Ecco!
Direi con questo il discorso è chiuso!!
Se per lei la libertà individuale del singolo PREVALE sulla VITA DELLA GENTE vuol dire che la vita degli ALTRI non conta un accidente di fronte al SUO diritto di godersi fino in fondo ciò che possiede....
Bè direi che questo è il colmo e non merita ulteriori discussioni!!!!
Sono esattamente queste "pretese" ad avere innescato nella storia dell'uomo le rivoluzioni e le rivolte violente di piazza di chi non era disposto a morire per compiacere chi si "godeva" quei "diritti"....
La storia umana le dà torto ed ha fatto morire chi pretendeva che morissero gli altri per mantenere i suoi "diritti" o "privilegi acquisiti".
La "violenza" di anteporre i propri interessi individuali alla vita della gente e del popolo non può che scatenare la violenza indotta dall'istinto di sopravvivenza presente in ogni essere vivente.
Lei sta sostenendo che i diritti stabiliti da delle relazioni valgono sopra alle leggi naturali, ma la natura, l'istinto di sopravvivenza non può essere represso in alcun modo.
Di fronte alla morte non esiste regola imposta od imponibile dall'uomo!
Il valore della vita è SEMPRE superiore a qualsiasi altro valore!!! Se non se ne rende conto vuol dire che non ha capito nulla di diritti...
Saluti





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