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  1. #2471
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    la controffensiva decisa da un sonnolento vecchio d'oltreoceano ed eseguita da uno spiritato co.....mane ecco a cosa porta.
    Terribile testimonianza di un soldato ucraino mandato al massacro!
    Grazie NaziUE...grazie ortolana!

    https://t.me/c/1701704569/18852
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  2. #2472
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Citazione Originariamente Scritto da animal Visualizza Messaggio
    la controffensiva decisa da un sonnolento vecchio d'oltreoceano ed eseguita da uno spiritato co.....mane ecco a cosa porta.
    Terribile testimonianza di un soldato ucraino mandato al massacro!
    Grazie NaziUE...grazie ortolana!

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    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  3. #2473
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    LO STRATAGEMMA DEL “FAR IMPLODERE LO SCANDALO”: FUNZIONERÀ IN UCRAINA?
    La sconfitta ha distrutto il mito dell’onnipotenza della NATO

    Alastair Crooke
    strategic-culture.org

    Biden: “Putin ha già perso la guerra… Putin ha un problema reale: come si comporterà? Cosa farà?”. Il segretario Blinken ripete all’infinito lo stesso mantra: “La Russia ha perso”. Lo stesso fa il capo dell’MI6 e Bill Burns, il capo della CIA, alla conferenza sulla sicurezza di Aspen ha detto che non solo Putin ha “perso”, ma anche che Putin non riesce a mantenere la presa su uno Stato russo che si sta frammentando e che sta entrando in una probabile spirale di disintegrazione.

    Cosa sta succedendo? Alcuni suggeriscono che un disordine psichico o un ‘groupthink’ [una forma razionalizzata di conformismo] si sia impadronito del team della Casa Bianca, con la conseguente formazione di una pseudo-realtà, separata dal mondo, ma modellata in modo discreto intorno a fini ideologici più ampi.

    La ripetizione di una narrazione dubbia, tuttavia, si trasforma per il mondo informato in quella che sembra un’ illusione occidentale – il mondo immaginato dal “Team” o, più precisamente, come lo vorrebbe.

    Questa stretta ripetizione, tuttavia, non è chiaramente una “coincidenza”. Alti funzionari che parlano di concerto seguendo un copione non sono degli illusi. Stanno montando una nuova narrazione. Il mantra “la Russia ha perso” definisce la mega-narrazione che è stata decisa. È il preludio di un intenso “gioco delle colpe“: il Progetto Ucraina “sta fallendo perché gli ucraini non stanno applicando le dottrine ricevute dagli addestratori della NATO – eppure, nonostante questo, la guerra ha dimostrato che anche Putin ha ‘perso’: anche la Russia è indebolita”.

    Questo è un altro esempio dell‘attuale fissazione occidentale sull’idea che “le narrazioni vincono le guerre” e che le battute d’arresto sul campo di battaglia sono solo casi fortuiti. Ciò che conta è avere un filo narrativo unitario articolato su tutto lo spettro, che affermi con fermezza che l'”episodio” ucraino è ormai chiuso e dovrebbe essere “chiuso” dalla richiesta di “andare avanti”.

    Il succo è che “Noi” controlliamo la narrazione; noi “vinciamo” e che la Russia perda, quindi, diventa inevitabile. Il difetto di questa arroganza è, in primo luogo, che mette i “sommi sacerdoti” dell’Amministrazione in guerra con la realtà e, in secondo luogo, che il pubblico ha perso da tempo la fiducia nei media tradizionali.

    Jonathan Turley, noto studioso di diritto e professore alla Georgetown, che ha scritto molto in campi che vanno dal diritto costituzionale alla teoria giuridica, richiama l’attenzione su: “l’ultimo sforzo dei membri del Congresso e dei media per far sì che l’opinione pubblica “passi oltre” lo scandalo della corruzione dei Biden”. Il messaggio, scrive, “è chiaro… Tutti devono farsi da parte! … [Tuttavia] mentre le prove e l’interesse del pubblico aumentano, è un po’ tardi per le giravolte o gli specchietti per le allodole”.

    “Questa settimana lo scandalo sarà probabilmente ancora più grave per i Biden e per il Paese. I media mainstream sembrano sempre più Leslie Nielsen nel film Una pallottola spuntata, che urla “non c’è niente da vedere qui” davanti ad una scena apocalittica di fuoco e distruzione”.

    Qual è il legame con l’Ucraina? Un anno fa, il professor Turley aveva scritto che l’establishment politico e mediatico di fronte alle accuse di corruzione avrebbe probabilmente usato l’approccio del “far implodere lo scandalo”, man mano che le prove si accumulavano. Ci sarebbe stato un tentativo di “chiudere” lo scandalo e Turley suggeriva che, nel caso di Hunter Biden, il Dipartimento di Giustizia avrebbe cercato di arrivare ad un “patteggiamento soft” su un paio di capi d’accusa di tipo fiscale, con poco o niente carcere.

    Ebbene, questo è esattamente ciò che si è verificato un anno dopo. Poi è arrivata la prevista “implosione dello scandalo”: Hunter si è dichiarato colpevole di aver ritardato il pagamento delle tasse – mentre il coro dei membri della Camera e dei media lasciava cadere tutte le altre accuse di corruzione e dichiarava con fermezza che lo scandalo era “chiuso”, insieme alla richiesta di “andare avanti”. Tuttavia, osserva Turley, “il desiderio dei media di “andare avanti” con lo scandalo sta raggiungendo un livello quasi frenetico, mentre si scoprono milioni di dollari in pagamenti esteri e decine di società di comodo – e vengono rese pubbliche e-mail incriminanti”.

    Non è chiaro se lo stratagemma funzionerà. È già in difficoltà.

    Gli elementi chiave dello “stratagemma dell’implosione” sono la negazione assoluta e irremovibile dell’esistenza di qualsiasi “problema” e l’ostinato rifiuto di concedere anche solo una briciola all’idea che ci sia un qualsiasi tipo di fallimento. Non c’è bisogno di guardarsi allo specchio.

    Questo è stato il modus operandi anche per quanto riguarda la débacle del Nordstream (la distruzione del gasdotto verso la Germania): non ammettere nulla e chiedere alla CIA di preparare uno scenario di “implosione dello scandalo”. In questo caso, un’assurda storia diversiva su uno yacht con alcuni cattivi subacquei che scendono a 80-90 metri, senza attrezzature specifiche o utilizzare gas speciali, per piazzare e far esplodere ordigni esplosivi. Nessuna indagine reale: “Non c’è niente da vedere”.

    Ma, come indicano gli eventi, in Germania la storia non viene creduta; la coalizione di Berlino è in grave difficoltà.

    E ora lo stratagemma viene applicato all’Ucraina: il “coro” grida: “Putin ha perso”, nonostante l’Ucraina non abbia la possibilità di indebolire la Russia in modo decisivo. La speranza è evidente: che il “Team Biden” possa uscire indenne da una sconfitta devastante, con un meccanismo di “implosione scandalistica” già innescato (per dopo la “scadenza” estiva della NATO per una “vittoria” ucraina). Abbiamo dato loro tutto – eppure gli ucraini hanno voltato le spalle ai nostri validi consigli su come ‘vincere’ – e, di conseguenza, non hanno ottenuto nulla.

    “La controffensiva dell’Ucraina non riesce a progredire perché il suo esercito non sta mettendo in pratica l’addestramento ricevuto dalla NATO, secondo una valutazione dell’intelligence tedesca trapelata… I soldati ucraini addestrati dall’Occidente stanno mostrando “grandi successi di apprendimento”; ma sono guidati in modo inefficace da comandanti che non hanno frequentato i campi di addestramento [della NATO], aggiunge… l’esercito ucraino favorisce la promozione di soldati con esperienza di combattimento, rispetto a quelli che hanno ricevuto un addestramento conforme agli standard della NATO”.

    Bene, bene? Come in Afghanistan?

    Anche la guerra in Afghanistan era stata una sorta di crogiolo. In termini concreti, l’Afghanistan era stato trasformato in un banco di prova per ogni singola innovazione nella gestione tecnocratica dei progetti della NATO, e ogni innovazione era stata annunciata come precorritrice di un futuro rivoluzionario. I fondi erano stati stanziati, gli edifici erano stati costruiti e un esercito di tecnocrati globalizzati era arrivato per supervisionare il processo. Big data, l’intelligenza artificiale e l’utilizzo in tempo reale di una serie sempre più ampia di strumenti tecnici di sorveglianza e ricognizione avrebbero fatto crollare le vecchie dottrine militari. Doveva essere una vetrina per il managerialismo tecnico. Si presumeva che avrebbe prevalso un modo di fare la guerra propriamente tecnico e scientifico.

    Ma, in Afghanistan, la tecnocrazia come unico mezzo per costruire un esercito funzionale in stile NATO aveva invece fatto nascere qualcosa di completamente marcio – una “sconfitta guidata dai dati“, come l’ha descritta un veterano statunitense, avvenuta nel giro di pochi giorni. In Ucraina, queste stesse forze si sono trovate tra Scilla e Cariddi: né la spinta del pugno corazzato teorizzata dalla NATO per rompere le difese russe, né gli attacchi alternativi della fanteria leggera hanno avuto successo. L’Ucraina, piuttosto, sta subendo una sconfitta per colpa della NATO.

    Perché allora la scelta di prendere la realtà “di petto”, con la sprezzante insistenza che Putin “ha perso”? Non conosciamo, ovviamente, le motivazioni interne della “squadra”. Tuttavia, l’apertura di negoziati con Mosca nella speranza di ottenere un cessate il fuoco o un conflitto congelato (per rafforzare la “narrativa”) rivelerebbe probabilmente una “Mosca” che insiste solo sulla piena capitolazione di Kiev. E questo si scontrerebbe con la “storia della sconfitta di Putin”.

    Forse il calcolo consiste nello sperare che da qui all’inverno l’interesse dell’opinione pubblica per l’Ucraina sia stato talmente deviato da altri eventi da far sì che l’interesse generale sia “passato oltre”, con la colpa chiaramente appesa al collo dei comandanti ucraini che hanno mostrato “notevoli carenze nella leadership” che, a loro volta, hanno portato a “decisioni sbagliate e pericolose” – ignorando le istruzioni standard della NATO.

    Il professor Turley conclude,

    “Niente di tutto questo funzionerà, ovviamente. Il pubblico ha perso la fiducia nei media. In effetti, il movimento ‘Let’s Go, Brandon‘ è una presa in giro dei media ma ha anche Biden come bersaglio. I sondaggi mostrano che l’opinione pubblica non sta ‘voltando pagina’ [nei riguardi delle accuse ad Hunter] e considera questo come un grande scandalo. La maggioranza ritiene che Hunter abbia ricevuto una protezione speciale nelle indagini. Anche se i media possono continuare a sopprimere le prove e le accuse all’interno delle loro camere d’eco, la verità, come l’acqua, trova sempre una via d’uscita”.

    In effetti, gli “eventi” stanno avanzando, con o senza i media.

    Ed ecco il punto cruciale: nella misura in cui Turley ritiene che l’affare Biden costituisca un “luogo apocalittico di distruzione interna degli Stati Uniti”, l’Occidente si trova di fronte ad un’ulteriore sconfitta strategica derivante dal suo progetto ucraino, perché tale sconfitta non riguarda solo il terreno di battaglia ucraino ma ha distrutto il mito dell’onnipotenza della NATO, ha messo in crisi la storia degli armamenti “magici” dell’Occidente. Ha fatto crollare l’immagine della competenza occidentale.

    La posta in gioco non è mai stata così alta. Ma la classe dirigente ci aveva pensato bene quando si era imbarcata con tanta leggerezza in questo sfortunato “progetto” ucraino? La possibilità di un “fallimento” era mai entrata nella loro coscienza?

    Alastair Crooke

    Fonte: strategic-culture.org
    Link: https://strategic-culture.org/news/2023/07/31/the-scandal-implosion-stratagem-will-it-work-for-ukraine/
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #2474
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Perché la controffensiva dell'Ucraina sta fallendo
    La diplomazia è più importante che mai poiché Kyiv semplicemente non ha le risorse umane o l'infrastruttura fisica per raggiungere i suoi obiettivi.





    Lo scorso marzo, il segretario alla Difesa Lloyd Austin ha affermato che, grazie al significativo sostegno occidentale, l'offensiva di primavera dell'esercito ucraino aveva "ottime possibilità di successo". L'ex capo di stato maggiore britannico, il generale Richard Dannatt , è arrivato al punto di suggerire che l'offensiva dell'Ucraina avrebbe avuto un tale successo che Putin "potrebbe essere spazzato via dal Cremlino" come risultato.

    La realtà del combattimento, tuttavia, ha ora spazzato via quelle affermazioni ottimistiche ed esposto la dura verità: è improbabile che l'Ucraina sfratti militarmente la Russia dal suo territorio, non importa quanti uomini mandino in battaglia.

    Per quanto sia sgradevole per tutti i sostenitori dell'Ucraina, la strada più prudente per Zelensky potrebbe ora essere quella di cercare un accordo negoziato che preservi quanta più libertà e territorio possibili per Kiev. Porre fine alla guerra ora metterebbe fine alle morti e ai feriti di decine di migliaia di coraggiosi ed eroici combattenti ucraini, uomini e donne di cui Kiev avrà bisogno per ricostruire il proprio paese una volta che la guerra sarà finita.

    Lo stesso mese in cui Austin sosteneva che l'Ucraina aveva "un'ottima possibilità" di sconfiggere la Russia nell'offensiva di primavera di Kiev, scrissi che abbracciando il concetto "che la Russia sta per perdere la guerra potrebbe lasciare l'Occidente colto alla sprovvista se l'Ucraina offensiva non riesce a degradare materialmente le posizioni russe”. Un mese prima dell'inizio dell'offensiva, ho spiegato le ragioni molto pratiche per cui l'attacco ucraino quasi certamente non avrebbe portato a risultati anche modesti.

    Per riuscire nella sua operazione di tagliare il ponte terrestre russo verso la Crimea, ho scritto che le truppe ucraine avrebbero dovuto attaccare attraverso molteplici cinture di elaborate difese russe "con potenza aerea offensiva limitata, difesa aerea limitata, quantità insufficienti di proiettili di artiglieria e una forza che è dotato di un miscuglio di armature moderne e antiquate, composto da un misto di coscritti senza esperienza di combattimento e alcuni ufficiali e uomini con addestramento di base da parte di istruttori NATO.

    Tutti questi fattori hanno ora prevedibilmente cospirato per smussare l'offensiva di Kiev, non riuscendo dopo sei settimane di sforzi a penetrare anche la prima cintura delle principali linee difensive russe.

    I funzionari ucraini e occidentali hanno cercato di fare buon viso a questo, affermando che i progressi sono solo “ lenti ”, che tutti devono avere pazienza , che col tempo le forze armate ucraine (UAF) continuerebbero a prevalere.
    Alcuni analisti hanno sostenuto che l'Ucraina ha fatto un pessimo lavoro nell'impiegare le operazioni di armi combinate che gli eserciti della NATO impiegano e insegnano alle truppe ucraine all'inizio di quest'anno. Ma la dura realtà è che, per ragioni molto prevedibili, il progresso rimane sfuggente come sempre.
    A partire dal 5 giugno circa, l'UAF ha lanciato un grosso attacco nella regione di Zaporizhia, con l'intento di sfondare la zona di sicurezza russa immediatamente opposta alla linea di contatto, quindi penetrare nella prima cintura della principale linea difensiva russa, catturare Tokmak a circa 15 miglia dietro le linee, sulla strada per prendere Melitopol sulla costa del Mar d'Azov, tagliando a metà le forze russe. Il comando ucraino ha guidato l'attacco con due brigate meccanizzate - la 47 a e la 33 a brigate meccanizzate - che avevano ricevuto la maggior parte dell'addestramento e dell'equipaggiamento della NATO, con carri armati tedeschi Leopard 2 e veicoli da combattimento americani Bradley.

    Queste due brigate subirono fin dall'inizio sconfitte schiaccianti , non riuscendo ad avanzare più di qualche chilometro, perdendo nei primi quattro giorni un gran numero dei loro moderni mezzi corazzati
    . Nelle prime due settimane, l'Ucraina ha perso complessivamente uno sbalorditivo 20% dell'armatura occidentale che aveva accumulato per l'offensiva e oltre il 30%della sua forza d'urto.
    Le ragioni della perdita erano del tutto comprensibili date le condizioni note per esistere: la Russia aveva impiegato più di sei mesi a costruire cinture difensive elaborate e potenti, aveva un vantaggio significativo in termini di potenza aerea, difesa aerea e artiglieria e una notevole capacità nei campi minati, anti- missili guidati da carri armati, artiglieria missilistica, guerra elettronica (per sconfiggere droni ucraini e missili guidati di precisione) e droni d'attacco.

    Cercando di dare una buona faccia alla situazione, funzionari e analisti occidentali hanno dichiarato martedì al Washington Post che "l'esercito ucraino ha finora adottato un approccio basato sul logoramento volto in gran parte a creare vulnerabilità nelle linee russe". Questo non è esatto. Le UAF non hanno "abbracciato" un approccio basato sul logoramento, hanno cambiato tattica per guidare con piccoli gruppi di fanteria appiedata per cercare di penetrare nelle principali linee di trincea della Russia per pura necessità. Guidare con l'armatura semplicemente non funzionerà, e se l'Ucraina avesse insistito nel tentare grandi assalti corazzati, avrebbero continuato a morire in gran numero.

    Il problema per Kiev è che questo “approccio” è praticamente certo che fallirà. La geografia militare dell'intera regione dell'Ucraina è caratterizzata da un terreno aperto e pianeggiante, intervallato da sottili strisce di foresta. Poiché la Russia possiede i cieli e ha una notevole capacità di droni, ogni volta che i soldati ucraini si muovono all'aperto, sono immediatamente soggetti a colpi di artiglieria o mortai. Se dei veicoli corazzati si muovono all'aperto, anch'essi vengono rapidamente distrutti. Il meglio che l'UAF può fare è infiltrare un piccolo numero di fanti nelle trincee dove si trovano le forze russe.
    Non è che le forze di Zelensky stiano "avanzando lentamente", è che non stanno raggiungendo nessuno dei loro obiettivi tattici iniziali sulla strada per la costa d'Azov ed è proprio perché i fondamentali del combattimento necessari per vincere sono in gran parte (e in alcuni casi del tutto ) assente. Chiaramente non hanno le risorse umane o l'infrastruttura fisica necessarie per avere successo.
    Ora, è sempre possibile che la Russia subisca un crollo politico improvviso, come quello che accadde nel 1917, e che l'Ucraina possa ancora emergere con successo. Ciò, tuttavia, è estremamente improbabile e Kyiv non sarebbe saggio basare le proprie speranze future su un simile evento.

    Continuare a tentare comporterà tragicamente l'uccisione di ancora più truppe UAF, la distruzione di città ucraine e allontanerà sempre più le prospettive di pace.

    Lunedì, il vice segretario stampa del Pentagono Sabrina Singh ha affermato che l'Ucraina ha “la potenza di combattimento per avere successo sul campo di battaglia. Hanno quello che serve per avere successo nella controffensiva”. Tale ottimismo è grossolanamente fuori posto con la realtà del combattimento. Gli Stati Uniti dovrebbero smetterla di fare dichiarazioni così palesemente inesatte e iniziare invece a compiere veri sforzi diplomatici per porre fine a questa guerra.

    Capisco che tutti vogliono che l'Ucraina vinca e la Russia perda. Ma continuare a persistere nel perseguire quell'aspirazione non cambierà le realtà della verità di base.
    La linea di condotta che offre la migliore speranza per Zelenskyj di emergere da questa guerra con l'Ucraina che conserva la sua fattibilità politica è accettare un cessate il fuoco in modo che i negoziati possano iniziare.

    Anche questa non è una garanzia di successo, m
    a più a lungo l'Ucraina tarda a cercare un simile risultato, maggiori sono le possibilità che la Russia continui a rafforzarsi per lanciare una propria offensiva quest'estate o in autunno, possibilmente conquistando anche Kharkiv o Odessa. In altre parole, una situazione di stallo potrebbe non essere lo scenario peggiore per Kiev. Ora è il momento di sviluppare il percorso diplomatico per porre fine alla guerra.

    https://responsiblestatecraft.org/20...ve-is-failing/
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  5. #2475
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    L'incubo ucraino

    3 agosto 2023
    A poco a poco, i resoconti del vero bilancio della guerra USA-NATO contro la Russia sui soldati ucraini - molti arruolati con la forza - stanno iniziando a filtrare attraverso i media americani.
    Martedì, il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo che descrive i livelli di lesioni di massa tra le truppe ucraine che sono orrendi.

    L'articolo affermava che 50.000 o più ucraini sono diventati amputati, citando i dati della tedesca Ottobock, il più grande produttore mondiale di protesi. Come spiega l'articolo, ciò metterebbe il livello delle amputazioni nella guerra in Ucraina alla pari con quello dei principali combattenti della prima guerra mondiale.

    Funebri giù per la bara con il soldato ucraino Andrii Husak aka Lytsar della 47a brigata durante una cerimonia funebre a Dnipro, Ucraina, martedì 11 luglio 2023 [AP Photo]
    L'articolo riporta: "67.000 tedeschi e 41.000 britannici dovettero subire amputazioni durante il corso della prima guerra mondiale, quando la procedura era spesso l'unica disponibile per prevenire la morte".

    Il numero di soldati ucraini morti durante la guerra è uno dei segreti più gelosamente custoditi del conflitto. Il numero è noto ai governi ucraino e americano, ma non è stato rivelato al pubblico. Ma utilizzando i dati pubblicati dal Wall Street Journal , è possibile trarre alcune conclusioni.

    Durante la prima guerra mondiale morirono 880.000 forze britanniche, ovvero il 12,5% di quelle in servizio. Se le amputazioni tra le truppe ucraine hanno eclissato quelle del Regno Unito durante la prima guerra mondiale, quando la procedura era molto più comune di quanto non lo sia ora, ciò implica che il bilancio delle vittime tra gli ucraini è di centinaia di migliaia.


    L
    'articolo contiene un'altra figura terrificante. Il Journal riporta che "tra il 5% e il 10% di tutte le truppe schierate sono state uccise, secondo stime militari ucraine condivise con un gruppo di chirurghi militari statunitensi". Aggiunge: "In confronto, solo dall'1,3% al 2% delle truppe statunitensi dispiegate nei recenti conflitti è morto in azione". In altre parole, il tasso di mortalità delle truppe ucraine è fino a cinque volte superiore a quello subito dai soldati americani nelle recenti guerre.
    Questo è il contesto in cui l'establishment politico e militare degli Stati Uniti emette le sue continue richieste all'Ucraina di rinnovare la sua offensiva. In un articolo intitolato "Truppe ucraine addestrate dall'Occidente inciampano in battaglia", il New York Times ha spiegato giovedì, sotto forma di un altro lede sepolto, un importante fattore motivante nell'insistenza degli Stati Uniti affinché l'Ucraina svolga ondate dopo ondata di attacchi a posizioni russe ben difese.

    I tempi ha scritto che "Gli americani hanno chiesto 'tattiche di armi combinate - attacchi sincronizzati da parte di forze di fanteria, armature e artiglieria'". minaccia di esaurire le scorte di munizioni dell'Ucraina".
    In altre parole, data la carenza di munizioni, i funzionari statunitensi hanno chiesto ripetuti assalti alle trincee russe, che hanno provocato decine di migliaia di vittime. Chiaramente, i generali americani credono che le vite ucraine siano più sacrificabili delle granate.
    La pubblicità da parte dei media statunitensi della controffensiva ucraina e delle offensive “armi combinate” di Kiev si è dimostrata nient'altro che propaganda autoillusa.
    In realtà, come rivelano recenti rapporti sui media statunitensi, i funzionari militari statunitensi sapevano che queste operazioni militari apparentemente sofisticate, condotte senza supporto aereo, sarebbero state semplicemente assalti frontali in stile prima guerra mondiale, con conseguente carneficina a livello di prima guerra mondiale.
    Il totale fallimento della controffensiva può essere dedotto dal cambiamento di tono dei media statunitensi: dalle dichiarazioni trionfanti che le sorti della guerra stanno per cambiare alle affermazioni disperate che, dopotutto, non tutto può essere perduto.
    Scrivendo sul Guardian , Julian Borger ammette che " le speranze di una rapida svolta si sono dimostrate troppo ottimistiche di fronte alle difese radicate ". Continua: “La prima vittima della controffensiva ucraina è stata un pio desiderio. Ogni speranza che le truppe russe abbandonino le loro trincee e fuggano ora è stata lasciata molto indietro sul campo di battaglia
    ”.

    Questo viene da un giornale che era un sostenitore centrale di tale "pio desiderio". In un articolo pubblicato a maggio da Timothy Garton Ash, il Guardian ha definito il prossimo periodo una "controffensiva decisiva", che potrebbe portare "una decisiva vittoria ucraina".

    Con parole che ora suonano deliranti, Ash ha paragonato l'offensiva alla vittoriosa invasione della Normandia contro la Germania nazista. “La vittoria decisiva dell'Ucraina è ora l'unica via sicura per una pace duratura, un'Europa libera e, in definitiva, una Russia migliore. Questo da solo sarebbe il nuovo VE (Victory in Europe) Day”.

    Ha riflettuto: "Se l'esercito ucraino può spingersi rapidamente a sud verso il Mar d'Azov, circondare un gran numero di forze russe demoralizzate e tagliare le linee di rifornimento verso la penisola di Crimea, potrebbe esserci un crollo non lineare del morale militare russo sul coesione di base e di regime a Mosca”.

    T
    ali affermazioni hanno prevalso in tutti i media americani. Scrivendo sul Washington Post, David Ignatius ha esultato: "Questo assalto potrebbe cambiare le sorti della battaglia per l'Ucraina, proprio come l'assalto alleato alle spiagge della Normandia ha alterato la traiettoria della seconda guerra mondiale".

    Queste illusioni sono andate in frantumi. "I primi assalti ucraini si sono impantanati in campi minati densi e sovrapposti", scrive Borger sul Guardian .
    "Nonostante tutta l'attenzione rivolta alla consegna dei Leopardi e di altri carri armati occidentali nel periodo precedente al lancio dell'offensiva del 4 giugno, l'armatura ucraina non è riuscita a fornire il pugno chiuso necessario per sfondare le linee".
    Nonostante tutti i loro discorsi sulla difesa dell'"autodeterminazione", le potenze USA e NATO vedono gli ucraini come carne da macello nel loro conflitto con la Russia.
    Gli Stati Uniti hanno cercato di indebolire la Russia in una sanguinosa guerra di logoramento con l'obiettivo, nelle parole del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, di "trasformare il rublo in macerie".
    Ciò doveva essere ottenuto attraverso la distruzione di un'intera generazione di giovani ucraini, le cui vite vengono sperperate in nome del re dollaro.
    Il World Socialihttps://www.wsws.org/en/articles/202.../mnfw-a04.html
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

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  7. #2477
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  8. #2478
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Le forze russe hanno ucciso 90 soldati ucraini in direzione Krasny Liman. Anche le armi occidentali dell'Ucraina, inclusi due veicoli corazzati e due mortai, sono state distrutte durante l'attacco russo. Anche il tentativo di attacco dell'Ucraina è stato sventato vicino alle foreste di Torskoye e Serebryansky. Anche le difese aeree russe hanno abbattuto quattro droni ucraini. I paracadutisti russi di Tula hanno distrutto la posizione dell'Ucraina vicino a Bakhmut
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  9. #2479
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?


    Come sta andando davvero la controffensiva ucraina

    L’Ucraina, una nazione che ha lottato con determinazione per difendere il proprio territorio dall’invasione russa per oltre 500 giorni e si è fatta apprezzare dal resto del mondo per il suo coraggio e la sua determinazione, si trova ora dinanzi ad un momento chiave della sua guerra.

    Sono passati ormai due mesi dall’inizio della controffensiva ucraina, e, sebbene le forze ucraine siano state in grado di avanzare per decine di km, sono ancora molto lontane dal risultato che si sperava di ottenere inizialmente.

    Nel frattempo, Mosca già canta vittoria e parla di fallimento conclusivo della controffensiva ucraina. Ma è davvero così?

    L'articolo che segue rappresenta un'analisi dettagliata delle strategie e dei movimenti sul campo da parte delle forze ucraine e russe, esplorando le principali direttrici dell'offensiva ucraina a sud e ad est, gli assi di attacco, e le manovre russe in risposta.

    A seguire, verrà fornita una valutazione critica del successo e dei potenziali fallimenti di questi sforzi, offrendo una prospettiva sulle possibili implicazioni future.
    Qual è la situazione sul campo?

    Le direttrici dell’offensiva ucraina sono state sostanzialmente due, sin dall’inizio: la principale a sud, nella regione di Donetsk verso Mariupol ed in quella di Zaporizhzhya verso Melitopol e Berdyansk, e la seconda ad est, verso Bakhmut.
    Assi principali della controffensiva ucraina a sud

    A sud la controffensiva si è sviluppata su tre assi principali:

    La prima è nella regione di Zaporizhzhya partendo dalla zona di Kamyans’ke. Qui gli ucraini sono avanzati verso sud per qualche km nella zona di Lobkove e Pyatykhatky, che è stato liberato il 19 giugno. Da allora, però, l’offensiva su questo fronte è in stallo, in quanto gli ucraini non sono più riusciti ad avanzare verso Zhere’byanki, villaggio vicino ancora occupato dai russi.
    Il secondo asse è quello che parte da Orikhiv in direzione Tokmak. Qui gli ucraini con estrema difficoltà, dopo una serie di tentativi falliti ad inizio giugno con forti perdite di mezzi militari, sono di recente riusciti ad avanzare per diversi km arrivando alle trincee russe ad est di Robotyne sulla prima linea di difesa principale russa. Qui però l’offensiva sembra essersi quasi fermata, con gli ucraini che sono riusciti a conquistare alcune trincee russe solo dopo durissimi combattimenti ad alto prezzo di vite umane da entrambe le parti.
    L’altro asse sul quale gli ucraini sono riusciti ad avanzare parzialmente con successo è quello di Vremivka, dove di recente le forze di Kyiv si sono spinte fino a conquistare il villaggio di Staromayorskoe, che si trova molto vicino alla prima linea di difesa russa. Da qui hanno messo sotto assedio il vicino villaggio di Urozhaine, che però i russi continuano a difendere con tenacia. Il prossimo obiettivo diretto successivo sarebbe il villaggio di Staromlynivka, dove si trova la linea di difesa principale dei russi.

    Assi secondari della controffensiva ucraina a sud

    Oltre a queste tre assi d’attacco principale, ci sono anche due direzioni di offensiva secondarie sempre a sud, la prima sulla riva sinistra del Dnipro dove gli ucraini sono riusciti a creare una piccola testa di ponte sulla riva sinistra all’altezza del ponte distrutto Antonovsky, e la seconda poco a sud di Vulhedar, una cittadina della regione di Donetsk che i russi hanno cercato più volte e senza successo di conquistare durante la loro fallita offensiva invernale, con perdite di mezzi catastrofiche.

    Negli ultimi giorni sono emerse, in particolare, prove visive del fatto che l'Ucraina è riuscita ad estendere la sua testa di ponte ad est del Dnipro oltre il fiume Konka, con le unità dell’esercito ucraino che si stanno avvicinando sempre più al villaggio di Oleshky. Al momento è però difficile capire se si tratti di un impegno rilevante o se sia solo l’ennesima manovra diversiva per cercare di distrarre le riserve russe dagli assi di attacco principali.
    La situazione ad est

    Contemporaneamente a queste offensive a sud, è in corso una seconda importante offensiva ucraina anche ad est con obiettivo dichiarato la liberazione di Bakhmut, la città che è stata al centro dell’offensiva russa invernale.

    Bakhmut è stata conquistata dai russi solo a fine maggio scorso dopo dieci durissimi mesi di combattimenti, con decine di migliaia di morti e feriti. Si è trattato dell’unica grande vittoria ottenuta dai russi nel corso di tutta l’offensiva invernale.

    In questa zona, di recente gli ucraini sono avanzati a nord verso Berkhivka e nella zona di Rose Alley, nella periferia di Bakhmut, ma soprattutto a sud, dove hanno riconquistato diversi km in direzione Andriivka e soprattutto Klischiivka, un villaggio situato su una collina strategicamente importante per il controllo dall’alto di Bakhmut.

    Dopo una avanzata inizialmente piuttosto veloce da parte ucraina da diversi giorni sono in corso scontri durissimi, con i russi che hanno spostato delle riserve in zona per fermare l’avanzata ucraina, senza però avere pienamente successo.

    A differenza che a sud, dove un successo dell’attacco ucraino potrebbe avere un'importanza strategica in quanto permetterebbe di tagliare in due il fronte russo e soprattutto il ponte che collega via terra il territorio russo con la Crimea occupata, qui ad est un eventuale successo ucraino avrebbe principalmente un impatto morale: la riconquista delle rovine di Bakhmut da parte ucraina rappresenterebbe, infatti, il fallimento totale dell’offensiva russa dello scorso inverno.
    L’offensiva russa a nord

    In tutto questo, comunque, c’è anche una zona del fronte dove sono invece i russi che sembrano aver preso l’iniziativa: parliamo del nord, dove in direzione Svatove e Kreminna, i russi hanno montato un’offensiva verso ovest con un doppio obiettivo, vale a dire quello di distrarre le riserve ucraine dalle zone strategicamente rilevanti del sud e contemporaneamente di creare teste di ponte per future offensive russe su larga scala in inverno.

    Dopo i primi successi russi, le forze ucraine hanno però schierato qui le proprie riserve che hanno permesso di bloccare l’avanzata russa e recuperare il controllo di alcune delle zone inizialmente perse al confine tra le regioni di Luhansk e Kharkiv.

    Tuttavia, l’offensiva russa è ancora in corso e questo potrebbe ancora danneggiare i piani dell’Ucraina altrove sul fronte, obbligando Kyiv a spostare ulteriori riserve in questo saliente.
    La Linea Surovikin

    Fin dall'inizio della controffensiva, le Forze Armate ucraine hanno ottenuto una serie di guadagni incrementali liberando oltre 282 km² di territorio, più di quanto abbia fatto la Russia in tutto il 2023. Tuttavia, è indubbio il fatto che i risultati finora ottenuti dalle forze di Kyiv non siano all’altezza delle aspettative iniziali.

    Si tratta di una controffensiva che sta avendo un andamento molto diverso da quello dello scorso anno, quando le truppe ucraine sono avanzate senza quasi trovare resistenza in profondità nella regione di Kharkiv fino a liberarla interamente ed avanzare un po’ anche nel nord della regione di Luhansk.

    Stavolta, la controffensiva sembra avere, invece, un ritmo molto più simile a quello inizialmente avuto lo scorso anno nella regione di Kherson. A differenza di allora, però, non si stanno riscontrando le difficoltà incontrate dai russi a causa del taglio delle proprie linee di rifornimento che passavano attraverso il fiume Dnipro e che alla fine hanno obbligato i russi a ritirarsi dalla zona occidentale della regione.

    A differenza di allora, infatti, la geografia è ben diversa e le linee di rifornimento provenienti dalla Crimea occupata e dal territorio russo per i combattenti in prima linea nel sud dell’Ucraina sono svariate. Perciò non è facile per gli ucraini replicare la stessa strategia e cercare di “strangolarli” come fatto lo scorso anno a Kherson.

    Come ha ammesso lo stesso Kirill Budanov, il direttore dell’intelligence militare ucraina, l’attacco nella zona di Bakhmut sta inoltre avendo più successo di quello nel sud e ciò per un motivo molto semplice: mentre le due parti combattevano senza sosta tra le rovine di Bakhmut, i russi hanno avuto mesi di tempo per prepararsi alla più volte annunciata controffensiva ucraina a sud.

    Così nella regione di Zaporizhzhya la Russia ha potuto costruire indisturbata ben tre linee di difesa: una prima linea lunga 150 km che va da Vasylivka a Novopetrykivka sul confine tra le regioni di Zaporizhzhya e Donetsk, una seconda linea di difesa lunga 130 km da Orlyanske fino a poco più a nord di Bilmak, e "una costellazione di fortificazioni scollegate che circondano le città più grandi" tra cui Tokmak, Melitopol e Berdyansk.

    Si tratta della cosiddetta Linea Surovikin, dal nome del generale russo (ora caduto in disgrazia dopo la fallita rivolta di Prigozhin) che le ha progettate.

    La prima linea contiene molteplici barriere contro la mobilità e trincee di fanteria sostenute da postazioni di artiglieria situate a 30 km di distanza. La seconda linea è simile alla prima e consente alla Russia di creare un nuovo fronte, offrendo al contempo protezione contro i possibili attacchi ucraini sul fianco della prima linea.

    Infine, la terza linea contiene fortificazioni strategicamente posizionate, destinate a servire come contingenza per preservare le posizioni russe in caso di successo dell’attacco ucraino contro le prime due linee di difesa.

    Si tratta, insomma, di una vasta serie di trincee, campi minati, filo spinato, trappole per carri armati e postazioni di tiro di artiglieria, specificamente progettata per rallentare qualsiasi attacco ucraino, il cui scopo è quello di aiutare i russi che occupano il sud dell’Ucraina a mantenere il controllo sulla parte occupata delle regioni ucraine del sud e difendere la Crimea da qualsiasi possibile attacco da nord.

    Al momento la Linea Surovikin sta avendo il successo sperato per i russi. Come abbiamo visto prima, gli ucraini hanno infatti superato la prima delle tre linee di difesa solo in due punti: Staromayorskoe nell’asse di Vremivka ed attraverso l'insediamento di Rabotyne, nell’asse di Orikhiv.

    Per quanto riguarda Staromayorskoe, va notato che al momento le Forze Armate ucraine hanno sostanzialmente bloccato Urozhainoe da tre lati. Una volta liberato, la prossima linea di difesa russa che gli ucraini dovranno prendere d'assalto correrà lungo la linea tra Staromlinovka e Oktyabrskoe, ovvero la seconda linea di difesa.

    La terza linea di difesa, al momento, è ancora lontana dal fronte, ma va detto che rappresenta di fatto l’ultima vera difesa fortificata russa prima del Mar d’Azov.

    Ciò significa sostanzialmente che, se gli ucraini dovessero riuscire a sfondare le tre linee di difesa che compongono la Linea Surovikin, la strada per la liberazione del sud dell’Ucraina sarebbe aperta. Ma a che costo?
    La controffensiva è già fallita?

    Leonid Polyakov, ex Viceministro della Difesa ucraino, ha rivelato che in due occasioni separate, una volta a giugno e un'altra volta a luglio, un comandante di brigata ucraino ha perseguito assalti diretti nell’ambito della controffensiva, sperando in una vittoria rapida.

    Questi attacchi sono stati effettuati attraverso campi minati non bonificati e senza sopprimere il fuoco nemico, risultando in gravi perdite per gli attaccanti ucraini. I comandanti sono stati aspramente criticati internamente per le perdite inutili subite in questo modo.

    Il New York Times ha riportato che le perdite di equipaggiamento dell'Ucraina hanno raggiunto il 20% delle forze impiegate all'inizio dell'offensiva.

    Ciò ha costretto l'Ucraina a cambiare tattica e a concentrarsi maggiormente sui colpi di artiglieria e missili contro le postazioni russe, riducendo così il tasso di perdite a una percentuale stimata del 10% delle forze impiegate, ma rallentando allo stesso tempo drasticamente il ritmo dell’avanzata ucraina.

    Per questa controffensiva le truppe ucraine sono state equipaggiate con nuove armi e attrezzature occidentali avanzate, tra cui carri armati, veicoli corazzati da trasporto fanteria, missili a lungo raggio e munizioni d'artiglieria.

    Molti di questi mezzi sono andati persi, distrutti o danneggiati. Stando ai calcoli aggiornati di Oryx, da inizio controffensiva ad oggi gli ucraini hanno perso 6 carri armati tedeschi Leopard 2A4, 8 carri armati tedeschi Leopard 2A6, 47 veicoli da fanteria americani M2A2 Bradley e un veicolo svedese CV9040C.

    Per Mosca, le difficoltà incontrate dagli ucraini nella loro avanzata a sud indicano che la controffensiva sia già fallita. La propaganda russa fa leva su questo per cercare di demoralizzare Kyiv e gli alleati occidentali, mostrando ripetutamente le immagini delle perdite ucraine.

    Si tratta spesso delle stesse riprese da più angolazioni, per dimostrare al mondo che l’Ucraina non ha alcuna possibilità di successo contro le difese russe.

    Lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riconosciuto, da parte sua, che la controffensiva tanto attesa sta andando più lentamente del previsto poiché le forze ucraine hanno dovuto lavorare duramente per incorporare nuove attrezzature e addestramento militare occidentale.

    Questo ritardo ha però permesso ai russi di utilizzare il tempo aggiuntivo per rafforzare le loro difese. Ciò ha reso più difficile per l'Ucraina irrompere tra le linee russe, infliggendo quasi certamente perdite più alte del previsto alle truppe ucraine nella sua offensiva.

    Tuttavia, alcuni funzionari occidentali non sono convinti delle parole di Zelensky ed esprimono invece sempre di più delusione per il fatto che gli ucraini sembrano non stare ancora impiegando alcune delle loro unità più ben equipaggiate e addestrate, né applicando a pieno i principi di addestramento militare all’occidentale che hanno ricevuto.

    Al fronte, infatti, non si sono ancora viste alcune delle brigate addestrate in Occidente come quelle dotate di armi come carri armati britannici Challenger 2 (alcuni dei quali con munizioni ad uranio impoverito), e di veicoli corazzati leggeri americani Stryker e tedeschi Marder.

    L'Ucraina, consapevole della superiorità numerica e tecnologica delle forze russe, potrebbe aver scelto, quindi, di trattenere alcune delle sue unità più preziose come riserva strategica. Questa decisione potrebbe riflettere una consapevolezza delle limitazioni delle proprie forze e una volontà di preservare le risorse per momenti critici della campagna militare.

    Inoltre, l'addestramento e l'integrazione di nuove attrezzature richiedono tempo e coordinamento. L'invio prematuro di unità non completamente preparate potrebbe esporle a rischi inutili e compromettere gli sforzi complessivi.

    Più volte nelle ultime settimane, i funzionari ucraini hanno sottolineato che stanno cercando di preservare le truppe e le armi mentre avanzano lentamente cercando un punto debole nelle difese russe da poter sfruttare per mandare avanti le riserve che al momento sono tenute ancora ferme nelle retrovie.

    Questa strategia cauta sembra dunque essere una risposta adattiva alle difficoltà incontrate in precedenza nella controffensiva, così come un riconoscimento delle complesse dinamiche del campo di battaglia e rappresenterebbe il motivo per cui alcune delle brigate appositamente addestrate non sono ancora state mandate al fronte.

    C’è poi un altro importante problema: l’Ucraina manca di potenza aerea, il che limita la sua capacità di seguire a pieno la dottrina militare statunitense che enfatizza un attacco coordinato tra aria e terra.

    L'ex Ambasciatore statunitense in Ucraina, William Taylor, ha osservato che l'Ucraina sta cercando di riconquistare il territorio utilizzando solo artiglieria e unità corazzate. Questo è un approccio che nessun esercito occidentale contemplerebbe, poiché la strategia militare occidentale si basa principalmente sul dominio dell'aria.

    Kyiv ha chiesto ripetutamente ai Paesi alleati la fornitura di caccia da combattimento F-16 per questo motivo. Tuttavia, nonostante le aperture in questo senso, la verità è che ad oggi i piani di addestramento dei piloti ucraini non sono ancora iniziati.

    Pertanto, è molto difficile che questi caccia arrivino a Kyiv prima della primavera del prossimo anno, ovvero troppo tardi per avere un ruolo di qualsiasi tipo in questa controffensiva. Dal Pentagono, inoltre, emerge scetticismo sulla possibilità che i caccia da soli bastino a ribaltare la situazione.

    In sintesi, per rispondere alla domanda se la controffensiva sia già fallita, bisogna tenere in considerazione il fatto che, viste le modalità con le quali l’Ucraina è stata obbligata a procedere, i risultati ottenuti sinora sono certamente in linea con quanto realisticamente ci si poteva attendere.

    Il vero problema è che le attese, da più parti, erano troppo irrealistiche.

    Ora tra i Paesi occidentali c’è, però, preoccupazione sul fatto che le aspettative eccessivamente alte possano giocare a favore della Russia, con il rischio che si crei sempre di più una narrativa di stallo o fallimento della controffensiva ucraina.

    Tutto questo potrebbe a sua volta indebolire l'unità dei Paesi che sostengono l'Ucraina e portare a conclusioni eccessivamente cupe sulle prospettive dell'Ucraina, rischiando di diventare una "profezia che si autoavvera" ed influenzando così negativamente il sostegno delle opinioni pubbliche occidentali a Kyiv.
    Le munizioni a grappolo come arma decisiva?

    Purtroppo per l’Ucraina, anche il tempo inizia a scarseggiare. L'Ucraina ha, infatti, assoluto bisogno di riguadagnare velocemente slancio se vuole liberare porzioni significative del suo territorio occupato.

    Altrimenti, rischierà di perdere l'iniziativa quando le sue forze si impantaneranno in autunno con l’arrivo del Grande Fango, un fenomeno stagionale in cui le piogge autunnali creano condizioni di terreno estremamente fangose, rendendo difficoltoso il movimento delle truppe e dei veicoli.

    Come abbiamo visto, la sfida principale è rappresentata dalla Linea Surovikin ed anche se la fanteria ucraina fosse in grado da sola di superare tutti questi ostacoli, ciò richiederebbe troppo tempo e probabilmente un numero di vittime troppo elevato.

    Per cercare di dare una svolta immediata all’offensiva ucraina, ad inizio luglio gli Stati Uniti hanno, dunque, annunciato l’invio di un tipo di armi estremamente controverse in Ucraina: le cosiddette munizioni a grappolo.

    Si tratta di munizioni controverse che rilasciano più sub-munizioni, o "bomblets", su un'area più ampia. Sono state criticate per il loro potenziale impatto sui civili, poiché possono esplodere molto tempo dopo essere state sganciate, mettendo a rischio persone innocenti.

    L'uso delle munizioni a grappolo solleva serie preoccupazioni etiche e morali. Oltre 120 Paesi al mondo, inclusa l’Italia ed altri Paesi NATO, hanno sottoscritto una Convenzione che ne vieta l’uso, riconoscendo il rischio che rappresentano per i civili.

    Anche organizzazioni umanitarie come la Croce Rossa e Human Rights Watch hanno espresso preoccupazione per l'uso di queste armi, sottolineando la necessità di proteggere i diritti umani e la sicurezza dei civili nelle zone di conflitto. Esperti in diritto internazionale hanno anche messo in discussione la legalità del loro uso in certi contesti.

    Tuttavia, di questi Paesi che hanno bandito le munizioni a grappolo, non fanno parte né l’Ucraina, né gli Stati Uniti e men che meno la Russia, che ne ha già fatto un ampio uso in guerra dall’inizio dell’invasione, anche contro aree civili.

    La verità è che il tempo non è un bene disponibile in abbondanza e, sebbene le munizioni a grappolo siano molto controverse, non ci sono molte armi alternative disponibili a breve termine. E soprattutto, come ha fatto notare direttamente il presidente Biden rispondendo ad una domanda di un giornalista, l’Ucraina è a corto di munizioni di artiglieria e ne ha estremo bisogno.

    Ad ogni modo, la minaccia delle bombe inesplose associate alle munizioni a grappolo rappresenterà eventualmente un problema a lungo termine da affrontare per il governo di Zelensky.

    L'Ucraina ha deciso di assumersi il rischio legato all’utilizzo di queste armi sul proprio territorio, poiché al momento il problema principale da risolvere per la sicurezza del proprio Paese è quello di liberarlo a tutti i costi dalle truppe russe invasori.

    Inoltre, a prescindere dall’uso delle munizioni a grappolo, il problema principale dopo la guerra sarà lo stesso la bonifica dei campi minati russi; quindi, questa attività sarà necessaria indipendentemente dal fatto che l'Ucraina abbia utilizzato o meno le munizioni a grappolo.

    Da parte sua, l’Ucraina non ha dichiarato come intende esattamente utilizzare le munizioni di artiglieria a grappolo da 155 mm fornite dagli Stati Uniti. Sta di fatto, però, che si tratta di armi ad area. Possono, dunque, essere potenzialmente usate sia per far saltare in aria le mine nei campi minati che per colpire in maniera devastante le trincee nemiche.

    Possono essere entrambi modi molto efficaci per consentire alle forze ucraine di guadagnare lo slancio necessario per velocizzare la propria offensiva ed avanzare lungo le linee fortificate nemiche.

    Stando alle prime informazioni dal campo, l’uso delle munizioni a grappolo sta già avendo un primo impatto sulle formazioni difensive russe e sulle manovre delle forze russe.

    Vengono utilizzate per "distruggere" le trincee russe e fonti americane descrivono come siano state utilizzate "efficacemente" ed "in maniera appropriata" dalle forze ucraine. Sarebbe stato anche per questo motivo che le forze ucraine nelle ultime settimane sono riuscite ad avanzare verso la prima linea di difesa russa dopo settimane di stallo.

    Tuttavia, è ancora presto per dire se possano essere davvero un’arma in grado di cambiare le sorti di questa controffensiva a favore di Kyiv. Molti esperti militari restano infatti scettici su questo aspetto. Solo l’andamento del conflitto nelle prossime settimane potrà dare una risposta definitiva a questa domanda.

    Quali sono, dunque, le prospettive della controffensiva ucraina?

    Sebbene la controffensiva ucraina non abbia chiaramente soddisfatto le aspettative e sia in ritardo rispetto alle stime più ottimistiche, molti esperti militari sostengono che è troppo presto per dichiararla un fallimento come affermato da Mosca.

    Alcuni fanno notare come anche alcune importanti offensive storiche, ora considerare come successi brillanti, hanno dovuto passare attraverso una fase di quasi stallo prima di trasformarsi in una cavalcata verso la vittoria.

    Un esempio notevole è l'invasione della Normandia durante la Seconda Guerra Mondiale: nelle prime sei-otto settimane, l’avanzata delle forze alleate è stata solo di soli 30 km a causa dell’aspra resistenza opposta dai tedeschi, ma alla fine si è trattato comunque di una vittoria decisiva.

    Questo dimostra che, come l'invasione della Normandia, la controffensiva ucraina potrebbe richiedere tempo per mostrare risultati significativi e non dovrebbe essere affrettatamente giudicata come un fallimento, come vorrebbe la propaganda russa.

    Inoltre, sebbene le avanzate ucraine sembrino al momento quasi trascurabili rispetto alla mappa dell'intero fronte, il territorio liberato non è sempre l'unica misura valida per valutare il successo generale della controffensiva.

    Infatti, l'impatto dell'attrito sulle forze russe potrebbe non essere immediatamente evidente, ma potrebbe essere altrettanto significativo a lungo termine. Le unità di prima linea russe sono sottoposte a durissima pressione ogni giorno, con perdite estremamente alte di uomini e mezzi.

    Inoltre, i droni ucraini ed i missili a lungo raggio donati da Stati Uniti, Regno Unito e Francia hanno già causato gravi danni alle retrovie russe ed ai sistemi logistici di rifornimento delle truppe russe al fronte.

    Nonostante le critiche già menzionate nel paragrafo precedente, la consegna di munizioni a grappolo statunitensi permetterà all'Ucraina di mantenere la necessaria forza d’attrito per la controffensiva ancora per alcuni mesi.

    Infine, gli sforzi per minimizzare le perdite ucraine e la protezione offerta dai veicoli corazzati occidentali significano che la maggior parte delle unità d'assalto non sono così esaurite come ci si poteva inizialmente attendere dopo le difficoltà incontrate.

    Michael Clarke, un analista militare, sottolinea che la controffensiva ucraina è stata progettata come un'offensiva a due fasi. La prima fase è focalizzata sull'identificazione delle debolezze delle linee russe, mettendo sotto pressione le forze nemiche e valutando le loro risposte.

    Ciò permette all'Ucraina di adattare le proprie tattiche e preparare le forze principali e le riserve addestrate ad hoc per la seconda fase che invece, prevede l'impiego di tattiche più aggressive e mirate, sfruttando le informazioni raccolte nella prima fase per colpire con la maggior forza possibile le debolezze identificate.

    Gli esperti ritengono che questa strategia possa essere efficace, poiché consente una valutazione e un adattamento continui, aumentando le possibilità di successo a lungo termine.

    È probabile, perciò, che il percorso al successo ucraino possa essere più lento e graduale di quanto desiderato e previsto dai sostenitori occidentali dell'Ucraina.

    Dipenderà comunque dall'Occidente continuare a fornire all'Ucraina un flusso costante di armi ed attrezzature militari nelle settimane e nei mesi a venire, in modo che si possa mantenere la necessaria pressione fino a quando le forze russe non mostreranno debolezze sfruttabili.

    È un processo che richiede molta pazienza, ma che potrebbe ancora avere successo. L’unico vero problema è il tempo sempre più limitato a disposizione degli ucraini.

    Konrad Muzyka, specialista di intelligence militare, sottolinea infatti che il tempo è sempre stato un fattore cruciale, e gli ucraini hanno adesso fino ad un massimo di tre mesi di tempo prima che scarseggino le munizioni di artiglieria e il terreno diventi troppo fangoso.

    E se la controffensiva davvero dovesse fallire?

    Insomma, il tempo scarseggia sempre di più e per l'Ucraina, che dipende dagli aiuti militari esterni per sostenere il suo sforzo bellico, la posta in gioco politica della controffensiva non potrebbe essere più alta.

    Un suo fallimento potrebbe infatti portare ad uno stallo strategico, con entrambe le parti che rispettivamente si sarebbero a quel punto dimostrate incapaci di ottenere guadagni significativi nel corso del 2023.

    Inoltre, se la controffensiva dovesse essere percepita come fallimentare, c’e il rischio concreto di una diminuzione del supporto internazionale all'Ucraina, già difficile da mantenere a questi livelli a prescindere, visto il malumore delle opinioni pubbliche occidentali per una guerra che va avanti da troppo tempo e le elezioni presidenziali in arrivo negli Stati Uniti nel prossimo anno.

    Allo stesso tempo, un fallimento della controffensiva potrebbe essere sfruttato dalla Russia come una vittoria di propaganda (cosa che, come abbiamo visto, stanno già iniziando a fare), rafforzando la narrativa che le forze ucraine non sono in grado di riconquistare il territorio controllato dalla Russia.

    Tutto ciò potrebbe aumentare le pressioni per una soluzione diplomatica o negoziata anche a costo di perdite territoriali per l’Ucraina. Ciò nonostante, raggiungere un accordo accettabile per entrambe le parti sarà estremamente difficile.

    Le premesse per un accordo non sono buone anche tenendo in considerazione la reazione estremamente negativa espressa da parte di Mosca ai negoziati di pace in corso a Jeddah dove i negoziatori (con la Russia assente) hanno convenuto che i principi centrali del diritto internazionale, come il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina, dovrebbero costituire la base dei futuri colloqui di pace tra Ucraina e Russia.

    In tutta risposta, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha infatti affermato che i negoziati senza una delle due parti sono totalmente inutili, che la Russia vuole vedere riconosciuta la propria sovranità sulle quattro regioni ucraine illegalmente annesse prima di sedere al tavolo dei negoziati e che al momento Mosca non vede alcun motivo per sedersi al tavolo dei negoziati con Kyiv.

    Un’altra possibile conclusione è quella del congelamento del conflitto sulle posizioni attuali, vista ovviamente con contrarietà da Kyiv che finirebbe in questo modo per perdere de facto una parte importante del proprio territorio a sud, incidentalmente in buona parte proprio quello in cui si sta combattendo in questi giorni.

    Inoltre, un congelamento del conflitto non impedirebbe la possibilità (più volte esposta come rischio dai funzionari ucraini) che in futuro la Russia, una volta riarmatasi e riorganizzatasi dopo le enormi perdite subite in questa guerra, possa di nuovo riprendere le ostilità in futuro, in un ambiente internazionale meno ostile per le ambizioni di Putin, ad esempio in caso di una possibile vittoria di Trump alle prossime elezioni presidenziali americane.

    Tuttavia, anche la continuazione del conflitto senza una risoluzione chiara rischia di portare a ulteriori conseguenze catastrofiche umane ed economiche in Ucraina, con un impatto duraturo sulla popolazione e sull'economia di un Paese già devastato da 500 giorni di guerra.

    Samuel Charap, esperto del think tank Rand Corp, sostiene già ora che nessuna delle due parti ha una possibilità realistica di ottenere una vittoria definitiva. Di conseguenza, gli Stati Uniti ed i Paesi occidentali dovrebbero già iniziare a prepararsi a un esito inconcludente ed esplorare le opzioni per un eventuale accordo diplomatico.

    "È un'indicazione di come stanno andando le cose. Non ci sarà un risultato militare decisivo", ha detto Charap.

    La situazione rimane incerta, e solo le prossime settimane potranno dimostrare se la fiducia riposta dall’Occidente nella capacità di Kyiv di portare a termine il proprio compito è ben fondata o se, come suggerisce Charap, la situazione è destinata a un esito inconcludente.

    In tal caso la diplomazia, la pazienza e una comprensione profonda delle complesse dinamiche in gioco dovrebbero essere fondamentali per trovare una difficile via d'uscita da un conflitto che ha già causato troppo dolore e sofferenza.

    La situazione potrebbe presto richiedere, dunque, una riflessione seria ed un impegno concertato da parte di tutte le nazioni coinvolte, con l'obiettivo di raggiungere una pace duratura e giusta che rispetti la sovranità e l'integrità dell'Ucraina

    https://www.fanpage.it/esteri/come-s...nsiva-ucraina/
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
    Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...

  10. #2480
    cittadina del mondo
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    https://www.ispionline.it/it/pubblic...ontroffensiva-
    e forze di Kiev stanno contrastando l'esercito di Mosca con immensi sacrificici, senza riuscire però a sfondare l’intricato sistema difensivo russo se non in limitati settori del fronte
    Non è un fallimento, poiché le unità di combattimento di Kiev mantengono una significativa capacità operativa, ma la possibilità di successo è un’ambizione di fatto archiviata, sia da Kiev che da Washington poiché, esaurite le scorte di equipaggiamenti fornite dall’Occidente, è venuta meno la capacità offensiva e con essa la capacità di spinta oltre le linee di difesa russe
    È però necessario chiarire un aspetto cardine nella lettura del conflitto in corso, sul piano tattico e operativo: l’idea di una controffensiva di Kiev in grado di ricacciare indietro i russi imponendo loro l’abbandono del fronte non è oggi più realizzabile, così come non lo è stato all’inizio di questa nuova stagione di combattimenti avviata tra fine maggio e i primi di giugno, poiché il potenziale militare ucraino è sempre stato, grazie agli aiuti occidentali, adeguato ed efficace per una guerra difensiva, tuttalpiù per azioni offensive limitate, contrattacchi, ma mai per garantire il successo di un’azione in profondità su tutto il fronte. E questo perché una controffensiva davvero risolutiva, per poter raggiungere lo scopo di infliggere un danno significativo ai russi, avrebbe richiesto – e richiederebbe nel caso in cui questa fosse la volontà degli alleati di Kiev – un numero di carri armati, pezzi di artiglieria e potere aereo che l’Ucraina, semplicemente, non ha mai avuto, come non ha mai avuto una capacità di condurre manovre coordinate e combinate su ampia scala.
    Guardando all’evoluzione sul campo, a partire dall’avvio dell’operazione ucraina volta a colpire le linee difensive presidiate dai russi, sul piano tattico la situazione al fronte si è caratterizzata da fluidità, alternanza e instabilità. Al contrario, su quello operativo si è imposto un andamento relativamente statico, caratterizzato da un’assenza di azioni risolutive o perdite o guadagni significativi.
    La scelta dei russi si è concretizzata in una strategia difensiva associata alla condotta di attività offensive a livello tattico e operativo, con sforzi maggiori nei settori meridionale e nord-orientale del fronte. Una scelta, quella fatta dal capo dell’Operazione militare speciale russa, il generale Valerij Vasil’evič Gerasimov, che ha consentito di preservare il proprio “potere di combattimento”. Nel concreto, i russi hanno messo in atto, in alcuni settori del fronte, una serie di azioni di contrasto dinamico, indietreggiando e inducendo le unità ucraine a proseguire in profondità, lasciando però scoperti i fianchi in aree favorevoli ai difensori, che poi hanno colpito gli ucraini attraverso manovre proprio su quei fianchi, resi vulnerabili dalle condizioni sul terreno.

    In tale quadro, le unità ucraine hanno tentano fin dai primi giorni, e con ritmo oscillante, di erodere il margine anteriore del dispositivo di difesa nemica a sud di Zaporizhzhia in direzione di Tavrisk, liberando Pyatykhatky, a circa 25 km a sud-ovest di Orikhiv, su Donetsk e sui fianchi di Bakhmut, occupando aree limitate al cui interno vi sono alcuni insediamenti e piccoli centri abitati, a sud di Velyka Novosilka nella provincia (Oblast’) occidentale di Donetsk e ottenendo la liberazione di Andriivka il 25 luglio.
    Le truppe ucraine hanno attaccato con azioni parallele, simultanee, con il supposto obiettivo di mantenere in stato di allerta le unità di riserva russe, stressando al contempo quelle schierate al fronte, con lo scopo di indurre alla mobilitazione le riserve di Mosca senza però lasciare intendere in quale settore del fronte dovesse essere concentrato lo sforzo principale. La principale criticità per gli ucraini è consistita nella dispersione delle forze disponibili, impegnate su più direttrici, di fatto rendendo inefficace lo sforzo principale sull’obiettivo primario. Una scelta che, di fatto, ha ridotto l’impatto sul dispositivo difensivo, che è riuscito ad assorbire la spinta energica ma diluita della manovra ucraina.
    137918#:~:text=per%C3%B2%20necessario%20chiarire,e %20della%20Natohttps://www.ispionline.it/it/pubblic...fensiva-137918
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

 

 
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