Sondaggi politici TP, legge sul consenso: donne favorevoli e uomini contrari
Bentornati con il sondaggio settimanale di Termometro Politico. Come ogni venerdì vi mostriamo il sentire degli italiani rispetto a importanti temi di attualità. Questa volta, focus sull’educazione sessuale ed affettiva e l’emendamento alla legge sul consenso che richiederà, d’ora in avanti, di esplicitarlo in modo chiaro e netto. Poi, corruzione in Ucraina e spazio al bilancio di questi anni di Governo di centrodestra.
L’emendamento alla legge sul consenso (esplicito) fa discutere, ma c’è una divisione importante tra uomini e donne e per intenzioni di voto
Partiamo proprio dalla modifica alla legge sul consenso che vede una relativa unione di intenti di tutto l’arco parlamentare. Abbiamo chiesto se “ora c’è la possibilità che una donna possa denunciare anche se non ha subito violenza”. Le risposte, se si prende l’intero campione, mostrano una divisione, con una leggera maggioranza di chi accoglie comunque favorevolmente la proposta (44,8% vs 40,2%). Per più di una persona su quattro, infatti, questa eventualità che abbiamo chiesto di analizzare è una “fantasia dei maschilisti. Anzi, non basta una legge, si deve rafforzare il supporto alle donne, la prevenzione e soprattutto l’educazione degli uomini”. A seguire, un 19,1% che ritiene che il problema del consenso è reale, spesso non c’è opposizione esplicita della donna, “ma una soggezione psicologica che la rende inerme, impaurita”.
Tra chi si reputa contrario e vede scenari negativi, c’è quasi un intervistato su quattro (24,5%) che afferma che sussiste questa possibilità perché l’emendamento “è scritto in modo vago e ambiguo, si rischiano più cause nei tribunali e più innocenti in galera, non è così che si difendono le donne”. E poi, un 15,4% che sostiene in maniera ogni uomo sarà giudicato colpevole a prescindere, già ora troppe denunce sono false. Questa legge sarà usata per ricatti ed estorsioni contro gli uomini.
C’è poi una divisione di genere rilevante: di fatti, è una donna su quattro ad avere delle remore sull’emendamento (con solo il 7% che crede che ogni uomo sarà giudicato colpevole a prescindere, rispetto al 17% degli uomini) e una maggioranza che passa il 60% di donne favorevoli. Per gli uomini, invece, prevalgono le risposte negative (45%) su quelle positive (38%).
Altrettanto rilevante è la correlazione tra intenzione di voto e posizione rispetto all’emendamento sul consenso, con gli elettori di centrodestra decisamente contrari. Spicca il dato della Lega, con 7 elettori su 10 contrari all’emendamento (70%). Diametralmente opposto, invece, il dato di consenso per PD (71%) e AVS (72%).
Sondaggi politici elettorali TP 21 novembre 2025, l’emendamento alla legge sul consensoE sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, altra divisione per intenzioni di voto e per fascia d’età
Proseguiamo nel solco delle politiche di genere e parliamo dell’educazione affettiva e sessuale, che sarà tema facoltativo a partire dalle medie e superiori e solo con il consenso della famiglia dell’alunno. La risposta più indicata (38,1%) crede che questo sia uno sbaglio perché “si creano cittadini meno consapevoli. Sono proprio i figli di famiglie conservatrici ad avere più bisogno di educazione sessuale e affettiva, fin dalle medie”. Questa risposta non è minimamente presa in considerazione dagli elettori di Fratelli d’Italia e Lega (2%), mentre per i forzisti questa percentuale sale fino a 22 punti.
Dall’altro lato, c’è il 26,5% che sostiene che “è la famiglia che dovrebbe insegnare questi temi. Spesso nelle scuole si insegna una visione di parte, radicale e progressista, meglio vigilare”. Questa è la risposta preferita proprio dagli elettori di centrodestra (che va dal 38% di Forza Italia fino al 54% della Lega).
Proseguendo con le risposte intermedie, un 21,4% anche si trova d’accordo con la proposta attuale e che “Sì, forse sarebbe meglio insegnare a tutti, alle superiori, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, ma l’affettività è un tema troppo delicato”.
Infine, un 8,7% che sostiene che “la responsabilità di educare i figli in questo ambito è solo della famiglia. Non deve essere la scuola, con o senza consenso dei genitori”.
Si segnala anche una correlazione tra età e favore all’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, con i più giovani (18-34 anni) che approvano in maggioranza (58% di risposte positive) e va calando progressivamente nel… corso della vita: nel range 35-49 anni si approva al 56%. Superati i 50 e fino ai 64, il dato scende al 48%. Superata la soglia dei 64, l’approvazione scende al minimo con il 46%.
Corruzione in Ucraina e fondi italiani: cosa fare? una maggioranza chiede lo stop
Passando ai temi internazionali, si segnala che In Ucraina è scoppiato un grave scandalo di corruzione ai vertici del Governo. Abbiamo chiesto ai nostri lettori se pensano che questo dovrebbe indurci a interrompere gli aiuti economici e militari.
Per oltre una persona su tre (36,8%) “Sì, in realtà non dovrebbero essere mai iniziati, abbiamo solo alimentato un giro di denaro e di corruzione a beneficio dei potenti”, e un 12,8% mostra di aver avuto un cambio di posizione: “Sì, alla luce degli eventi vanno interrotti, del resto non servono a fermare la guerra. Vanno al massimo indirizzati a organizzazioni umanitarie non governative”. Nel complesso, quasi metà campione (49,6%) chiede lo stop degli aiuti economici a militari all’Ucraina.
Dall’altra parte, il 25,7% sostiene che gli aiuti non vadano fermati perché “in tutti i Paesi dell’Est c’è corruzione, in Russia ancora di più. Aiutare la popolazione di un Paese invaso a difendersi e sopravvivere è la priorità”. E infine, un altro 19,3% crede che “almeno la corruzione in Ucraina viene denunciata e punita, mentre in Russia viene coperta. Anzi, l’Italia dovrebbe aiutare molto di più l’Ucraina”. Nel complesso, quindi, chi si schiera a favore dell’invio è il 46%. Dato alto ma, in questo momento, inferiore rispetto a chi chiede lo stop.
Il governo di centrodestra alla prova dei fatti: sta rispettando le promesse le elettorali?
E come anello di congiunzione che ci porterà verso le intenzioni di voto e la fiducia in Giorgia Meloni, abbiamo chiesto se a il centrodestra sta rispettando le sue promesse elettorali. Andando a vedere prima il dato generale, del campione rappresentativo dell’intera popolazione italiana, vediamo che in generale sì, il centrodestra sta mantenendo le sue promesse per oltre il 57%.
Nello specifico, il 32,8% ritiene che “Sì, sta governando seguendo i propri principi e valori, chi lo ha votato credo non possa essere deluso”. Questo dato vola fino all’84% tra gli elettori di Fratelli d’Italia, e supera abbondamente il 50% tra elettori di Forza Italia e Lega.
C’è un 24,4% che corrobora che “purtroppo sì, sta effettuando quelle politiche fallimentari o errate che aveva annunciato e i risultati si vedono”. Questa risposta è assolutamente protagonista per gli elettori di PD (60%) e AVS (64%) ma forse, un po’ a sorpresa, meno frequente per i pentastellati (35%), i quali optano in larga maggioranza per la risposta successiva: “No, sta effettuando politiche molto più simili a quelle della sinistra o del governo Draghi, cedendo spesso a influenze esterne (Ue, Usa), ha tradito i suoi elettori”. Se questa risposta è scelta dal 27% del campione, sale fino al 53% per gli elettori del M5S e addirittura a un 92% tra chi vota per Democrazia Sovrana e Popolare.
Infine, l’11% ritiene che “Per fortuna non sta rispettando le promesse elettorali, sta effettuando politiche meno di destra, meno populiste e più ragionevoli di quelle presenti negli slogan elettorali”. Per quanto sia la risposta meno gettonata, è quella più frequente tra gli elettori di Azione, scelta da oltre uno su due.
Sondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 21 novembre 2025 e fiducia in Giorgia Meloni. Stabile FdI, ma la premier va giù
E passiamo ora alle consuete intenzioni di voto. Rimane a livelli record Fratelli d’Italia (30,4%, stabile rispetto a 7 giorni fa) e salgono sia FI che Lega, che si trovano ora in perfetta parità all’8,5%. D’altro canto, cresce bene anche il M5S (+0,3%) e il PD (+0,2%), con le due principali forze progressiste che “rosicchiano” voti da AVS (-0,3%). Azione torna a salire di due decimi e riprende distanza dalla linea di galleggiamento del 3% (soglia di sbarramento). QUI, TROVI IL SONDAGGIO DELLA SCORSA SETTIMANA.
Sondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 14 novembre 2025: FdI ancora più suInfine, chiudiamo con la fiducia nella premier Meloni, che dopo alcune settimane al di sopra del 40% torna a scendere al di sotto di questa soglia e si ferma al 39,8%, in calo di oltre un punto percentuale (-1,3%). Ne consegue che anche la somma di chi non ha fiducia (nessuna, 51,2%, o poca per l’8,6%) torna a crescere, raggiungendo il 59,8%.
Sondaggi politici elettorali TP 21 novembre 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.600 interviste realizzate tra il 19 e il 20 novembre 2025.
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Scritto da: Alessandro Faggiano
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