tipico prodotto della modernità. Infatti, l'insegnamento crowleyano non si è estinto, ma è coltivato e continuato anche da diverse scuole occultiste contemporanee (un paio delle quali dovrebbero operare ancora in Italia, almeno secondo le mie informazioni).

    Antonio D'Alonzo – Nuovi Orizzonti Europei

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  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Caligari Visualizza Messaggio
    Tratto da "Riferimenti critici al tradizionalismo evoliano" (I)
    di Matteo Galimberti

    [...] "Aleister Crowley e la tentazione della politica" (1999) di Marco Pasi è uno studio riguardante principalmente la figura dell’occultista inglese, ma viene preso in considerazione anche Evola, a proposito del rapporto che lega Crowley al tradizionalismo. Si rinnova in Pasi la comparazione tra Guénon e il tradizionalista italiano, in quanto sono divergenti le opinioni che entrambi ebbero riguardo Crowley. Guénon lo ritenne un agente della “controiniziazione”, un avversario della Tradizione, analogamente alla Società Teosofica di Madame Blavatsky. Inoltre non diede credibilità alcuna ai presunti poteri che l’artista inglese vantava di possedere: Crowley viene descritto come un personaggio ben poco raccomandabile. Ma è soprattutto un venditore di fumo e un imbroglione, più che il rappresentante di un qualunque potere occulto.
    Quel simpatico baffone di Guénon bollava tutti quelli fuori dalla sua cerchia come "controiniziati", appena usciti dai portoni grigi della grande muraglia... ncav:
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 22-03-10 alle 01:52

  5. #15
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    Molti dimenticano l'opera più importante di Crowley. A Crowley fu dettato dal Ministro di Horus "The Book of the Law", titolo originale Liber AL vel Legis, sub figura CCXX, as delivered by XCIII=418 to DCLXVI, che fu scritto in tre giorni mentre si trovava in uno stato di trance al Cairo. La voce proveniva da uno spirito di nome Aiwass (o Aiwaz).

    Buona parte del testo è composto da un cifrario numerico che lo stesso Crowley affermava di non essere in grado di decifrare.

    The Holograph Manuscript of Liber AL vel Legis

    The Book of the Law - Wikipedia, the free encyclopedia
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 22-03-10 alle 01:53
    "Se le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, le persone oneste devono fare lo stesso"
    (Lev Tolstoj)

  6. #16
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    Inutile dire che Aleister Crowley è il fulcro intorno al quale ruota il moderno esoterimo a livello mondiale.

    US Grand Lodge, OTO: Library
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 27-12-09 alle 03:17
    "Se le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, le persone oneste devono fare lo stesso"
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  7. #17
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    Sono andato a casa sua, a Cefalù, oltre ad aver letto numerosi suoi libri e traduzioni (soprattutto in materia di evocazione). Un Maestro.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 22-03-10 alle 01:54
    .

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    […] Anche per Crowley, come negli altri autori dell'occultismo, non troviamo una dottrina, un corpus ben definito di insegnamenti, ma piuttosto una miscellanea di elementi eterogenei, di credenze appartenenti a scuole variegate e marginalmente equiparabili. Si può omogeneizzare il caleidoscopio disciplinare della scuola thelemita sotto il nome di magia sexualis, ma a ben vedere al di là del medium orgiastico come strumento estatico per realizzare il superamento della coscienza ordinaria, il prodotto finale non sta in piedi. Vediamo perché:

    1) Crowley sincretizza nella sua dottrina, elementi estrapolati dalle discipline indiane (come il Tantra, e la sua deformazione della Via della Mano Sinistra), dai culti misterici dell'antica Grecia (come i riti dionisiaci ed orfici), e dal satanismo medioevale (il Sabba). Come abbiamo già detto, al di là della sessualità orgiastica, sono poche le affinità tra tutte queste pratiche. Ad esempio nel Tantra e nella Via della Mano Sinistra non si praticano rituali d'evocazione, al contrario che nel Satanismo dove il fine ultimo è di materializzare i demoni. Nei riti dionisiaci un altro potente medium estatico è la danza vorticosa e frenetica, che non si ritrova certamente nelle asana tantraliche. Inoltre nel Tantra, l'energia kundalinica viene controllata, incanalata, indirizzata, mentre nelle altre pratiche dionisiache e sabbatiche si cerca l'estasi furiosa che dissolva la coscienza nei flutti sensoriali. Ma anche i riti dionisiaci differiscono dai sabba diabolici. Questi ultimi si presentano come una parodia blasfema e manichea dei riti cristiani, mentre nei primi si tratta piuttosto di affermare, dire di si all'eccesso vitale, non di mettere in scena una dicotomia manichea (Cristo - Anticristo; Dio -Satana). Il satanismo ha bisogno per la sua stessa ragion d'essere del Dio buono e provvidente: guai, se quest'ultimo fosse contemporaneamente il principio del bene e del male, della felicità e della sofferenza.

    2) La famosa legge thelemica "Fai ciò che Vuoi sarà tutta la Legge", non può essere applicata unilateralmente alle pratiche di magia sexualis, perché se interpretata letteralmente deve lasciare libera la coscienza di seguire il proprio daimon, la propria vocazione particolaristica, e non costringere il sé in rituali che si pretende di etichettare come "liberatori". Questo soggettivismo volontaristico ("Fa ciò che Vuoi"), per la verità in Occidente non era nuovo nemmeno ai tempi di Crowley: se ne trovano echi in Sade, Fichte, Nietzsche. Quest'ultimo, però è meno grossolanamente materialista della Bestia: "Niente è vietato. Tutto è permesso". In altre parole, per Nietzsche, non vi sono negazioni, al di fuori della propria volontà "Volere libera". Mentre al contrario la scuola crowleyana dà per scontato che coattivamente si debba volere il negativo: la regressione orgiastica alla sublimazione della passione, il delitto e l'oltraggio all'etica e all'ordine, la dissoluzione estatica all'ascesi, ecc.

    Infatti, il seguito della legge crowleyana parla di Amore, "Amore è la Legge, amore sotto il dominio della volontà". Anche volendo sorvolare sulla riduzione coatta, molto freudiana, dell'amore alla libido, ci si potrebbe chiedere come è possibile conciliare la prima parte dell'enunciato, "Fai ciò che Vuoi sarà tutta la Legge", con la seconda, "amore sotto il dominio della volontà". Perché se la mia volontà deve diventare legge, devo essere libero di porre sotto il dominio della volontà, anziché l'amore orgiastico, la penitenza e la rinuncia monastica, ad esempio. In realtà Crowley dà per scontato che la liberazione delle pulsioni libidiche sia il vero fine dell'essere nel Mondo: come ho detto sopra, ricade all'interno di un orizzonte culturale superato, quello del freudismo (Jung darà tutt'altra connotazione alla libido). Crowley- ancor più degli altri seguaci della philosophia occulta, come Lévi e Papus- risente pesantemente della tentazione sincretista, caratteristica dell'Occultismo moderno. Infatti, il suo sincretismo non è tanto speculativo o culturale, quanto pragmatico: egli è talmente preso dalla frenesia che mette-in-pratica qualunque rituale gli capiti sottomano, o di cui abbia un qualche vago sentore. Crowley è al contempo il discendente dell'homo faber classico e l'antesignano del tecnocrate moderno. In lui, la volontà-di-fare subissa il ripiegamento spirituale nella contemplazione. Con nessun altro come con lui, si può costatare come l'occultismo sia un tipico prodotto della modernità. Infatti, l'insegnamento crowleyano non si è estinto, ma è coltivato e continuato anche da diverse scuole occultiste contemporanee (un paio delle quali dovrebbero operare ancora in Italia, almeno secondo le mie informazioni).
    Ammetto di non conoscere Crowley... Conosco, tuttavia, buona parte delle discipline di riferimento...
    Se la metà di quel che leggo sopra è vera, Crowley è tutto meno che un maestro...
    Probabilmente è un principiante del sentiero della mano sinistra...
    "Fai ciò che Vuoi sarà tutta la Legge"...
    "Amore sotto il dominio della volontà" onf: ... che assurdità!

    ... e, se non erro, le ultime parole che disse prima di morire furono "io sono perplesso"... come dovevasi dimostrare.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 22-03-10 alle 01:57
    Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Nostradamus Visualizza Messaggio
    Inutile dire che Aleister Crowley è il fulcro intorno al quale ruota il moderno esoterimo a livello mondiale.

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    Pienamente d'accordo.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 27-12-09 alle 03:18

  10. #20
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    Predefinito Riferimento: Aleister Crowley

    Interessante notare che, per la fisica quantistica moderna, il comportamento della materia a livello subatomico sembra conformarsi a quanto postulato da Aleister Crowley oltre un secolo fa.

    Nel suo "Magic in Theory and practice" precisa il concetto di Magia, fornendo la seguente sinossi:

    "Definizione: la Magia è la Scienza e l'Arte di causare il verificarsi di cambiamenti conformi alla Volontà.

    Teoremi:

    1) Ogni atto intenzionale è un atto magico.

    2) Ogni atto coronato da successo conferma il postulato.

    3) Ogni insuccesso prova che una o più delle richieste del postulato non sono state soddisfatte.

    4) Il primo requisito necessario per provocare qualsiasi cambiamento è la completa comprensione, qualitativa e quantitativa, delle condizioni.

    5) Il secondo requisito necessario per provocare qualsiasi cambiamento è la capacità pratica di mettere in azione le forze adatte.

    6) Ogni uomo e ogni donna è una stella.

    7) Ogni uomo, e ogni donna, segue un certo corso, dipendente in parte da se stesso, in parte dall'ambiente che per ciascuno è naturale e necessario. Chiunque sia forzato a seguire un certo corso , sia per mancata comprensione di se stesso, sia per opposizioni esterne, entra in conflitto con l'ordine dell'universo, e ne soffre conseguentemente.

    8) Un uomo la cui volontà cosciente sia in contrasto con la volontà vera, perde energie inutilmente. Non potrà mai sperare di influenzare in modo efficace il suo ambiente.

    9) Un uomo che segua la sua volontà vera, è assistito dall'inerzia dell'universo.

    10) La natura è un fenomeno continuo, anche se non sempre scorgiamo in qual modo le diverse cose siano fra loro connesse.

    11) La scienza ci mette in condizioni di sfruttare la continuità della natura mediante l'applicazione empirica di certi principi il cui interagire coinvolge diversi ordini di idee connesse l'una con l'atra secondo schemi che superano la nostra presente comprensione.

    12) L'uomo ignora la natura del suo stesso essere e dei suoi poteri. Anche l'idea che ha delle sue limitazioni è basata su esperienze del passato, ed ogni passo in avanti estende il suo dominio. Non vi e, di conseguenza, alcuna ragione di assegnare limiti teorici a ciò che egli potrebbe essere o potrebbe fare.

    13) Ogni uomo e piu o meno consapevole che la sua individualità comprende diversi ordini di esistenza, anche quando afferma che i suoi principi più sottili altro non siano che sintomi di mutamenti avvenuti nel suo veicolo più grossolano. Un concetto simile può essere applicato alla natura nella sua interezza.

    14) L'uomo è in grado di essere, e di usare, tutto ciò che percepisce, in quanto tutto ciò che percepisce è in un certo senso parte del suo stesso essere. Può perciò soggiogare alla sua volontà individuale tutto l'universo di cui è cosciente.

    15)Ogni forza dell'universo può essere trasformata in una forza di altro genere mediante l'impiego di mezzi idonei. È quindi a nostra disposizione una riserva di forze inesauribili.

    16) L'applicazione di una data forza influenza tutti gli ordini di esistenza relativi all'oggetto al quale è applicata,quale che sia, fra questi ordini, quello direttamente interessato.

    17) Un uomo può apprendere come usare qualsiasi forza per i propri scopi, traendo vantaggio dai teoremi esposti.

    18) Può attrarre in se qualsiasi forza dell'universo facendo di se un ricettacolo adatto ad essa, stabilendo con essa una connessione, e predisponendo condizioni tali che la natura della forza costringa a fluire verso di lui.

    19) L'uomo che si sente separato dall'universo e ad esso opposto, ne ostacola le correnti conduttive. Questo concetto lo isola.

    20) L'uomo può attrarre ed impiegare solo quelle forze che gli sono congeniali.

    21) Non vi sono limiti all'estendersi delle relazioni di qualunque uomo con l'universo nella sua essenza; infatti, non appena l'uomo diviene una cosa sola con l'universo, qualsiasi sistema di misura cessa di esistere, tuttavia, la sue capacità di utilizzare le forze universali sono limitate dai suoi poteri e capacità mentali, e dalle circostanze relative al
    suo ambiente umano.

    22) Ogni individuo è, essenzialmente, sufficiente a se stesso. Ma non soddisfa ancora se stesso sino a quando non ha stabilito la giusta relazione con l'universo.

    23) La magia è la scienza che comprende se stessi e le proprie condizioni. E l'arte dell'applicare all'azione questa comprensione.

    24) Ogni uomo ha l'inalienabile diritto di essere ciò che è.

    25) Ogni uomo deve fare della magia ogni volta che agisce o pensa. Il pensiero è infatti un atto interiore, la cui influenza infine si proietta sull'azione, anche se ciò può non avvenire istantaneamente.

    26) Ogni uomo ha un diritto: quello dell'autoconservazione, il diritto di completarsi sino alla fine.

    27) Ogni uomo dovrebbe fare della magia la nota centrale della sua vita. Dovrebbe impararne le leggi, e vivere secondo esse.

    28) Ogni uomo ha il diritto di compiere il proprio volere senza preoccuparsi se questo interferisce con quello degli altri; perchè se egli si trova al posto che gli è stato assegnato, è colpa degli altri se interferiscono con lui.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 22-03-10 alle 02:00
    "Se le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, le persone oneste devono fare lo stesso"
    (Lev Tolstoj)

 

 
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