occhio che leibniz era neoplatonico, quindi ti va un po' stretto per i tuoi parametri cattolici.
Visualizzazione Stampabile
@salve
Leibniz era eclettico quindi non può stare stretto a nessuno, al massimo largo.
Ma in particolare a cosa ti riferisci?
@salve
Effettivamente le monadi sono immateriali, ma non mi pare che la concezione dell'Assoluto sia più "plotiniana" di quella di san Tommaso. Quindi di nuovo, a cosa ti riferisci esattamente?
???
ma che vuoi???? te l'ho spiegato, piantala di scocciare, poi che cavolo c'entra "immateriali", chi ha parlato di immateriali te lo sai tu.
qualcuno mi liberi da questo, per carità!!!!
poi tommaso non m'interessa, o meglio m'interessa quel tanto che è stato ingloboato nell'antropoffia, il resto ciccia.
@salve
Tu non spieghi niente, vai per etichette, metti l'etichetta "plotiniano" e pensi di aver spiegato qualcosa.
Riguardo all'immateriale, in quale altro modo pensi abbia aperto la strada all'idealismo? Se materia e forma si appiattiscono in un punto senza estensione e per di più cosciente...
ma basta, sempre co ste chiacchiere da salotto.
pensare che a me la filosofia piaceva perché mi illudevo di trovare una qualche soluzione al mal di vivere, invece non solo non ho trovato un tubo, ma mi trovo costretto a rispondere ai sorrisetti saccenti di questo qua che crede di giocare alla battaglia navale.
@salve
Concepire razionalmente l'Assoluto, l'Uno o come vuoi chiamarlo può essere un preambolo per curare il male di vivere, ma non la soluzione.
Però a livello di chiacchiere da salotto, il rapporto fra l'Assoluto e il mondo creato oppure emanato distingue i vari filosofi.
Senz'altro sia in Plotino che in san Tommaso c'è il concetto di partecipazione platonico, solo che Tommaso lo declina in un modo molto preciso diverso da quello di Plotino.
Riguardo a Leibniz al di là del concetto di armonia prestabilita non saprei se c'è qualcosa di preciso che lo avvicina più a Plotino che a Tommaso, per questo chiedevo.
Bhe, allora spiega in maniera inequivocabile che tipo di stato vuoi, così poi confrontiamo il tuo modello con il mio.
Però una cosa deve essere chiara: io non voglio imporre proprio niente. Persino sulle imposte ho proposto una soluzione alternativa rispetto al sanzionare penalmente chi evade. La soluzione sarebbe che uno può anche uscire dal club "stato" se vuole, ma così facendo logicamente perderebbe tutti i benefici della comunità.
Ad esempio, le aziende e i beni dei ricconi sono protetti dallo stato. Se i comunisti attaccano i loro beni, la polizia interviene. Il riccone per me può anche uscire dal club "stato" se vuole, ma se poi i comunisti gli saccheggiano l'azienda non è più affar nostro.
Poi, le strade asfaltate sono roba della comunità, quindi tu non puoi viaggiare in macchina sulle strade asfaltate se esci dalla comunità, perché così facendo consumi l'asfalto degli altri.
In Svizzera funziona così a livello sanitario: se non paghi l'assicurazione medica obbligatoria non è che ti mettano in galera, ma dopo un po' il servizio sanitario ti viene bloccato. Se vai in farmacia ti dicono: "Ah... tu sei quello che non paga l'assicurazione medica! Niente farmaci per te!".
È anche ovvio che uscire dal club "stato" non ti dà il diritto di violare le leggi dello stato, perché sebbene tu sia uscito dal club, lo stato protegge ancora i suoi membri. Quindi non è che siccome sei uscito dallo stato puoi andare in giro a menare la gente.
Ho già proposto questa soluzione a @ciddo, ma non mi sembrava molto convinto.
In quanto alle leggi penali, come quelle contro l'omicidio o contro lo stupro, non sono imposizioni. L'omicida impone la morte. Lo stupratore impone l'atto sessuale. Le leggi penali contro questi crimini non sono imposizioni, ma autodifesa dalle imposizioni. Non si deve assolutamente fare confusione tra imposizioni/violenza e autodifesa da imposizioni/violenza! @Narel Jarvi