
Originariamente Scritto da
Gigi Landi
Oppositori a processo
Ci sono invece due altri aspetti che ci hanno fatto scoprire uno Zelensky che, dietro le battute e le pose da uomo di spettacolo, sa sfoggiare zanne d’acciaio. Da un lato, il comico-Presidente ha pian piano eliminato tutti coloro che potevano dargli fastidio. Ha liquidato i ministri della vecchia guardia, primo fra tutti il potente ministro degli Interni Avakov. Ha pensionato di brutto il presidente della Corte Costituzionale che frenava le sue leggi. Ha chiuso sette canali televisivi di opposizione. Ha messo agli arresti, accusandolo di tradimento, Viktor Medvedcuk, filorusso ma soprattutto leader di Blocco di opposizione-Per la vita, il secondo partito del parlamento ucraino dopo il suo Servo del Popolo.
Sta processando, sempre per tradimento, l’ex presidente Poroshenko, che di tutto era sospettabile tranne che di intendersela con i russi o con i loro amici. Il sindaco di Kiev, il popolare ex campione del mondo di pugilato Vitaly Klitchko, è già finito nel mirino di alcune perquisizioni. Insomma, Zelensky sembra voler fare piazza pulita di chiunque non sia allineato alla sua politica.
E poi c’è il nazionalismo. Niente da dire, bisogna amare la patria. Ma il buon Zelensky, che era diventato presidente con intenti pacificatori e moderatori,
sembra un po’ troppo incline a compiacere le corpose frange del nazionalismo di estrema destra, in qualche caso addirittura filo-nazista, che ha il potere di condizionare la politica nazionale. Gli uomini della destra sono ben inseriti nelle Forze di difesa territoriale (25 brigate per 130 mila uomini, una specie di milizia che deve affiancare l’esercito regolare) e addirittura in ruoli istituzionali delicati. Nessuno si sogna di vietare le loro marce o le manifestazioni dove si vedono simboli odiosi, non perché anti-russi ma perché tesi a esaltare gruppi e uomini che, ai tempi, collaborarono con le truppe naziste e con le SS. Anche in questo caso: si tratta di forze che non possono essere ignorate, perché hanno un seguito nel Paese e perché si sono guadagnate rispetto, dal punto di vista ucraino, partecipando ai sommovimenti dell’Euromaidan nel 2014 e combattendo nel Donbass. Ma tra “non ignorare” e “blandire” corre ancora una certa differenza.
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