

When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


Mi piacerebbe essere il Toy boy della Timoshenko




Ma cosa dici, @Triangolo nero.
Anche tu scendi ai compromessi, perché non vivi da solo, non lavori da solo, non vuoi perdere lavori, clienti, parenti, amici ecc.
La vita stessa è un compromesso continuo.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


chiariamo un punto @mary ann ... in italiano l'accezione "compromesso" ha assunto contorni disdicevoli... "Accettare il compromesso", "compromettere qualcosa o qualcuno", "trovare un compromesso": nessuna di queste espressioni ha una sfumatura soddisfacente o accettabile... l'idea che viene trasmessa è la la ritirata dei principi morali, il crollo di una posizione... o al limite il patto accettato a denti stretti... un conto è un accordo in cui ciascuno cede qualcosa... ben altro è il tracollo irrimediabile dei principi.
Compromettersi con un amico o con la moglie, non viene inteso come fatto positivo... e un politico compromesso non è certo un mostro di coerenza ed onestà.... la nostra vita e il rapporto con gli altri sono fondati proprio sul significato delle parole, l'antica forma etimologica di "compromesso" (dal latino "compromissus", ovvero obbligato insieme, composto da cum-insieme e promissus-promesso) è stata con il tempo snaturata, depauperata del suo significato precipuo, non c'è più traccia dell'originale solennità e dell'onore di una promessa condivisa... adesso il significato è differente e tutt'altro che positivo.
@Malandrina - che con le parole ci lavora - potrà essere più precisa e dettagliata del sottoscritto................ la lingua italiana ha differenti sfumature per le parole ed è bellissima anche per questo.
When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)




Concordo in linea di massima, @Triangolo nero, anche se si può parlare di banali compromessi in ambito familiare (non fumi in casa perché può dare fastidio, ti metti le cuffie se vuoi ascoltare musica mentre qualcuno lavora o studia, ecc. ecc.).
Comunque, tornando alla domanda del thread: no, non mi farei mai mantenere. Essere indipendenti dal punto di vista economico non ha prezzo.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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certamente... io mica posso pulire la Glock sul divano in salotto, pena un doloroso low-kick nella tibia da parte della mia signora.... e lei non può nemmeno avvicinarsi ai miei orologi o ai miei coltelli.... altrimenti..................................... beh... altrimenti niente, m'incazzo e basta.
@Kaouthia .... tanto per far capire chi comanda in casa.... ma credo che anche da te sia così.
P.S. un sabato sono arrivato a casa, erano le sei di sera, tornavo dal poligono e c'erano degli amici della Patty in giardino a fare un aperitivo... il marito di una sua amica aveva portato dell'ottimo salame e la cosa mi ha reso oltremodo felice... stavo entrando per prendere una birra e cosa vedo sul tagliere??? il mio arburese con lama in damasco fatto da un artigiano sardo... in pratica il tizio doveva affettare il salame ed è entrato per prendere un coltello... ha preso il primo che ha trovato su un'espositore della libreria.... cazzo... un arburese fatto a mano, un capolavoro forgiato da un artigiano usando anche un antico maglio ad acqua........... per affettare il salame???? mi si è fermato il cuore, istintivamente ho messo la mano sulla valigetta della Glock... poi mi sono ripreso, ho preso il coltello e con calma l'ho riportato in casa... sono uscito con un normale coltello per salumi e ho detto al tizio... "con questo si affetta il salame", la Patty ha capito e ha provato a sdrammatizzare... ho cambiato discorso... e le mie pulsazioni sono tornate normali solo dopo dieci minuti.
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@Triangolo nero, credo di conoscere bene il significato del termine compromesso.
"Accettare il compromesso" ha un significato neutro.
Faccio un esempio molto semplice.
Vorrei vendere una cosa per 100 euro, ma tu mi vuoi dare solo 90.
Ci rifletto un po’ e acconsento, perché la differenza tra chiedere e l’avere è minima.
"Compromettere qualcosa o qualcuno" ha accezione sempre negativa, significa danneggiare una o più persone.
“Trovare un compromesso" è mettersi d’accordo tra le parti, ad esempio tra i due ex coniugi sull’eredità, proprietà immobiliari, educazione dei figli e così via.
Oppure due ditte si mettono d’accordo.
Oppure due paesi.
Tutte le persone una o più volte hanno fatto compromessi per i motivi più disparati, per il quieto vivere, perché al fin dei conti il risultato andava bene, per non perdere la cosa ottenuta e così via.
Esiste anche la locuzione “scendere ai compromessi”.
Il significato non è positivo, mi sa di debito, di una specie di sfruttamento, nel senso che una parte detta le regole, mentre l’altra obbedisce, ma se potrebbe scegliere non obbedirebbe.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


non mi piace quella parola... quelli che tu chiami compromessi, io li chiamo "gentilezze", "accordi commerciali", "intese", ecc... tutto qua... tu chiamali pure come meglio credi.... l'anno scorso ho mollato un cliente da 24.000 euro l'anno, non ho accettato compromessi e non ho voluto rinnovare il contratto.... eppure non sarebbe stato difficile accettare alcune loro condizioni, non ho voluto farlo.... mi sarei compromesso accettando quei compromessi.... adesso hanno una ditta che ha accettato alcune condizioni e richieste che io non accetterò mai (non mi sto riferendo al pagamento, ovviamente)
When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
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