
Originariamente Scritto da
Airbus
Palmiro Togliatti, grandissimo politico aveva capito quale fosse l'unico sisatema per poter svergliare uin popolo ignorante assopito e assoggettato...... mai parole furono cosi' vere e sono tremendamente attuali.,..... il popolo e' nemico di se stesso, la folla e' donna a cui piace essere stuprata come diceva mussolini (un altro che aveva capito tutto delle persone), il popolo va educato e quando un popolo non educato si perde e viene assoggettato l'unica speranza e' una tragedia perche' da solo non avra' mai la forza e la capacita' di reagire.... l'unico problema che oggi una trage3dia in grado di risvegliare il popolo italico, e' poco realistica....purtroppo e ripeto purtroppo
" L'altra questione sulla quale sono in disaccordo con te, è quella del trattamento dei prigionieri. Non sono per niente feroce, come tu sai. Sono umanitario quanto te, o quanto può esserlo una dama della Croce Rossa. La nostra posizione di principio rispetto agli eserciti che hanno invaso la Unione Sovietica, è stata definita da Stalin, e non vi è più niente da dire. Nella pratica, però, se un buon numero dei prigionieri morirà, in conseguenza delle dure condizioni di fatto, non ci trovo assolutamente niente da dire, anzi e ti spiego il perché. Non c'è dubbio che il popolo italiano è stato avvelenato dalla ideologia imperialista e brigantista del fascismo. Non nella stessa misura che il popolo tedesco, ma in misura considerevole. Il veleno è penetrato tra i contadini, tra gli operai, non parliamo della piccola borghesia e degli intellettuali, è penetrato nel popolo, insomma. Il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie la guerra di Mussolini, e soprattutto la spedizione contro la Russia, si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il milgiore, è il più efficace degli antidoti. Quanto più largamente penetrerà nel popola la convinzione che aggressione contro altri paesi significa rovina e morte per il proprio, significa rovina e morte per ogni cittadino individualmente preso, tanto meglio sarà per l'avvenire d'Italia...".
Togliatti,15 febbraio 1943