

Ultima modifica di Strapaesano; 18-10-10 alle 15:59
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)


L' essere emarginati da un sistema se non si condividono i suoi schemi e si dimostra apertamente questa discordia è del tutto normale. Anche nel nostro sistema determinate categorie umane resterebbero magari tollerate ma comunque ai margini.
Io di stare a pieno dentro questa società non mi va, se sono un pò emarginato è perchè a fare come altri non ci riesco, non mi ci riconoscerei, non sarei più io. Per stare nell' ingranaggio dovrei rincoglionirmi.
Sono io il primo a selezionare e a rifiutare, pur non negando il cavalleresco rispetto.


L'ignoranza.
Per me è l'origine di ogni male. E non parlo dell'ignoranza "scolastica": il laureato è meno ignorante di uno con la quinta elementare.
Parlo di ignoranza di vita, che è ad un tempo ignoranza politica e sociale.
Questo tipo di ignoranza è gravissima perchè è volontaria: oggi TUTTI possono sapere, conoscere, informarsi, e nel loro piccolo agire per cambiare le cose. Chi non lo fa è perchè NON VUOLE farlo.
Mentre l'ignoranza scolastica può essere dovuta a fattori esterni (esempio, uno deve lasciare la scuola per andare a lavorare), l'ingoranza politica e sociale è tutta interna al soggetto.
"Non è la fame, ma l'ignoranza che uccide"


A me fanno ribrezzo tante cose: la gente vile che sta coi forti contro i deboli,i pseudorivoluzionari con il SUV,la villa al mare e 8 avvocati(tratto da una storia vera),chi si droga,i panzoni che non fanno sport,i fannulloni e via dicendo.






Uno: non ho detto di cambiare il mondo, ma di lavorare per cambiare le cose nel proprio piccolo.
Due: immagino che se uno sa, conosce, si informa, frequenta gente, partecipa a riunioni, assemblee, dibattiti, cortei, manifestazioni, iniziative... si rende conto di quanto schifo c'è in giro e reagisce oppure accetta lo status quo.



