Per prima cosa partire dal presupposto che non tutte le proteste locali sono uguali.
Quindi inizierei a dividerle fra quelle che sono da condividere e appoggiare in toto (ad esempio quella dei pastori sardi) e quelle che nascono invece da due ragioni contrapposte, quelle locali contro quelle dello Stato.
Per quanto concerne le seconde (fra cui ci metto anche la TAV in Val di Susa), penso che un movimento "antisistema" (uso il termine che hai usato tu, anche se non mi piace più di tanto) dovrebbe ritagliarsi un ruolo di mediazione tra gli interessi dei locali e l'Interesse Nazionale, per arrivare a soluzioni condivise che sappiano per quanto possibile tutelare entrambe le parti in causa (ovviamente senza scadere in egoismi localistici anti-nazionali o nella sindrome da NIMBY).





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