
Originariamente Scritto da
cireno
John Joseph Mearsheimer è un politologo americano studioso di relazioni internazionali, che appartiene alla scuola di pensiero realista. È professore di servizio distinto di R. Wendell Harrison presso l'Università di Chicago. È stato descritto come il realista più influente della sua generazione.
Perché cito questo professore americano? Perché mi piacerebbe che chi prende posizione, sulla guerra in Ucraina, pro o contro, sappia almeno di cosa sta parlando, quando parla o scrive.
Nell’articolo Why the Ukraine Crisis is the West’s Fault apparso nel 2014 su Foreign Affairs, lui ricostruisce tutti gli avvenimenti e giunge alla conclusione che il conflitto in Ucraina è stato generato dall’aggressività dell’Occidente. Mearsheimer in questo articolo ha scritto che gli Stati Uniti e i loro alleati, nonostante abbiano accresciuto la propria quota di potere mondiale dopo la dissoluzione dell’Urss, non intendono arrestare l’avanzata. Al contrario cercano di approfittare di tutte le occasioni per espandersi senza sosta.
L’Ucraina, un tempo sotto il dominio di Mosca, si era trasformata in una sorta di Stato cuscinetto e godeva di buone relazioni con l’UE e con la Russia. E questo al blocco occidentale non andava bene e quindi ecco svilupparsi una politica aggressiva per favorire la caduta di Viktor Janukovich e sostituirlo con un presidente filo occidentale che, dopo alterne vicende, si è trovato in Petro Porosenko, leader anti-russo e assertore dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato.
Ora io non voglio discutere sulle parole del più grande politologo americano e rimango sulla mia linea generale che vuole che Putin e a Russia avessero le loro buone ragioni che hanno perso al momento che sono entrati con i tanks in Ucraina.
Non voglio discutere ma voglio solo evidenziare che questa guerra è nata anche per l’interesse di chi l’ha voluta “là in alto” e chi l’ha voluta l’ha voluta là in alto non è stata certo l’Unione Europea, che si è trovata a essere il famoso vaso di coccio in mezzo a due martelli agitati.
Perché, come spero tutti si siano resi conto, a parte l’Ucraina che dovrà lavorare almeno un decennio per ricostruirsi, l’Europa sta pagando un prezzo troppo alto, e questo prezzo si alzerà sempre di più se continueremo a rifornire di armi Zelensky. Perché la strada da percorrere, e qui l’UE si deve imporre, è quella di arrivare a sedersi intorno a un tavolo e trovare la soluzione.
Un tavolo dove ci saranno gli ucraini, i russi, e quelli dell’UE: niente americani, niente inglesi, ovviamente.