"Non vaccino mia figlia perché il vaccino non è una religione ma una medicina. Quando prendi una medicina valuti il rapporto tra rischio e beneficio. La possibilità di morire per un ragazzo tra zero e 19 anni è la stessa di morire per un fulmine. Il vaccino non ferma il contagio quindi non mi vaccino per gli altri". Così la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ospite di 30 minuti al Massimo, talk show di Massimo Giannini disponibile sul sito de La Stampa.
Ora io da queste parole traggo l'impressione che ho sempre avuto di questa signora cioè che sia una che qualche volta, quando secondo me non pesa bene quello che dice, gli scappa la verità circa il suo pensiero. Mi riferisco a quella parte della frase che dice "Il vaccino non ferma il contagio quindi non mi vaccino per gli altri" che dimostra ampiamente come madame meloni si senta coinvolta in quella che si chiama società. Ci sarebbe già da obiettare sulla sua decisione di non vaccinare la sua bambina, perchè le parole che ha deto per giustificare questo suo errore non sono intellligenti perchè lei non può arrogarsi il diritto di dire "Non vaccino mia figlia perché il vaccino non è una religione ma una medicina. Quando prendi una medicina valuti il rapporto tra rischio e beneficio" in quanto non mi sembra sia laureata in medicina (per la verità non è laureata in niente) e poi io credo che una religione si può scegliere, che non è un obbligo sociale, ma un cosniglio fermo della Scienza no.
Ma lasciamo perdere e andiamo al nocciolo di quel che vorrei dire.
A me la signora meloni non sta simpatica. A me quello che ha detto la signora meloni in quell'intervista a Massimo Giannini non è piaciuto. Non mi è piaciuto politicamente ma non perchè lei è di Destra (anche se continua a definirsi di Centro-Destra quasi come avesse vergogna di presentarsi per quello che è realmente) ma perchè non mi è piaciuto quello che ha detto. Ma questo lo commenterò magari più avanti.
Quello che voglio dire è che anche se non mi è piaciuto non scadrei mai nell'insulto versso chi troverà invece le sue parole come cadute dal cielo e io che le critico uno da insultare. Percè è questo che voglio dire: per quale motivo uno chge scrive il suo pensiero magari opposto al nostro deve essere definito p-idiota? per esempio. Oppure ac-coglione? Cosa ci guadagna in termini di intelligenbza espressa uno che usa questi termini verso un altro? E chi ti scrive "sei vecchio cosa vuoi?" forse convin to che se uno è intelligente o colto da giovane da vecchio deve diventare per forza ignorante e imbecille? E se uno già da giovane è incolto e stupido allora da vecchio cosad diventerà^
Voglio dire che nei dialoghi tra forumisti si dovrebbe avere maggior rispetto, perchè mancare di rispetto a un altro vuol dire anche mancarlo a se stessi.
Dice: ma tu spesso descrivi la meloni come una pescivendola mancata, quindi insulti. Non facciamo confusionee: io esprimo la mia idea su un PERSONAGGIO PUBBLICO. Così come la meloni nell'intervista ha detto che Speranza è un incapace, ed è un suo diritto dirlo, io ho a mia volta il diritto di dire che per me lei è una bancarellara mancata. Non per questo chi la ama si deve sentire in diritto di insultarmi.
Amen




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