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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Caos al congresso Usa, caccia al nuovo speaker


    Il silenzio delle strade alberate attorno a Capitol Hill, popolate di giornalisti e telecamere, nasconde un caos senza precedenti nella storia americana.

    Tra le mura dell'immenso edifico in marmo bianco è iniziata un'altra guerra interna al Partito repubblicano per scegliere il successore di Kevin McCarthy, cacciato da un manipolo di trumpiani che ora puntano a prendere il controllo della Camera piazzando un loro uomo.


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    Mentre i democratici accusano gli avversari di aver bloccato i lavori del Congresso nel momento più delicato, con una legge di bilancio da approvare entro metà novembre e gli aiuti all'Ucraina nel limbo. L'unico del Grand old party ad essersi candidato ufficialmente alla poltrona di speaker per ora è Jim Jordan. Cinquantanove anni, dell'Ohio, il repubblicano è al Congresso dal 2007 ed è un falco del partito. Sostenitore della prima ora di Donald Trump, è uno dei più acerrimi nemici del dipartimento di Giustizia, da lui accusato di essere uno strumento politico nella mani di Joe Biden e di aver ostacolato le indagini sul figlio Hunter. Tra i papabili alla successione di McCarthy il più quotato è però un altro ultraconservatore e fedelissimo del tycoon, il 57enne Steve Scalise, attuale capogruppo alla Camera, con bisnonni di origine siciliana. "Sarebbe uno speaker fenomenale", ha detto di lui Matt Gaetz, autore del golpe contro McCarthy ed esponente di punta della fronda 'Maga' che con i suoi venti voti ha potere di veto su qualsiasi scelta. E Scalise si è candidato ufficialmente per il ruolo di Speaker annunciandolo ai suoi colleghi repubblicani in una lettera: "ho dimostrato di poter unire diversi punti di vista e creare consenso dove gli altri pensavano fosse impossibile", si legge nella missiva riportata dai media americani. Su Scalise grava però l'ombra dei contatti con il 73enne suprematista David Duke, ex membro del Ku Klux Klan della Louisiana che ha corso per varie cariche (compresa la Casa Bianca) e che nel 2016 diede il suo endorsement a Trump. Secondo il New York Times, all'inizio della sua carriera Scalise diceva di essere "come Duke ma senza il carico" del suo controverso passato. Vicino alla lobby delle armi, nel 2017 rimase ferito in un attentato da parte di un estremista di sinistra anti-Trump mentre giocava a baseball con alcuni colleghi di partito e recentemente ha annunciato di avere un mieloma multiplo e di seguire un trattamento anti cancro. Il tycoon, l'eminenza bionda dietro a tutta l'operazione, per il momento non si espone e, in un post sul suo social media Truth, si limita ad invitare i repubblicani a "non combattere tra loro ma contro i democratici della sinistra radicale". Sui social circola il suo nome come possibile speaker con tanto di foto con il tradizionale martelletto in mano. "Sono concentrato ad essere eletto presidente, ma in molti me l'hanno chiesto", ha commentato Trump fuori dal tribunale di New York. Nel frattempo, da qui all'11 ottobre, quando inizierà la votazione per eleggere il nuovo leader della Camera, a Capitol Hill c'è un problema di gestione. Secondo il regolamento infatti, lo speaker ad interim Patrick McHenry ha poteri limitati e può soltanto fare comunicazioni, rispondere alle interrogazioni parlamentari, pronunciarsi su mozioni d'ordine e designare un suo successore pro tempore. Ma non può presiedere una sessione congiunta del Congresso o prendere decisioni senza l'unanimità della Camera. Essendo un evento senza precedenti, inoltre, la situazione è ancora più ingarbugliata e gli esperti sono divisi, soprattutto rispetto alle leggi che possono essere approvate. Secondo alcuni infatti la House può passare una legge ritenuta "necessaria" dalla Costituzione, ma tutto il resto dovrà aspettare. Per ora, l'unica decisione presa da McHenry è stata quella di sfrattare Nancy Pelosi dal suo ufficio. Una mossa che l'ex speaker democratica, in California per il funerale di Dianne Feinstein, non gli ha perdonato. "Con tutte le cose importanti da fare, la prima è stata ordinarmi di lasciare il mio ufficio a Capitol Hill".


    https://www.ansa.it/sito/notizie/mon...0f162d358.html

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    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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  2. #452
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Gli Usa e l’emergenza fentanyl: “Sappiamo chi è responsabile dell’avvelenamento americano”. Sanzioni per 25 tra aziende e soggetti in Cina

    Avrebbero prodotto sostanze chimiche usate per realizzare il fentanyl e distribuirlo illegalmente negli Stati Uniti: con questa accusa, il dipartimento di Giustizia statunitense ha annunciato il 3 ottobre sanzioni contro 25 tra aziende e soggetti, con sede in Cina. “Sappiamo chi è responsabile dell’avvelenamento del popolo americano”, ha perentoriamente dichiarato il procuratore generale Merrick Garland. Il potente oppioide, sviluppato inizialmente come antidolorifico e usato a fini medici anche come sedativo, svolge infatti un ruolo di primissimo piano nell’attuale crisi della droga. Facilmente reperibile e diffuso sul mercato americano, il fentanyl dà una forte dipendenza e nel 2022 ha causato negli Stati Uniti ben 109.680 decessi: le overdose accidentali sono dunque diventate la prima causa di morte per gli under 40 in ben 37 stati americani.



    Secondo Garland, la catena di approvvigionamento “spesso inizia con le aziende chimiche in Cina”. Da lì le sostanze necessarie alla produzione verrebbero spedite in Messico, dove sarebbero poi usate per produrre la droga in laboratori clandestini gestiti dai narcotrafficanti. A quel punto, il fentanyl verrebbe trasferito negli Stati Uniti sotto etichette errate e falsi indirizzi, in modo da evitare che i prodotti vengano identificati dalle forze dell’ordine. Insomma, per fermare il mercato illegale dello stupefacente sarebbe necessario intervenire alla radice. Di qui le sanzioni, che nello specifico hanno colpito 12 aziende e 13 individui in Cina, cui si aggiungono – afferma il ministero del Tesoro – due entità e un individuo con sede in Canada. Tali misure porteranno al congelamento dei beni posseduti da queste aziende negli Stati Uniti, e impediranno agli americani di avere a che fare con loro. Il procuratore generale Garland non ha specificato chi siano le entità soggette a sanzione, ma ha precisato che nessuno è stato finora arrestato e che le autorità cinesi non hanno collaborato alle indagini condotte sul suolo statunitense.


    Da Pechino è poi arrivata una forte condanna alla mossa di Washington. “Ci opponiamo fermamente alle sanzioni e ai procedimenti giudiziari degli Stati Uniti contro entità e individui cinesi e alla grave violazione dei diritti e degli interessi legittimi delle imprese e delle persone interessate”, ha dichiarato il ministero degli Esteri cinese. “La crisi del fentanyl negli Stati Uniti è radicata nel Paese”. Specificando poi che il governo di Pechino è in prima linea nella repressione dei crimini legati alla droga, il ministero ha aggiunto: “Imporre pressioni e sanzioni non può risolvere i problemi degli Stati Uniti. Creerà soltanto ostacoli alla cooperazione sino-americana sul controllo della droga”.

    Non si tratta comunque del primo caso di accuse rivolte alla Cina sul tema del fentanyl: già a giugno 4 aziende cinesi vennero incriminate per traffico di sostanze usate per la produzione dell’oppioide. Pochi mesi prima, il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador aveva chiesto a Pechino di contribuire a bloccare il presunto flusso dell’oppioide e dei suoi precursori chimici. Richiesta alla quale la Cina rispose negando l’esistenza di un traffico illegale di fentanyl tra Cina e Messico. Insomma, gli Stati Uniti hanno rilanciato un tema già al centro delle preoccupazioni del governo. E lo hanno fatto in un momento preciso: alla vigilia di un viaggio di Garland in Messico, viaggio in cui si discuterà proprio di traffico illegale di droghe. A cominciare dal fentanyl.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/202...-cina/7313405/
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  3. #453
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    New York. Ryan Carson era un noto attivista progressista. Tra le sue battaglie, quella per ridurre la presenza di agenti di polizia per non acuire le tensioni sociali. È stato ucciso a coltellate in strada da un afroamericano mentre aspettava l'autobus, con la fidanzata.
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  4. #454
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    La Camera Usa rimuove per la prima volta nella storia lo speaker McCarthy: ecco perché è una vittoria di Trump

    Tutto è iniziato col compromesso con i democratici per scongiurare lo shutdown (ovvero la paralisi delle attività amministrative che includono, ad esempio, apertura di musei e monumenti, esecuzione dei processi civili e finanziamenti pubblici per piccole imprese e privati) e da lì era poi partita la mozione del deputato repubblicano di estrema destra Matt Gaetz per rimuovere Kevin McCarthy dalla carica di speaker (l’equivalente del nostro presidente). Un tentativo andato in porto per il trumpiano, che ha deciso di arrivare alla resa dei conti con l’establishment repubblicano per dettare la linea nel Grand Old Party. Una vittoria che conferma la presa dell’ex presidente sul partito. Sono bastati 8 deputati Gop per far venire meno a McCarthy la sua risicata maggioranza, dato che i dem non gli hanno offerto nessun aiuto: il voto è finito con 216 sì e 210 no. È la prima volta nella storia degli Stati Uniti che in cui i membri della Camera destituiscono il loro speaker. I democratici considerano McCarthy inaffidabile dopo che ha rotto un accordo sul budget con il presidente Joe Biden e sono irritati dalla sua decisione di dare il via libera a un’indagine di impeachment del presidente. Contro lo speaker si sono espressi però anche alcuni membri del suo stesso partito. Gaetz, infatti, in un precedente discorso alla Camera, aveva chiesto a McCarthy di rivelare i dettagli di un presunto accordo che il relatore avrebbe stretto con la Casa Bianca per contribuire a finanziare la guerra in Ucraina nell’ambito dei negoziati per rifinanziare le attività del governo federale.

    Le accuse dei repubblicani a McCarthy – Ma la sua rimozione ha generato un terremoto politico-parlamentare negli Stati Uniti. Salito alla ribalta delle cronache per le accuse – poi archiviate – di una relazione con una minorenne e di sfruttamento della prostituzione, Gaetz ha accusato McCarthy di non mantenere le promesse e di flirtare con l’opposizione: in particolare di aver fatto approvare il rinvio dello shutdown di un mese e mezzo con i voti dei dem e di avere un “accordo collaterale segreto” con Biden per continuare a finanziare Kiev con una legge ad hoc (su cui concordano anche i senatori repubblicani). “Fatti sotto”, gli aveva risposto lo speaker, prima di mettere al voto l’istanza, deciso a non restare più ostaggio di un manipolo di colleghi ‘Maga’ (Make America great again) e a giocarsi tutto nella sfida frontale. Ma già nel primo voto per rinviare la mozione aveva capito di non aver i numeri per sopravvivere, con i dem compatti contro di lui. Ora dovrà indicare il suo sostituto provvisorio sino all’elezione di un nuovo speaker, che non sarà certo facile e che rischia di paralizzare il Congresso proprio quando deve negoziare la prossima legge di spesa. “McCarthy è stato destituito oggi perchè nessuno si fidava più di lui, ha fatto troppe promesse controverse. Ora ci siamo tolti il dente, andiamo avanti con il prossimo Speaker”, ha detto Gaetz al termine del voto. Capitol Hill precipita così nel caos e nell’incertezza, con il partito repubblicano che, nonostante la maggioranza alla Camera, fa ‘hara-kiri’ e offre uno spettacolo di ingovernabilità che non giova certo al Grand Old party in vista delle elezioni.

    La rimozione nel contesto della politica estera – Il terremoto arriva proprio nel giorno in cui Joe Biden chiama i leader dei Paesi Nato e i vertici della Ue “per coordinare il sostegno per l’Ucraina” e rassicurare che gli aiuti continueranno “finché serve”, dopo i dubbi seminati dal provvedimento anti shutdown senza i 6 miliardi previsti per Kiev e il monito del Pentagono al Congresso sull’esaurimento a breve dei fondi per il Paese aggredito. Partner e alleati hanno risposto presente, compresa la premier Giorgia Meloni, che “ha confermato il continuo e convinto supporto del governo italiano alle autorità ucraine in ogni ambito finché sarà necessario, con l’obiettivo di raggiungere una pace giusta, duratura e complessiva”. Ma l’ammiraglio Rob Bauer, il più alto funzionario militare dell’Alleanza, e il ministero della Difesa britannico hanno avvertito che le scorte di munizioni occidentali da inviare a Kiev si stanno esaurendo. “Non possiamo in nessun caso permettere che venga interrotto il supporto americano all’Ucraina. Sono in gioco troppe vite, troppi bambini e troppe persone”, aveva messo in guardia Biden lunedì in una riunione del governo alla Casa Bianca, dove oggi il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana John Kirby ha ammonito che “gli aiuti Usa all’Ucraina dureranno solo qualche mese” se Capitol Hill non agisce. “Mi aspetto totalmente che lo speaker della Camera e la maggioranza dei repubblicani al Congresso mantengano il loro impegno per garantire il passaggio del sostegno necessario per aiutare l’Ucraina a difendersi dall’aggressione e dalla brutalità russa”, aveva aggiunto Biden, ricordando con le parole dell’ex segretaria di stato Madeleine Albright che gli Usa sono “la nazione indispensabile nel mondo”.

    Ma proprio poche ore dopo Gaetz ha presentato la mozione di sfiducia contro McCarthy, al quale aveva già fatto sudare l’ambita nomina con 15 votazioni. Una mossa rarissima: da quando è stata istituita nel 1910, solo due speaker hanno dovuto affrontarla e nessuno è mai caduto, anche se nel 2015 il repubblicano John Boehner, dopo la mozione, decise di dimettersi, consapevole di non riuscire a unire i deputati del suo partito. I dem hanno votato uniti contro lo speaker, preferendo non lanciargli alcun salvagente e lasciare che esplodessero le divisioni del partito rivale.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/202...trump/7312565/
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  5. #455
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    New York. Ryan Carson era un noto attivista progressista. Tra le sue battaglie, quella per ridurre la presenza di agenti di polizia per non acuire le tensioni sociali. È stato ucciso a coltellate in strada da un afroamericano mentre aspettava l'autobus, con la fidanzata.
    Il video del'aggressione

  6. #456
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Sleepy Joe ha fatto ammattire anche il cane?
    Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
    A paraulas maccas uriga surda
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  8. #458
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Florida, 11enne spara a 2 compagni di squadra dopo lite per le patatine/ Ragazzino in carcere per 21 giorni

    In Florida un 11enne è stato arrestato dopo aver sparato a due compagni di squadra, ferendoli, molto probabilmente al termine di una lite per le patatine

    Ennesima sparatoria negli Stati Uniti, questa volta in Florida, dove un ragazzino 11enne ha colpito i compagni della squadra di football ad Apopka. Il ragazzo, come riferito dai media americani, è stato in seguito arrestato con l’accusa di tentato omicidio di secondo grado dopo il ferimento e alla base del gesto vi sarebbe un litigio riguardante un pacchetto di patatine, così come riferito dalla polizia locale.
    Fra i feriti un ragazzino di 13 anni che è stato curata per una ferita d’arma da fuoco al braccio e subito dimesso dall’ospedale, mentre un altro 13enne si trova ancora ricoverato dopo aver subito un intervento chirurgico a seguito di ferite definite estese. Il tribunale ha stabilito che l’11enne responsabile di questo gesto gravissimo dovrà rimanere in un carcere di detenzione minorile per i prossimi 21 giorni, confermando quindi le accuse sollevate nei confronti del giovane imputato.
    FLORIDA, 11ENNE SPARA A 2 COMPAGNI DI SQUADRA: LA RICHIESTA DELLA DIFESA NON E’ STATA ACCOLTA
    La difesa aveva chiesto al giudice di concedere al ragazzo gli arresti domiciliari, sostenendo che lo stesso fosse stato vittima di bullismo: “Questo è un problema della società, non riguarda solo il ragazzo capisco che non possiamo incolpare le vittime, non possiamo incolpare altre persone e lui deve essere ritenuto responsabile delle sue azioni, ma è traumatizzato”, le parole dell’avvocato Rob Mandell. “Questo cambierà la sua vita, e lo tratteniamo per 21 giorni, o per tutto il tempo che sarà, mentre è sotto sorveglianza anti-suicidio, qualcunQuindi l’avvocato aveva aggiunto e concluso: “Capisco cosa richiede la legge ma credo che queste siano circostanze attenuanti che dovrebbero essere adattate per soddisfare le esigenze di un minore che ha bisogno di aiuto”. Il pubblico ministero non ne ha però voluto sapere, spiegando che l’11 enne ha sparato con cognizione di causa: “”È lui che ha preso la decisione di salire in macchina, prendere un’arma da fuoco, girarsi, fare cinque passi di corsa verso la vittima che gli dava le spalle e si stava allontanando, per poi sparare con quella pistola”.
    https://www.ilsussidiario.net/news/f...iorni/2599556/
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  9. #459
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    https://www.bing.com/ck/a?!&&p=28a5c...FoS3BHNQ&ntb=1

    Migranti, Biden fa marcia indietro su stop a Muro
    Socio Fondatore di AS - Alternativa Sociale

  10. #460
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    New York. Ryan Carson era un noto attivista progressista. Tra le sue battaglie, quella per ridurre la presenza di agenti di polizia per non acuire le tensioni sociali. È stato ucciso a coltellate in strada da un afroamericano mentre aspettava l'autobus, con la fidanzata.
    Qui si va ben oltre il contrappasso, purtroppo.

 

 
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