



Ragazzi, non riesco a capire perché vi dia così fastidio il fatto che io vorrei di avere una casa mia.
È un desidero sano, tutti vogliono avere una casa, anche perché serve.
Non è un lusso.
Non faccio un torto a nessuno, non tolgo il pane di bocca a nessuno, non faccio diventare più povero nessuno.
Una casa mia la sogno da quando ero piccola.
Sogno una casa, una cosa assolutamente necessaria, mica sogno un yacht, un aereo privato o un collier di diamanti.
Sogno una casa piccola, senza fronzoli, non di lusso.
Non sono in grado di comprarla.
Se riuscissi ad averla con l’aiuto delle persone cosa ci sarebbe di male?
Non sareste contente per me?
Beh, io sì, sarei contentissima se grazie anche al mio contributo una persona, anche sconosciuta, riuscissi a far avverare il suo sogno.
Se riuscissero ad avverare il mio avrebbero la mia gratitudine immensa, il che è positivo.
Da parte mia anch’io parteciperei alla raccolta di fondi per realizzare i sogni altrui.
Per la decima volta: io la casa non riesco a comprarla, costa troppo, troppissimo.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


la critica non mi pare rivolta al desiderio della casa, ma alle modalità con cui vorresti racimolare la somma necessaria
Garante del tessuto democratico del Paese


Perdonami, ma al di là dell'assurdità della richiesta, tu non ti accontenti di una casa qualsiasi. Tu vuoi una casa a Vienna, dove ti spennano, mica a Vergate sul Membro dove magari per avere un appartamento della stessa metratura spenderesti mille volte meno.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Quale modalità andrebbe bene per comprare la casa?
Il mio modo è onesto.
Ho spiegato tutto per il filo e per il segno, non ho mentito, non inventato nulla, non ho detto che vorrei una villa, non ho detto che qualcuno mi deve qualcosa.
Se uno vuole /si sente di contribuire, ok, se no, non importa.
Ripeto: non conosco nessun altro modo per avere la casa.
Se altri modi ci sarebbero, li avrei presi in considerazione.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Malandrina, ma tu ti accontenteresti di una casa/cosa qualsiasi?
Credo proprio di no.
Sono stata onesta.
Ho detto che sogno una casa a Vienna e ho spiegato i motivi, tutti validissimi.
Perché dovrei dire che sogno una casa a Vergate sul Membro?
Io conosco Vienna, posso trovare un lavoro e mantenermi.
Cosa farei a Vergate sul Membro?
Se avessi una casa mia non avrei questi pensieri costanti “devo pagare l’affitto, non posso permettermi questo ( cibo, scarpe ecc) perché devo pagare l’affitto, se mi sfrattano dove vado, cosa faccio, dove dormo, se mi aumentano l’affitto come arrivo a fine mese, se si rompe qualcosa non posso comprarlo perché devo pagare l’affitto”.
Io di questo affitto penso da tutta la vita.
Sono andata via dall’Austria perché non sarei riuscita ( credo ) a pagare l'affitto.
Se avessi una casa mia, sarei rimasta in Austria.
Dimmi, quale fastidio ti avrei dato se fossi rimasta in Austria?
Ma poi, non riesco a capire, perché ti dà così tanto fastidio dove vorrei avere la casa.
Se tu volessi avere una casa in Spagna, Monaco, New York, Tokyo, Amsterdam ecc per me non farebbe alcuna differenza se tu la volessi comprare a Milano, Ancona, Roma, Trieste o Cagliari.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”




Immagino tu desiderassi comprarti una casa anche 25 o 30 anni fa ma hai legittimamente scelto di non lavorare e di fare la mamma e la casalinga. Che ora tu voglia contare sull'aiuto di perfetti sconosciuti per realizzare il tuo sogno mi sembra un po' eccessivo e anche un po' irrispettoso verso chi, invece, si è fatto il mazzo tanto per pagare le rate di un mutuo.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Non ho scelto nulla.
Io volevo lavorare, ma nel paese il lavoro non c’era.
34 anni fa il paese non era come è adesso.
Quale lavoro avrei potuto fare? Pulizie?
Non avevo alcuna esperienza, non conoscevo i detersivi, la mia casa era piccola, 42m2 in tutto per tre persone.
C’è da dire che la gente era molto diffidente verso gli stranieri.
I primi due anni sono stati molto difficili per me, non avrei potuto lavorare comunque.
Poi sono rimasta incinta, ho avuto la bambina, stavo con lei e facevo lavori in casa.
Quando mia figlia è cresciuta un po’ ho trovato dei piccoli lavoretti da fare.
Cos’altro potevo fare?
Ho fatto degli errori, lo ammetto.
Avrei dovuto fare qualche corso professionale, ma sinceramente non mi è venuto in mente, forse pensavo che fossi troppo vecchia per fare i corsi con i giovani.
Poi ho fatto un corso oss, l’ho finito con il 95/100, ho trovato subito un lavoro, ancor prima di fare gli esami finali, ho lavorato per un anno e mezzo, ma ho dovuto smettere per i problemi famigliari.
Dopo ho continuato con i lavoretti piccoli, quando c’erano.
Forse avrei dovuto fare altre cose, ma non avendo un’istruzione alta cosa avrei potuto fare?
Invece a me no.
Tu non sei costretta ad aiutarmi a realizzare il mio sogno.
Cosa significa “perfetti sconosciuti”?
Tutti siamo/eravamo dei perfetti sconosciuti, ma se ti servissero soldi per comprare la casa al mare o una barca, o per far studiare tua figlia in America o per trasferirti in Giappone, io contribuirei con gioia, perché mi sarebbe piaciuto far parte di chi ha contribuito a realizzare il tuo sogno.
Cioè, io adesso dovrei pagare per gli errori che ho commesso quando avevo 23 anni?
Sembra che abbia fatto un torto a qualcuno, derubato o altro.
Anche i carcerati hanno una seconda chance.
Io non ho detto che voglio vivere di rendita o che vorrei che uno mi invii denaro ogni mese.
Ho detto che sogno una casa e che senza aiuto esterno non potrei mai averla.
Se avessi la casa, sarei molto più serena, non ci sarebbe più il problema dell’affitto e la paura di non riuscire a pagarlo.
Mi troverei un lavoro.
Malandrina, il tuo “ma perché io devo” è una specie di principio, credo che questo principio valga solo per me, nei confronti degli altri non saresti così puntigliosa e rigorosa.
Ripeto: non mi devi nulla.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”