Quanti sono in Italia gli edifici che non rispettano le normative antisismiche?
In Italia, secondo i dati del Censimento Istat della popolazione e delle abitazioni 2011, risultano 12.187.698 edifici adibiti ad uso residenziale per 31.208.161 abitazioni.
Di queste una quota significativa (il 53,7%), pari a circa 16,5 milioni di unità, hanno più di 40 anni (essendo state costruite prima del 1970); un ulteriore 31% è stato edificato nel ventennio successivo (1971-1990) e il 7,4% nel periodo 1991-2000. Tra il 2001 e il 2011 è stato edificato il restante 7,9% del patrimonio abitativo.
Si tratta, pertanto, di un patrimonio edilizio vetusto e per una quota rilevante (circa il 70% dei fabbricati) costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (1974).
volevo anche aggiungere alcune considerazioni importanti.
La prima considerazione è questa:
Non bisogna considerare che una casa antisismica possa reggere a qualunque terremoto.
In pratica la normativa dice questo (sto ovviamento semplificando il discorso):
"La casa che viene costruita in questo posto, dovrà reggere almeno ad un terremoto di un certo livello X"
Ma non è detto che ci possa essere un terremoto che è di un livello notevolmente superiore a questo livello X e quindi possa far crollare qualsiasi casa, anche quelle antisismiche.
Ci sono tante case antisismiche che sono state distrutte dai terremoti.
https://www.repubblica.it/cronaca/20...sso-165569913/
"...Qui sono aperte sei inchieste. Cinque riguardano le aree pubbliche dove ci sono stati morti: le case Ater di Piazza Sagnotti certificate antisismiche nel 1985, un immobile in corso Umberto I al civico 83, il convento delle suore il cui crollo causò sei vittime, un bed and breakfast e l’Hotel Roma. A queste si aggiunge l’indagine sulla scuola Capranica, crollata nonostante i lavori di ripristino antisismico ..."
Considera anche questo. C'era una casa antisismica, ma era posizionata vicino ad un campanile.
Il campanile, per il terremoto, è crollato sopra la casa uccidendo tutte le persone che abitavano nella casa antisismica.
Diciamo che il problema non è soltanto l' "anzianità" della casa, ma anche altre caratteristiche. Ad esempio quanti piani ha. Se la casa si sviluppa soltanto in due piani, il problema dovrebbe essere minore che se si sviluppa in tanti piani.
E poi anche la tipologia costruttiva dei materiali.
Le case costruite in pietra sono molto più pericolose delle case in muratura, ma non c'è un problema di anzianità. Non sono soggette a degradarsi strutturalmente con gli anni.
Le case in calcestruzzo, iniziano ad essere pericolose dopo diversi decenni della costruzione. Per i primi 50 anni non ci sono particolari problemi, ma poi bisogna fare manutenzione oppure occorre demolire e ricostruire di nuovo.
https://www.linkiesta.it/2016/08/i-t...-puo-crollare/
Di fronte alla devastazione di Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto colpite dal terremoto della notte del 23 agosto in molti si sono chiesti perché eventi del genere, anche dopo i recenti sismi dell’Aquilia e dell’Emilia Romagna, siano ancora possibili. Alla ricerca di una risposta, in molti hanno puntato il dito contro le normative antisismiche. O meglio, contro il mancato adeguamento degli edifici ai criteri «per costruire una struttura in modo da ridurre la sua tendenza a subire un danno, in seguito ad un evento sismico». Eppure, la scuola di Amatrice, ristrutturata nel 2012 seguendo tali indicazioni è crollata e la domanda è diventata un’altra: com’è possibile che un edificio antisismico si sbricioli a quel modo? Sul caso specifico sono già partite le indagini della magistratura, mentre al quesito generale ha dato una risposta l’ingegnere Massimo Forni, Responsabile Unità Tecnica Ingegneria Sismica dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile).
La normativa antisismica è un insieme di criteri «per costruire una struttura in modo da ridurre la sua tendenza a subire un danno, in seguito ad un evento sismico». Eppure, la scuola di Amatrice, ristrutturata nel 2012 seguendo tali indicazioni è crollata e la domanda è diventata: com’è possibile che un edificio antisismico si sbricioli a quel modo?
«Innanzitutto dobbiamo definire cosa sia un edificio antisismico – spiega Forni a Linkiesta.it – Per esempio, un edificio definito agibile non vuol dire che sia antisismico. Inoltre, se un edificio è stato costruito negli anni Ottanta secondo la normativa allora vigente, non significa che sia antisismico nel 2016». In generale, comunque, si definisce antisismico quell’edificio che, durante un terremoto, può danneggiarsi così tanto da rischiare il crollo ma riesce a resistere permettendo così agli occupanti di mettersi in salvo. Ma se questo non succede, qual è il motivo? «Non ce n’è solo uno e, al netto del dolo, possono essere tre le ragioni di qusta eventualità: un’errata progettazione, un’errata realizzazione o un evento sismico che supera i livelli previsti per quella zona in fase di progettazione».
Rimane sempre valida la regola per cui non si può prevedere completamente, a livello scientifico, quando e dove accadrà un terremoto. Ma grazie agli studi portati avanti dalle varie autorità scientifiche italiane è possibile stilare una mappa di pericolosità che divide la Penisola a seconda dell’esposizione di una determinata area a questo particolare rischio. «Ammetto che si tratti di un concetto difficile da capire – riconosce Forni – In ogni caso, in fase preliminare si assume quello che si chiama “spettro di progetto”. Ossia, l’insieme di caratteristiche che potrebbe avere un terremoto qualora si verificasse in quella determinata zona». Per esempio, la sua frequenza (o detto in altri termini, la ripetizione delle scosse in un certo intervallo di tempo) e l’ampiezza massima dell’accelerazione (il cui picco è 0,35 g nelle zone maggiormente sismiche). «Io abito in Emilia, a pochi chilometri dall’epicentro del 2012. Ecco, allora la frequenza del terremoto è risultata molto più elevata rispetto a quella prevista dallo spettro di progetto determinado così un danno non calcolabile». In ogni caso, si tratta sempre di un errore umano. Non fosse altro perché il rischio zero non esiste e la certezza scientifica ha sempre un grado di approssimazione. Quello che permette un processo di revisione e miglioramento costanti.
«Al netto del dolo, possono essere tre le ragioni che determinano il crollo di un edificio antisismico: un’errata progettazione, un’errata realizzazione o un evento sismico che supera i livelli previsti per quella zona in fase di progettazione»
Non c’è quindi il rischio che la costruzione o l’adeguamento alle normative antisismiche si trasformi in una continua rincorsa ai nuovi standard? «Succede. Anche se le normative non cambiano così repentinamente. Per esempio, a seguito del terremoto dell’Irpinia è cambiata la classificazione sismica di Napoli tanto che un grosso centro polifunzionale a Soccavo è stato abbandonato per più di vent’anni. Solo l’evoluzione della tecnologia degli isolatori sismici, di cui peraltro io mi occupo come settore di competenza, ha poi permesso di adeguare la struttura». Poi ci sono i casi di quegli edifici vecchi 50, 60 o 70 anni – costruiti prima dell’entrata in vigore della legge sulla classificazione sismica del 1974, successivamente rinnovata – che nonostante il terremoto reggono il colpo. Come spiegarlo? «Solitamente si tratta di edifici dalla forma semplice – risponde Forni – per esempio quelle case contadine, quadrate, con il tetto in legno e fatte a regola d’arte. D’altronde, una delle regole base della costruzione antisismica è quella di rimanere più vicini possibili alla forma cubica. Tanto più ce ne se allontano, tanto più è difficile rendere antisismica la struttura»
https://www.impresedilinews.it/terre...tito-al-sisma/
Terremoto del Centro Italia: la casa in muratura che ha resistito al sisma
Sono state raccolte due testimonianze particolarmente significative relative agli eventi sismici del centro Italia. La prima è una coinvolgente intervista ad un cittadino di Amatrice che ricorda come ha vissuto il terremoto dell’agosto 2016. Segue, il racconto dell’esperienza, non solo professionale, di un ingegnere impegnato nelle verifiche di agibilità delle costruzioni nel cratere sismico.
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Un’azienda associata Andil ha condiviso con noi una bellissima lettera che lei ha inviato per complimentarsi con quest’ultima in quanto la sua abitazione, costruita 18 anni fa con blocchi portanti,è l’unica rimasta in piedi ad Amatrice dopo quel devastante terremoto.





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