
Originariamente Scritto da
Silvia
[…] Anche per Crowley, come negli altri autori dell'occultismo, non troviamo una dottrina, un corpus ben definito di insegnamenti, ma piuttosto una miscellanea di elementi eterogenei, di credenze appartenenti a scuole variegate e marginalmente equiparabili. Si può omogeneizzare il caleidoscopio disciplinare della scuola thelemita sotto il nome di magia sexualis, ma a ben vedere al di là del medium orgiastico come strumento estatico per realizzare il superamento della coscienza ordinaria, il prodotto finale non sta in piedi. Vediamo perché:
1) Crowley sincretizza nella sua dottrina, elementi estrapolati dalle discipline indiane (come il Tantra, e la sua deformazione della Via della Mano Sinistra), dai culti misterici dell'antica Grecia (come i riti dionisiaci ed orfici), e dal satanismo medioevale (il Sabba). Come abbiamo già detto, al di là della sessualità orgiastica, sono poche le affinità tra tutte queste pratiche. Ad esempio nel Tantra e nella Via della Mano Sinistra non si praticano rituali d'evocazione, al contrario che nel Satanismo dove il fine ultimo è di materializzare i demoni. Nei riti dionisiaci un altro potente medium estatico è la danza vorticosa e frenetica, che non si ritrova certamente nelle asana tantraliche. Inoltre nel Tantra, l'energia kundalinica viene controllata, incanalata, indirizzata, mentre nelle altre pratiche dionisiache e sabbatiche si cerca l'estasi furiosa che dissolva la coscienza nei flutti sensoriali. Ma anche i riti dionisiaci differiscono dai sabba diabolici. Questi ultimi si presentano come una parodia blasfema e manichea dei riti cristiani, mentre nei primi si tratta piuttosto di affermare, dire di si all'eccesso vitale, non di mettere in scena una dicotomia manichea (Cristo - Anticristo; Dio -Satana). Il satanismo ha bisogno per la sua stessa ragion d'essere del Dio buono e provvidente: guai, se quest'ultimo fosse contemporaneamente il principio del bene e del male, della felicità e della sofferenza.
2) La famosa legge thelemica "Fai ciò che Vuoi sarà tutta la Legge", non può essere applicata unilateralmente alle pratiche di magia sexualis, perché se interpretata letteralmente deve lasciare libera la coscienza di seguire il proprio daimon, la propria vocazione particolaristica, e non costringere il sé in rituali che si pretende di etichettare come "liberatori". Questo soggettivismo volontaristico ("Fa ciò che Vuoi"), per la verità in Occidente non era nuovo nemmeno ai tempi di Crowley: se ne trovano echi in Sade, Fichte, Nietzsche. Quest'ultimo, però è meno grossolanamente materialista della Bestia: "Niente è vietato. Tutto è permesso". In altre parole, per Nietzsche, non vi sono negazioni, al di fuori della propria volontà "Volere libera". Mentre al contrario la scuola crowleyana dà per scontato che coattivamente si debba volere il negativo: la regressione orgiastica alla sublimazione della passione, il delitto e l'oltraggio all'etica e all'ordine, la dissoluzione estatica all'ascesi, ecc.
Infatti, il seguito della legge crowleyana parla di Amore, "Amore è la Legge, amore sotto il dominio della volontà". Anche volendo sorvolare sulla riduzione coatta, molto freudiana, dell'amore alla libido, ci si potrebbe chiedere come è possibile conciliare la prima parte dell'enunciato, "Fai ciò che Vuoi sarà tutta la Legge", con la seconda, "amore sotto il dominio della volontà". Perché se la mia volontà deve diventare legge, devo essere libero di porre sotto il dominio della volontà, anziché l'amore orgiastico, la penitenza e la rinuncia monastica, ad esempio. In realtà Crowley dà per scontato che la liberazione delle pulsioni libidiche sia il vero fine dell'essere nel Mondo: come ho detto sopra, ricade all'interno di un orizzonte culturale superato, quello del freudismo (Jung darà tutt'altra connotazione alla libido). Crowley- ancor più degli altri seguaci della philosophia occulta, come Lévi e Papus- risente pesantemente della tentazione sincretista, caratteristica dell'Occultismo moderno. Infatti, il suo sincretismo non è tanto speculativo o culturale, quanto pragmatico: egli è talmente preso dalla frenesia che mette-in-pratica qualunque rituale gli capiti sottomano, o di cui abbia un qualche vago sentore. Crowley è al contempo il discendente dell'homo faber classico e l'antesignano del tecnocrate moderno. In lui, la volontà-di-fare subissa il ripiegamento spirituale nella contemplazione. Con nessun altro come con lui, si può costatare come l'occultismo sia un tipico prodotto della modernità. Infatti, l'insegnamento crowleyano non si è estinto, ma è coltivato e continuato anche da diverse scuole occultiste contemporanee (un paio delle quali dovrebbero operare ancora in Italia, almeno secondo le mie informazioni).