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  1. #2091
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA


  2. #2092
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA


  3. #2093
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Tante armi ma non abbastanza uomini per maneggiarle. Annaspano le Forze Armate USA
    Di redazione -27/01/2024

    Nuove ombre si addensano sulle forze militari statunitensi: un rapporto di The Heritage Foundation ha dipinto un quadro cupo per l’esercito degli Stati Uniti, indicando che non c’è praticamente nessun braccio militare pronto ad affrontare un conflitto importante.

    Nonostante tutti tentativi di dimostrare al mondo la propria potenza militare negli Stati Uniti le forze armate non passano un buon momento. Secondo l’indice annuale di potenza militare di The Heritage Foundation l’esercito della Casa Bianca è stato descritto come debole e a rischio di non essere in grado di difendere i suoi interessi vitali.

    L’indagine ha classificato l’esercito in questa situazione per il secondo anno consecutivo e ha avvertito della mancanza di misure atte ad affrontare questo problema. Per questo ha valutato ogni ramo militare in base alla sua capacità, potenza e preparazione e l’Air Force mantiene la situazione più critica, descritta come “molto debole” nel 2023.

    L’analisi ha anche sottolineato che, in soli due anni, l’esercito in servizio attivo ha ridotto la sua capacità da 485 mila a soli 452 mila soldati.
    Il documento rilasciato da The Heritage Foundation ha sottolineato che questo problema colpisce direttamente sia la preparazione che l’efficacia, poiché l’esercito non può amministrare completamente le sue formazioni, riferisce Al Mayadeen.

    Quindi il quadro che viene dipinto non è certo roseo per le forze armate statunitensi, sembra davvero che il potenziale degli Stati Uniti, fino ad ora l’arma privilegiata per Washington per mantenere la propria egemonia mondiale, stia piano piano demolendosi. Al di la delle manifestazioni di potenza militare la situazione pare essere drammatica oltre oceano, mostrare i muscoli se non li hai potrebbe essere un boomerang. Se si considera poi che per la difesa sono stati stanziati oltre 850 miliardi di dollari domandarsi dove va a finire questa montagna di soldi non è una domanda retorica.

    Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #2094
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    C'è un cavallo che sta arrivando veloce come un razzo alla casa bianca.
    E quando galoppa non fa clop clop ma trump trump
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  5. #2095
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    USA. Il prezzo delle guerre fallite. L’atto d’accusa della ex Vice Segretaria americana per la Difesa nel Medio Oriente (A. Tarquini)

    Per il secondo anno consecutivo, uno studio del think tank con sede a Washington: The Heritage Foundation, ha classificato le forze armate statunitensi come “deboli” e incapaci di “difendere gli interessi vitali degli Stati Uniti” in tutto il mondo. L’analisi della Fondazione Heritage ha profondamente scosso l’ambiente militare americano e vari alti ufficiali si stanno chiedendo come é possibile che l’esercito degli Stati Uniti sia debole nonostante che sia l’esercito che gode di finziamenti più elevati rispetti a tutti gli altri Paesi del mondo, Russia e Cina compresi.

    Si sta insinuando il dubbio che nel tempo la US Army sia stata trasformata in una gigantesca macchina per fare soldi indebolendo le sue capacità difensive/offensive. Il dubbio che la US Army non sia altro che un grande affare per l’alta finanza e le industrie belliche (condividendo così la sorte della NATO) é reale ma assieme a questa spiegazione ve n’é un’altra, la incredibile serie di guerre perse che ha fatto crollare l’arruolamento dei giovani americani e l’incapacità di riconoscere i propri fallimenti che porta a riprodurre gli stessi errori del passato, come nel caso dell’Ucraina e ora del Medio Oriente.

    Ce lo spiega Simone Ledeen, ex vice segretaria aggiunta della Difesa americana nel Medio Oriente sulla rivista militare americana The Clear Defense. Le sue competenze spaziano dalla politica di difesa, all’intelligence, all’antiterrorismo, al finanziamento della lotta alle minacce delle tecnologie emegenti.

    “Un numero crescente di americani è alle prese con un profondo dilemma. Questo dilemma deriva dalla nostra recente e dolorosa storia di interventi andati male e di risultati che si sono discostati nettamente dagli obiettivi prefissati. Il dibattito sulle ragioni dell’attuale calo del numero di reclutamenti militari, combinato con il crescente isolazionismo americano, dovrebbe includere qualcosa di più del semplice flagello del “wokeismo”. Dobbiamo esaminare attentamente i nostri fallimenti, fare tesoro delle importanti lezioni apprese e ritenere responsabili i leader falliti.

    Le cicatrici della guerra in Iraq sono profonde nella psiche americana. Una guerra iniziata con il pretesto di eliminare le armi di distruzione di massa ha infine trasformato l’Iraq in un satellite iraniano. Il tributo in termini di sangue e soldi spesi fu sconcertante. La nostra nazione, me compresa, si è resa conto che la liberazione promessa aveva invece seminato caos e instabilità.

    Allo stesso modo, l’impegno ventennale in Afghanistan mirava a cacciare i talebani e istituire un governo stabile. Nonostante gli immensi investimenti, il nostro ritiro caotico e il conseguente crollo del governo afghano e delle sue forze armate, hanno sollevato interrogativi sull’efficacia di guerre così prolungate quando abbiamo una leadership politica così volubile. Lo scetticismo ha messo radici, con molti americani che mettono in dubbio la saggezza di sacrificare vite e risorse per risultati che sembrano, nella migliore delle ipotesi, sfuggenti.

    La riluttanza americana a impegnarsi in guerre è radicata nella sfiducia nella leadership politica e militare, piuttosto che nel dubbio nelle capacità militari. Questo scetticismo è alimentato dall’osservazione che, nonostante la capacità dei militari di raggiungere il successo, le decisioni politiche e la mancanza di impegno a lungo termine spesso minano questi sforzi.

    Le esperienze in Iraq e Afghanistan, dove anni di sacrifici e perdite significative alla fine hanno portato al ritiro parziale o totale e hanno ridotto ogni possibilità di successo duraturo, esemplificano questa preoccupazione. Le persone si chiedono perché dovrebbero sostenere le guerre quando le decisioni della leadership possono negare il potenziale per risultati duraturi.

    Un problema evidente è la scarsa capacità di attenzione mostrata sulla scena globale. Mentre gli avversari pianificano e agiscono in termini di decenni e generazioni, la politica estera americana spesso soccombe alla volatilità dei cicli politici a breve termine. L’assenza di una strategia coesa a lungo termine che abbracci le varie amministrazioni che si sussuegono per mandato elettorale, indebolisce la posizione della Nazione, consentendo agli avversari di sfruttare l’instabilità intrinseca della politica estera degli Stati Uniti.

    Inoltre, la demonizzazione e l’alienazione di potenziali reclute militari aggravano il problema. Come può un governo aspettarsi che l’opinione pubblica si unisca a sostegno delle sue guerre quando critica e ostracizza coloro che portano il peso della lotta? Gli americani vogliono vincere, e questo desiderio di vittoria è palpabile non solo sul campo di battaglia ma anche nei cuori di coloro che prendono in considerazione il servizio militare. Tuttavia, lo scollamento tra i fallimenti strategici del governo e le aspirazioni delle potenziali reclute crea un divario insormontabile.

    Un esercito di successo richiede la fiducia e il sostegno dei suoi cittadini, e questa fiducia si sgretola quando il governo non riesce ad apprezzare i sacrifici compiuti dagli uomini e dalle donne in uniforme. L’onere di entrare in un’arena in cui la vittoria sembra sfuggente diventa un pesante deterrente per coloro che considerano il servizio militare. I reclutatori affrontano una dura battaglia, tentando di vendere una visione di successo quando la storia recente è segnata da passi falsi e risultati discutibili.

    Altrettanto preoccupante è la mancanza di responsabilità per il fallimento. Mentre i soldati affrontano le conseguenze delle missioni fallite, i funzionari di alto rango spesso sfuggono al controllo. Generali e ammiragli che presiedono campagne sbagliate ricevono un lasciapassare per i loro fallimenti, promuovendo una cultura dell’impunità che perpetua solo passi falsi strategici.

    Il concetto di deterrenza, un tempo pietra angolare della politica estera americana, ha perso la sua efficacia. Ripristinare semplicemente la deterrenza non equivale a distruggere il nemico; ciò richiede un cambiamento fondamentale nel pensiero strategico.

    In conclusione, la riluttanza di molti americani ad arruolarsi nell’esercito e a sostenere un ulteriore impegno nei conflitti globali non deriva da un’errata simpatia per gli avversari stranieri o da un desiderio di isolamento. Si tratta invece di una risposta a decenni di fallimenti strategici, interventi fuorvianti e mancanza di responsabilità. Ricostruire la fiducia nella capacità del governo di condurre campagne militari di successo richiede vera introspezione e responsabilità. Solo allora gli Stati Uniti potranno davvero guadagnarsi il sostegno dei suoi cittadini e riconquistare la propria posizione di leader globale”.

    Aurelio Tarquini

    https://www.farodiroma.it/usa-il-pre...te-a-tarquini/
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    Der Wehrwolf

  6. #2096
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Gli USA resteranno in Iraq e Siria dopo la recente ondata di attacchi alle basi americane? (Aurelio Tarquini)
    Di redazione -27/01/2024

    Gli Stati Uniti incontreranno il governo iracheno nei prossimi giorni per discutere il futuro delle truppe americane in Iraq, ha detto giovedì il segretario alla Difesa Lloyd Austin (nella foto). Secondo quanto riferito, i colloqui si concentreranno su una tempistica per il ritiro della coalizione guidata dagli Stati Uniti in Iraq, che il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani e altri alti funzionari iracheni hanno pubblicamente richiesto.

    Gli Stati Uniti hanno 2.500 soldati in Iraq, la cui missione è stata quella di addestrare e consigliare le forze di sicurezza irachene per prevenire una potenziale rinascita dello Stato Islamico. Ma le forze statunitensi in Iraq e nella vicina Siria sono state sempre più sotto pressione dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas, con le milizie che hanno lanciato oltre 150 attacchi con razzi e droni contro le basi statunitensi dal 7 ottobre dello scorso anno.

    Nel frattempo, circolano notizie secondo cui l’amministrazione sta anche valutando la possibilità di ritirare le truppe dalla Siria, dove le forze americane sono dispiegate dal 2015 per proteggere i pozzi petroliferi siriani dove gli americani stanno rubando astronomiche quantità di petrolio per rivenderlo al mercato nero. Quattro fonti dell’amministrazione hanno detto a Foreign Policy che c’è poca propensione degli Stati Uniti a mantenere una presenza in Siria, ed esperti di politica estera degli Stati Uniti hanno affermato di aver discusso con i funzionari circa un ritiro, anche se l’amministrazione ha negato che questo sia stato preso in considerazione. Cinque funzionari statunitensi hanno detto al think tank americano Politico che il ritiro degli Stati Uniti non è imminente, ma che sono in corso discussioni su dove le forze americane sono più necessarie in Medio Oriente.

    Sarà come dicono loro, ma tutti gli indizi portano a pensare che la vera ragione sia l’incapacità militare americana di far fronte agli attacchi coordinati e asimetrici dell’Asse della Resistenza coordinata dall’Iran in Siria e Iraq. Anche i tempi di ritiro potrebbero essere più brevi di quelli paventati. Il ritiro dai due Paesi mediorientali contiene l’alto rischio di essere intepretato dalla maggioranza del mondo come l’ennesima sconfitta americana e di rafforzare la resistenza contro l’ultimo alleato occidentale rimasto nel Medio Oriente: Israele. In Siria si creerebbe una difficile e drammatica situazione per i curdi che hanno collaborato con le truppe di occupazione americane nelle zone petrolifere. Il governo siriano sicuramente deciderà di riprendere il controllo dei giacimenti petroliferi lanciando un’offensiva contro le forze curde. Un’offensiva che la Turchia ha tutto l’interesse di partecipare al fianco di Hassad.

    Aurelio Tarquini
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    Der Wehrwolf

  7. #2097
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    C'è un cavallo che sta arrivando veloce come un razzo alla casa bianca.
    E quando galoppa non fa clop clop ma trump trump
    Alla fine il Mitico "1° Esercito del Mondo" è tutto fumo e niente arrosto Tè credo che si meritano Trump, il cui cognome significa "Scoreggia"
    Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
    A paraulas maccas uriga surda
    Tessera N° 29 Fronda ForumerZ di POL
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  8. #2098
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    NSA coinvolta nella sorveglianza Internet degli statunitensi
    https://www.lantidiplomatico.it/dett...ensi/82_52627/
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  9. #2099
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Gli Stati Uniti dispiegheranno armi nucleari nel Regno Unito per la prima volta in 15 anni
    https://www.lantidiplomatico.it/dett...anni/82_52620/
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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  10. #2100
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    C'è un cavallo che sta arrivando veloce come un razzo alla casa bianca.
    E quando galoppa non fa clop clop ma trump trump
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

 

 
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