

Ultima modifica di don Peppe; 29-10-10 alle 00:44


Perchè, ma perchè non capite?
che io non posso lasciar la mia terra,
ogni albero conosce il mio tocco,
ogni frutto è per me come un figlio.


dici bene collega (uh?!? siamo stati nominati dalla medesima amministrazione) ma quando uno che non so neanche chi cazzo sia da gratuitamente del cesso al forum che mi onoro di moderare ormai da quasi sei anni (nonostante le migrazioni) permetti che gli risponda col solo linguaggio che comprende?
Ultima modifica di Dottor Zoidberg; 29-10-10 alle 01:01
Perchè, ma perchè non capite?
che io non posso lasciar la mia terra,
ogni albero conosce il mio tocco,
ogni frutto è per me come un figlio.


il numero dei morti per colera a Napoli è come i morti uccisi da pol pot, variano di parecchie unità a seconda delle fonti, così come i cambogiani uccisi da pol pot, per i cacainchiiosto di regime erano dapprima novecentomila, poi un milione e mezze, due milione (fonte quell'abortoediotirale chimato libro nero del comunismo), pi tre quttro, cinque sei e sette milioni(più degli abitanti di tutta la cambogia, recentemente tornati a novecentomila, quando qualcuno si è reso conto che la gente continuava a chiedersi come avesse fatto la cambogia a passare da quattro milioni e mezzo a sei milioni e mezzo negli anni di pol pot), anche nel caso dei morti per la presunta "epidemia" di colera variano enormemente a seconda della fonte, e questo è dovuto al fatto che i cacainchiostro prezzolati della stampa e della televisione si basavano sul sentito dire e si guardavano bene dal ferificare le fonti, esattamente come pochi, esattamente come pochi anni fa fecero per la preunta "epidemia" di influenza aviaria, poi rivelatasi una bufala planetaria, comunque si è fatto tardi e devo andare a dormire, quindi non ho il tempo per parlare dell'argomento




Ultima modifica di Amalie; 29-10-10 alle 10:15








"... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"
(G. D'Annunzio)