Caro Scipione, non devi fare a me questa domanda,...la devi fare ai redattori delle Ed. Paoline.
Ho avuto tra le mani uno di questi libri decenni fa, e il paragrafo non c'era.
Non so se le nuove ristampe lo contengano e francamente non mi interessa.
Comunque a vostro beneficio posto un'altra traduzione dove alcuni vocaboli sono diversi:
6.8 Signore ti amo: non ne ho alcun dubbio. Hai colpito il mio cuore con la tua parola, e io ti ho amato. Ma anche il cielo e la terra e quel che sta in cielo e in terra mi dicono di amarti, e non smettono di ripeterlo a tutti gli uomini, “perché non abbiano scuse”.19 Avrai misericordia più profonda verso chi l’ha già sperimentata, e userai maggiore misericordia con colui verso il quale sei già stato misericordioso. Altrimenti il cielo e la terra ripeterebbero le tue lodi a dei sordi. Ma chi amo, quando amo il mio Dio? Non la bellezza del corpo, non la grazia dell’età, non un brillare di luce terrena, che piace a questi occhi, non dolci melodie e canti di ogni genere o profumi di fiori, unguenti, aromi, non la manna e il miele, non corpi pronti agli amplessi. No, niente di queste cose io amo quando amo Dio. E tuttavia quando ti amo, amo per così dire una luce, una voce, un profumo, un cibo: una luce, una voce, un profumo, un cibo, un amplesso dell’uomo interiore che è in me, là dove risplende sulla mia anima una luce che non è limitata da nessuno spazio, dove risuona una voce che non è smorzata dal tempo, dove c’è profumo che il vento non disperde, dove c’è gusto e sapore che la voracità non diminuisce, dove la sazietà non scioglie l’amplesso dei corpi. Questo amo, quando amo il mio Dio.
S.Teresa e S.Agostino stanno parlando esattamente della stessa esperienza.
L'essere umano cerca esteriormente, la bella musica, i bei colori, il buon cibo, l'amore. EPPURE tutte queste cose che desidera nella materia sono già disponibili dentro di sè.
Chi ha orecchi per intendere, intenda...







Rispondi Citando

