



Che se Vauro e Travaglio(o altri) smettono di parlare e far satira sul perchè è in cassaintegrazione, l'operaio non se lo fila più nessuno(dato che al popolo delle schifosità, non frega assolutamente nulla, anzi per loro dovrebbero togliere anche la CIG perchè è illiberale)..


Allora... stasera c'è la conferma: PIERO SANSONETTI non è mai stato una persona di sinistra.
A questo punto sorgono serissimi dubbi anche su FAUSTO BERTINOTTI... che l'ha fortemente voluto come direttore di Liberazione...
Ultima modifica di stefaboy; 21-10-10 alle 22:45
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)




Ultima modifica di Crack!; 21-10-10 alle 22:47
Fermate l'Italia, voglio scendere.




ecco la risposta di questo essere che non riesco neppure a definire uomo, PIERO SANSONETTI:
Un po' d'ordine. Lucio Musolino, giornalista 27enne di Calabria Ora, viene licenziato via fax da Calabria Ora. La sua è una vita piuttosto turbolenta: minacciato nell'agosto scorso, gli intimano di lasciare Reggio. Cosa che non fa, e lo costringe a vivere sotto sorveglianza delle forze dell'ordine. Sono questi i mesi in cui fa i nomi di consiglieri comunali e regionali emersi in alcune inchieste di mafia.
Ma non solo: fra i suoi racconti, spicca quello del pranzo organizzato da imprenditori sospetti, poi arrestati per mafia, al quale avrebbe preso parte anche il governatore Scopelliti. Poi scontri in redazione, presunte censure, la querela per aver accostato l'allontanamento dalla redazione reggina alle richieste della 'ndrangheta, e tanti saluti.
Piero Sansonetti, penna nota della sinistra, è direttore del quotidiano cosentino. E scarica ogni addebito: raggiunto dal Fatto Quotidiano spiega che questo "Musolino lo conosco a stento e non so nulla del suo licenziamento. L'hanno fatto gli editori e forse avevano i loro buoni motivi. Io non firmo licenziamenti, sia chiaro. Certo, volevo trasferirlo, ma poi il cdr si è opposto e ho lasciato perdere. Poi questo Musolino è andato in giro dicendo che così favorivo la mafia".
Non licenzia, dice. Valigia Blu, il sito-vedetta autonomo sull'indipendenza giornalistica, mette in piedi alcuni interrogativi in una lettera aperta indirizzata proprio all'ex direttore di Liberazione. "Caro Piero", si legge, "[...] Chi svolge certi lavori come il tuo dovrebbe impegnarsi il più possibile per essere al di sopra di ogni sospetto, soprattutto quando sono licenziati giornalisti che hanno subito minacce di morte per l'impegno contro la 'ndrangheta. E me lo aspettavo, un simile impegno, anche perché nella puntata di Porta a Porta si stava parlando di Anno Zero, trasmissione in cui Musolino aveva parlato delle sue inchieste sulla 'ndranghera, e sulle collusioni tra 'ndrangheta e politica in Calabria".
"Una presenza, quella di Musolino ad Anno Zero, contro la quale ti sei schierato in prima persona, nei giorni seguenti, criticando il contenuto delle dichiarazioni: una posizione che, lasciatelo dire, è apparsa strana, poiché Musolino in tv non ha detto nulla che non avesse già scritto, e quando ha parlato delle frequentazioni assai sospette e gravi del Presidente della Calabria Scopelliti, ha citato un'informativa dei Ros (mica il blog di compare Turiddu)".
Continua la lettera: "Tu hai scritto, il giorno dopo che Scopelliti ha annunciato querela a Musolino, che si "può fare antimafia senza essere forcaioli" e che "si può combattere la mafia solo se si resta garantisti". Io non vedo garantismo in una simile frase e in certe tue posizioni, io ci vedo un direttore che non difende un giornalista che è esposto, che è vulnerabile, che ha subito minacce e, forse, vive nello stesso quartiere di chi quella minaccia l'ha eseguita materialmente ed è pronto ad obbedire ad ordini ancora più gravi".
"[...] Piero, è ora che tu prenda una posizione chiara sul licenziamento di Musolino, e questa posizione non può stare dietro il fatto che a licenziarlo è stato l'editore, e non il direttore, né può stare dietro l'interpretazione della "giusta causa di licenziamento" in un contratto. Sei direttore, non deve essere un cittadino a ricordarti quelle che dovrebbero essere le tue responsabilità civili, il fatto che ciò stia accadendo è già una vittoria delle logiche di cui si nutre la mafia".
La lettera poi si chiude con le dichiarazioni rilasciate dallo stesso giornalista all'indomani dell'insediamento a Calabria Ora, parole che puntano su specchiata e indubbia indipendenza di direttore e testata. Ecco, il punto è: se Sansonetti non ha idea di chi sia, questo Musolino, e addossa la responsabilità del licenziamento agli editori, perché non è stata presa alcuna posizione, a riguardo? E' vero quanto viene chiesto nella lettera: è il caso di sentirlo, Sansonetti, da direttore.
Perché la storia porta a due strade: o l'indipendenza della sua gestione ne esce compromessa, con la trombetta sul naso e il cappello con l'elica, per non aver avuto voce in capitolo - scavalcato - sull'allontanamento di uno dei suoi; oppure la sua è stata parte attiva - o quantomeno cosciente - in scena. Magari per cento e sei motivi diversi, magari per il motivo numero cento sette di cui lo accusa Musolino. Ma è il caso di spiegare:busta 1 o 2?
VERGOGNATI SANSONETTI!
Ultima modifica di stefaboy; 21-10-10 alle 22:53
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Saviano Roberto,giornalista e scrittore, i suoi libri sono pubblicati da Mondadori
Come secondo lavoro (che frutta soldi) ha pensato di parlare male di Berlusconi, ei si;parlare male di Berlusconi si fa audience e si guadagna bei soldini......furbo il nostro ragazzo!!!!!
Speriamo che il seguito di Gomorra sarà Sodoma
"Non seguire l'ombra, ma fa' che l'ombra segua te."
-------------------------------------------------------------
Con tutti accenti strani che avette per me e o è sono uguali
La mia lingua e romeno


Gran pezzo di gnocca la Innocenzi.
Radicale, ovvio.. Belli e intelligenti
Ultima modifica di hidetoshi777; 21-10-10 alle 22:53


Vedere qui persone che tifano per gli ingaggi di Santoro o Saviano , mi fa venire in mente le serve di una volta , che si raccontavano estasiaste fra di loro dei vestiti delle padrone , o che raccontavano quello che gli avevano detto sui viaggi che avevano fatto.
E quelle serve , tutte contente che le padrone avessero così bei vestiti e avessero fatto così fantastici viaggi.....
Appunto : serve
Bella gente , ma non lo capite che anche i Santoro e i Saviano sono comunque una casta ?
Pensate , l'ho capito persino io.....:sofico:
Ultima modifica di Watson; 21-10-10 alle 22:56